Un gesto semplice, immediato, profondamente umano: entrare in acqua insieme per dire alle famiglie che affrontano ogni giorno le difficoltà dell’autismo che non sono sole. È questo il senso più autentico della decima edizione dell’Abbracciata Collettiva, la manifestazione di solidarietà che in queste ore sta unendo contemporaneamente otto città italiane in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Per Napoli, l’appuntamento è a Casoria, nella piscina Alba Oriens, dove il vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo, ha voluto essere presente per testimoniare concretamente la vicinanza delle istituzioni ai ragazzi affetti da autismo e alle loro famiglie.
L’iniziativa, in programma tra sabato 28 e domenica 29 marzo, è una vera e propria maratona di solidarietà in acqua della durata di 30 ore. Fino alle 13.30 di domani, chiunque potrà partecipare scendendo in vasca, nuotando, galleggiando o semplicemente condividendo lo spazio con i ragazzi che durante l’anno seguono i percorsi terapeutici e riabilitativi. Non serve essere atleti, né compiere imprese sportive: ciò che conta è esserci, dare un segnale, farsi parte di una comunità che sceglie di accogliere e includere.
L’Abbracciata Collettiva si svolge nello stesso momento a Milano, Firenze, Verona, Roma, Pescara, Foggia, Siracusa e Casoria, confermandosi come uno degli appuntamenti simbolicamente più forti nel panorama nazionale delle iniziative dedicate all’autismo. La manifestazione è promossa dalla T.M.A. Group, realtà impegnata nella diffusione della Terapia Multisistemica in Acqua con il metodo Caputo-Ippolito, un approccio che utilizza l’acqua come attivatore emozionale, sensoriale e motorio per favorire lo sviluppo della relazione, della comunicazione e dell’interazione sociale nelle persone con disturbi dello spettro autistico e con difficoltà relazionali. La TMA descrive questo metodo come un intervento fondato sull’acqua quale facilitatore emotivo, sensoriale e motorio, finalizzato a costruire relazioni significative.
È proprio questo il cuore dell’evento: trasformare la piscina in uno spazio di condivisione, partecipazione e riconoscimento reciproco. Ogni partecipante comunica il proprio nome e i metri percorsi in vasca. Quei metri diventano simbolicamente la misura di un avvicinamento, il tentativo di comprendere anche solo in parte la complessità del cammino affrontato ogni giorno da tante famiglie. Non si tratta soltanto di una manifestazione sportiva o solidale, ma di un messaggio pubblico, forte e collettivo, che richiama l’attenzione sul diritto all’inclusione, all’assistenza e alla dignità.
La presenza di Giuseppe Cirillo, vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, ha dato ulteriore rilievo istituzionale all’iniziativa. Cirillo, che sul sito ufficiale della Città Metropolitana risulta vicepresidente con funzioni di coordinamento, ha voluto sottolineare con la sua partecipazione il valore concreto dell’inclusione sociale. Le sue parole hanno restituito con chiarezza il significato della giornata: stare in quella vasca accanto ai ragazzi e alle loro famiglie significa affermare che l’inclusione non può restare uno slogan, ma deve diventare pratica quotidiana, responsabilità condivisa, scelta politica e civile.
Il richiamo alle politiche concrete è forse l’aspetto più importante del messaggio lanciato da Casoria. Perché se l’abbraccio simbolico rappresentato dall’acqua e dalla partecipazione collettiva è fondamentale, altrettanto essenziale è il lavoro quotidiano delle istituzioni, chiamate a tradurre la sensibilità in servizi, sostegno, progetti, risorse e diritti esigibili. In questo senso, la partecipazione della Città Metropolitana di Napoli assume un valore preciso: riconoscere che il tema dell’autismo riguarda l’intera comunità e che nessuna famiglia deve sentirsi isolata nel proprio percorso.
La piscina Alba Oriens di Casoria, sede dell’appuntamento napoletano, si è trasformata così in un luogo di incontro tra famiglie, operatori, cittadini e rappresentanti istituzionali. Il centro sportivo è attivo sul territorio di Casoria e ospita attività legate al nuoto e al benessere acquatico. In acqua, però, il gesto assume un significato ulteriore: non conta la performance, ma la prossimità. Non conta la distanza percorsa, ma la disponibilità a condividere un’esperienza che diventa segno di ascolto e di rispetto.
A rendere ancora più importante l’evento c’è anche la finalità concreta della raccolta fondi. I proventi saranno infatti devoluti alle famiglie per offrire accesso alla Terapia Multisistemica in Acqua. È un elemento decisivo, perché lega il valore simbolico dell’iniziativa a un aiuto tangibile, immediato, capace di incidere realmente sulla qualità della vita dei ragazzi e dei loro nuclei familiari. La solidarietà, in questo caso, non resta astratta, ma si trasforma in possibilità terapeutica, accompagnamento e sostegno.
L’Abbracciata Collettiva di Casoria conferma dunque come inclusione, sport, terapia e partecipazione civile possano intrecciarsi in modo potente. In un tempo in cui troppe famiglie rischiano di sentirsi sole di fronte alla complessità dell’autismo, vedere una vasca riempirsi di persone, istituzioni e attenzione autentica rappresenta un’immagine forte, necessaria, persino politica nel senso più nobile del termine. È la dimostrazione che una comunità può davvero scegliere di esserci. Un metro dopo l’altro, un gesto dopo l’altro, un abbraccio alla volta.
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