Acqua e cibo come diritti fondamentali, beni comuni e strumenti concreti per costruire la pace. È questo il cuore dell’incontro Acqua e cibo. Diritti al cuore della pace, in programma lunedì 22 giugno 2026 alle ore 16.30 a Napoli, nella Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, in via Portamedina 41, con ingresso dal cortile dell’Ospedale Pellegrini. Un appuntamento che riunisce ricercatori, studiosi, rappresentanti istituzionali ed esperti di cooperazione e sostenibilità per riflettere su un tema sempre più centrale nello scenario internazionale: l’accesso equo alle risorse naturali come condizione essenziale per ridurre le diseguaglianze, prevenire i conflitti e rafforzare la convivenza tra popoli e comunità.
L’iniziativa prende il titolo dal volume Acqua e cibo. Diritti al cuore della pace, curato da Antonio Silvio Calò e Maria Laura Picchio Forlati e pubblicato dalla Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace. Il libro propone una lettura interdisciplinare che intreccia diritto internazionale ed europeo, tutela dei diritti umani, politiche ambientali, sicurezza alimentare e pratiche di cooperazione allo sviluppo. Ne emerge una visione netta: acqua e cibo non possono essere considerati soltanto risorse economiche o beni di consumo, ma devono essere riconosciuti come presupposti irrinunciabili della dignità umana, della stabilità sociale e dello sviluppo sostenibile.
L’incontro napoletano si colloca in un momento storico segnato da crisi ambientali, guerre, migrazioni forzate e crescenti diseguaglianze nell’accesso ai beni essenziali. In molte aree del mondo, i conflitti armati e il degrado degli ecosistemi limitano la disponibilità di acqua potabile e compromettono la sicurezza alimentare delle popolazioni più vulnerabili. Discutere di acqua e cibo, dunque, significa discutere di pace in senso pieno: non solo assenza di guerra, ma costruzione di condizioni materiali, giuridiche e sociali che permettano alle persone di vivere con dignità.
Ad aprire i lavori saranno i saluti di Giovanni Cacace, primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini; Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e già ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Maria Laura Picchio Forlati, presidente onorario della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace; e Simona Pinton, segretaria generale della stessa Fondazione. La presenza di figure provenienti dal mondo istituzionale, accademico e associativo conferma il carattere multidisciplinare dell’iniziativa, pensata come occasione di confronto pubblico su temi che riguardano tanto le politiche globali quanto le responsabilità locali.
Seguiranno gli interventi di Philippe Pypaert, presidente di WAMUNET – Global Network of Water Museums UNESCO-IHP, rete internazionale impegnata nella promozione della cultura dell’acqua e della consapevolezza ambientale; Lauso Zagato, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore onorario del CESTUDIR – Centro Studi sui Diritti Umani; Germana Carobene, professore ordinario di Diritto interculturale all’Università degli Studi di Napoli Federico II; e Marianna Pace, dell’Università di Napoli L’Orientale. Le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Cataldi, ordinario di Diritto internazionale all’Università di Napoli L’Orientale, mentre la moderazione sarà curata da Vincenzo Esposito, caporedattore del Corriere del Mezzogiorno/Corriere della Sera.
Il tema dell’acqua, in particolare, assume un valore simbolico e politico di grande forza. Non si tratta solo di una risorsa naturale indispensabile alla vita, ma di un bene attorno al quale si misurano modelli di sviluppo, rapporti di potere, sistemi di tutela e capacità delle comunità di cooperare. La gestione sostenibile delle risorse idriche, la protezione degli ecosistemi, la lotta agli sprechi e il riconoscimento dell’acqua come bene comune sono questioni che interpellano governi, istituzioni internazionali, enti locali, università e società civile.
Allo stesso modo, il cibo è al centro di una riflessione che riguarda salute, giustizia sociale, agricoltura sostenibile, accesso ai mercati, sovranità alimentare e cooperazione internazionale. La sicurezza alimentare non può essere ridotta alla disponibilità quantitativa di alimenti: essa comprende qualità, accessibilità, continuità degli approvvigionamenti, tutela delle comunità agricole e rispetto degli equilibri ambientali. Dove l’accesso al cibo viene compromesso, si indeboliscono i diritti fondamentali e si creano le condizioni per nuove fratture sociali.
In questa prospettiva, l’Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli conferma il proprio impegno sui temi della pace e dei diritti umani, dopo il premio Pellegrini di pace e il concerto per la pace al Teatro di San Carlo. Come sottolinea il primicerio Giovanni Cacace, l’incontro nasce dalla volontà di sollecitare un impegno istituzionale e condiviso per garantire un accesso equo all’acqua e al cibo, soprattutto in una fase in cui i conflitti armati nel mondo rendono ancora più fragile la possibilità di usufruire delle risorse naturali. La pace, in questo senso, passa necessariamente attraverso la riduzione delle diseguaglianze.
L’appuntamento del 22 giugno a Napoli vuole dunque offrire un contributo di pensiero e di proposta, mettendo in dialogo competenze diverse attorno a un principio comune: non può esserci pace duratura senza giustizia nell’accesso ai beni essenziali. Acqua e cibo diventano così non solo oggetto di tutela giuridica, ma anche strumenti di educazione civica, responsabilità collettiva e cooperazione tra territori. In un tempo segnato da emergenze ambientali e crisi geopolitiche, riportare questi diritti al centro del dibattito pubblico significa indicare una strada concreta per costruire società più eque, sostenibili e pacifiche.
L’iniziativa è patrocinata da ABC Acqua Bene Comune, Museo Multimediale delle Acque Campane, Lions International e Angeli del Bello. Per informazioni è possibile scrivere a segreteria@arciconfraternitapellegrini.net o consultare il sito dell’Arciconfraternita dei Pellegrini.
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Arciconfraternita dei Pellegrini
Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace
Global Network of Water Museums – WAMU-NET

