di Manuela Ragucci
Nel cuore dei Campi Flegrei, terra sospesa tra mito e realtà, si è svolta un’esperienza che ha unito fotografia, educazione al bello, rispetto per il territorio e spirito di squadra. Il progetto, nato all’interno dell’Istituto Comprensivo 3 Gadda di Quarto, ha coinvolto gli studenti delle classi prime in un percorso di scoperta e creatività, guidati con passione dalle professoresse Chiara Baldi e Valeria Caiazzo, con il sostegno del Dirigente Scolastico Antonio Maioranoe del DSGA Orlando Castrese.

Il cuore del progetto è stato la fotografia, non come semplice tecnica, ma come linguaggio espressivo, come strumento per imparare a osservare, leggere e raccontare il mondo. “La fotografia non è solo un modo per catturare immagini, ma un mezzo per fermare i momenti che definiscono chi siamo e come vediamo il mondo”, afferma la professoressa Chiara Baldi, sintetizzando perfettamente lo spirito dell’iniziativa.
Attraverso l’obiettivo della macchina fotografica – spesso anche solo uno smartphone – i ragazzi hanno imparato che la bellezza è ovunque, anche e soprattutto nei luoghi che vivono ogni giorno. Le uscite sul territorio, tra cui una suggestiva giornata in spiaggia, sono diventate momenti di condivisione, di esplorazione e di crescita. Le uscite fotografiche sono state diverse e hanno avuto come location la spiaggia di Miseno, il lungomare Caracciolo, la zona di Quarto e ci sono state anche sessioni in studio, ma scattare foto nel proprio territorio ha significato molto più che immortalare scorci panoramici: è stato un modo per imparare ad amare ciò che ci circonda, a guardare con occhi nuovi luoghi spesso dati per scontati. E quando si ama qualcosa, non la si calpesta, la si protegge. È così che si impara davvero il rispetto per l’ambiente, per la storia e per la comunità.
Napoli ed in particolare la zona dei Campi Flegrei, con la loro ricchezza naturale e culturale, si sono rivelati un laboratorio a cielo aperto. Ogni scatto ha raccontato una storia, un’emozione, un dettaglio che sfugge nella frenesia quotidiana. “Ogni scatto è una finestra aperta sulla creatività, un invito a scoprire nuove prospettive e a raccontare storie che spesso sfuggono ai nostri occhi”, ha sottolineato la professoressa Valeria Caiazzo, evidenziando come la fotografia diventi un ponte tra l’immaginazione e il reale.
Il progetto ha avuto anche un forte valore relazionale. Nonostante i ragazzi provenissero da classi diverse, ogni uscita fotografica è stata un’occasione per fare gruppo, per conoscersi, per ridere e creare insieme. L’ambiente scolastico si è trasformato in un luogo dinamico, inclusivo, dove apprendere ha significato anche divertirsi, collaborare, sentirsi parte di una squadra.
Grazie all’impegno e alla disponibilità del corpo docente e del personale scolastico, è stato creato un clima positivo e stimolante, dove ogni studente ha potuto sentirsi valorizzato e protagonista.
Non si è trattato solo di un’attività didattica, ma di un percorso formativo ed emotivo, che ha lasciato il segno nei ragazzi e nel territorio stesso. Il progetto ha piantato un seme: quello della consapevolezza che la bellezza è dappertutto, basta imparare a vederla. E una volta imparato a vederla, è impossibile ignorarla.
Ecco allora che la fotografia diventa davvero un atto d’amore. Per sé, per gli altri, per il proprio luogo natio. Perché solo chi conosce il bello, può davvero custodirlo.
