Dal 17 settembre 2025 al 28 febbraio 2026, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) presenta due nuove mostre dedicate alla riscoperta di Pompei attraverso linguaggi artistici e documentari diversi. Protagonisti dell’iniziativa sono gli acquerelli di Luigi Bazzani (1836-1927) e le fotografie del 1859 di Gabriel Ivanovič de Rumine, due autori che con sensibilità differenti hanno saputo fissare l’immagine della città vesuviana e contribuire alla formazione del mito pompeiano nell’immaginario europeo.
L’esposizione dedicata a Bazzani nasce dal restauro di diciotto acquerelli conservati nell’Archivio Disegni del MANN, una delle raccolte più ricche al mondo insieme a quelle del Victoria & Albert Museum di Londra e della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Considerati non solo opere artistiche ma anche preziose testimonianze storiche, gli acquerelli raffigurano vedute del Foro, del Tempio di Iside, interni di case e giardini pompeiani. Accanto a queste opere, il percorso espositivo presenta una gouache di Giuseppe Marsigli, disegni di Pasquale Maria Veneri, fotografie storiche e bronzi ottocenteschi, con un focus speciale dedicato alla celebre Casa del Fauno, scoperta nel 1830 e celebre per il grande mosaico della Battaglia di Isso e la statuetta in bronzo del fauno danzante.
La mostra su Gabriel Ivanovič de Rumine conduce invece il visitatore nel 1859, quando il giovane aristocratico russo, al seguito del Granduca Costantino, realizzò uno dei primi reportage fotografici di Pompei grazie a un permesso speciale concesso dal re Ferdinando II. Le sue vedute a grande formato, tra le più antiche testimonianze fotografiche degli scavi, furono subito apprezzate dalla Société Française de Photographie di Parigi e oggi sono finalmente esposte al pubblico dopo essere rimaste a lungo dimenticate negli archivi del MANN. Le ventotto stampe all’albumina restituiscono la potenza evocativa di Pompei attraverso un mezzo espressivo ancora agli albori, ma già capace di catturare la suggestione della città antica. L’allestimento trova casa nel suggestivo Salone del Plastico di Pompei, che custodisce il celebre modello della città e amplifica il dialogo tra documento e memoria visiva.
Come sottolinea il prof. Massimo Osanna, Direttore Generale Musei Italiani, “il MANN non è soltanto luogo di conservazione ma anche laboratorio di ricerca: indagare i nostri archivi significa restituire nuove chiavi di lettura per comprendere il mito di Pompei e il ruolo che ha avuto nell’immaginario europeo”. Le due mostre, curate da Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino, offrono così un percorso che unisce arte, archeologia, fotografia e memoria storica, rafforzando la missione del MANN come custode e narratore di un patrimonio senza tempo.
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Info
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
17 settembre 2025 – 28 febbraio 2026
Acquerelli di Luigi Bazzani, fotografie di Gabriel Ivanovič de Rumine
MANN Museo Archeologico Nazionale Napoli





