La Reggia di Portici apre un nuovo capitolo della sua storia culturale e museale con l’inaugurazione di L’amante del Vesuvio. Visioni continue e discontinue del sublime, la mostra fotografica di Luciano D’Inverno che sarà presentata giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 11.30, nella suggestiva Sala Cinese del complesso borbonico. L’esposizione, curata da Ennery Taramelli e promossa da MUSA – Musei della Reggia di Portici, rappresenta un appuntamento particolarmente significativo per il patrimonio artistico e architettonico del territorio napoletano, perché è la prima mostra ospitata nella Galleria del Piano Nobile, recentemente restaurata dalla Città Metropolitana di Napoli e restituita alla fruizione pubblica.

All’inaugurazione prenderà parte il vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un progetto che intreccia fotografia contemporanea, valorizzazione del patrimonio storico e riscoperta dell’identità paesaggistica della Campania. L’iniziativa, patrocinata dalla Città Metropolitana di Napoli, dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dal Dipartimento di Agraria, segna il passaggio da un importante intervento di recupero architettonico a una nuova stagione di attività espositive, offrendo al pubblico l’opportunità di ammirare opere fotografiche contemporanee all’interno di uno degli ambienti più rappresentativi della residenza borbonica.
La protagonista di questa nuova fase è proprio la Galleria del Piano Nobile, uno spazio monumentale che, dopo decenni di trasformazioni e utilizzi differenti, ha finalmente ritrovato la propria configurazione originaria. Lunga oltre 35 metri e affacciata sulla storica Strada Regia delle Calabrie, oggi via Università, la Galleria costituisce un collegamento architettonico di grande valore tra lo scalone monumentale e il Teatrino di corte. Un ambiente che racconta la magnificenza della Reggia e che, grazie ai lavori di restauro conclusi nel giugno 2026, torna a essere parte integrante del percorso culturale e museale del complesso.
Per molti anni, infatti, questa porzione del palazzo era stata destinata ad aule, uffici e attività universitarie, con interventi che ne avevano modificato la percezione spaziale e nascosto alcuni degli elementi decorativi più preziosi. Il recupero, condotto dalla Direzione Tecnica Patrimonio della Città Metropolitana di Napoli sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, ha permesso di riportare alla luce gli affreschi ornamentali, valorizzare il pavimento in cotto napoletano e restaurare le persiane storiche, restituendo armonia e continuità alla prospettiva architettonica. L’intervento ha avuto un valore complessivo di circa 639mila euro e rappresenta uno dei tasselli del più ampio programma di riqualificazione della Reggia.
Il risultato è uno spazio che torna a dialogare con la propria storia e, contemporaneamente, si apre a nuove forme di espressione artistica. La scelta di inaugurare la programmazione espositiva con L’amante del Vesuvio assume quindi un significato che va oltre la semplice organizzazione di una mostra fotografica. L’obiettivo è costruire un rapporto tra la memoria del luogo e la sensibilità degli artisti contemporanei, trasformando la Galleria in un ambiente capace di raccontare il territorio attraverso linguaggi differenti.
È in questo scenario che si inserisce il progetto di Luciano D’Inverno, autore di un ciclo fotografico inedito dedicato alla propria terra d’origine. Le immagini, realizzate a colori tra il 2019 e il 2026, rappresentano un nuovo capitolo di una ricerca artistica portata avanti da oltre vent’anni, durante i quali il fotografo ha sviluppato uno sguardo personale sui paesaggi campani, sulle loro trasformazioni e sulle molteplici relazioni tra natura, storia e presenza umana.
Al centro delle oltre trenta opere esposte emerge il Vesuvio, presenza imponente e simbolica che attraversa l’identità culturale e paesaggistica dell’intero territorio napoletano. Il vulcano non è soltanto un elemento naturale da rappresentare, ma diventa una presenza costante, capace di evocare suggestioni, contrasti e interrogativi sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Attorno a questa figura si sviluppa un racconto visivo che comprende anche la natura inquieta dei Campi Flegrei, i paesaggi del Miglio d’Oro e i luoghi nei quali la costa incontra le pendici vulcaniche.
La fotografia di D’Inverno indaga un territorio caratterizzato da una straordinaria complessità, dove la bellezza del paesaggio convive con la forza dei fenomeni naturali e con le tracce lasciate dalle generazioni che lo hanno abitato. Le sue immagini invitano a osservare ciò che spesso sfugge a uno sguardo distratto, soffermandosi sulle trasformazioni del paesaggio, sulle permanenze storiche e sulle tensioni che attraversano luoghi apparentemente familiari.
Il riferimento al sublime, presente nel titolo dell’esposizione, richiama quella particolare esperienza estetica nella quale meraviglia e inquietudine si incontrano. Il Vesuvio, con la sua bellezza e la sua potenza, rappresenta da secoli uno dei simboli più riconoscibili di questa dimensione. Attraverso la fotografia contemporanea, il paesaggio vulcanico viene reinterpretato non come semplice scenario panoramico, ma come realtà viva, mutevole e profondamente legata all’esperienza umana.
Il progetto si confronta idealmente anche con la lunga tradizione artistica delle vedute napoletane e campane, che a partire dall’epoca del Grand Tour hanno contribuito a diffondere in Europa l’immagine del Golfo di Napoli, del Vesuvio e delle residenze reali borboniche. Pittori, incisori e viaggiatori hanno raccontato per secoli questi luoghi, attratti dalla particolare combinazione di patrimonio architettonico, bellezza naturale e fenomeni vulcanici. Le fotografie di Luciano D’Inverno si inseriscono in questa eredità culturale, proponendo una lettura contemporanea dei medesimi territori e restituendone nuove prospettive.
La scelta della Reggia di Portici come sede dell’esposizione rafforza ulteriormente il legame tra le opere e il contesto. La residenza reale, voluta da Carlo di Borbone a partire dal 1738, costituisce una testimonianza fondamentale della storia artistica e architettonica del territorio vesuviano. La sua posizione, tra il mare e il vulcano, rende il complesso un punto di osservazione privilegiato su quel paesaggio che nel corso dei secoli ha affascinato sovrani, studiosi, artisti e viaggiatori.
La Galleria del Piano Nobile, affacciata sull’antica direttrice che attraversa il Miglio d’Oro, diventa così parte integrante del racconto espositivo. Il visitatore non si limita a osservare le fotografie, ma si trova immerso in un luogo che appartiene alla stessa storia e geografia rappresentata nelle immagini. Si crea un dialogo tra architettura settecentesca e fotografia contemporanea, tra memoria borbonica e interpretazione artistica del presente, capace di arricchire l’esperienza della visita.
L’inaugurazione di L’amante del Vesuvio rappresenta anche un risultato concreto del percorso di collaborazione avviato tra la Città Metropolitana di Napoli, l’Università Federico II e la Soprintendenza. La convenzione che coinvolge le istituzioni prevede infatti la progressiva restituzione degli ambienti del Piano Nobile a una destinazione pienamente museale, attraverso un programma di recupero che punta a valorizzare l’intero complesso monumentale.
L’obiettivo è realizzare nel tempo un percorso unitario che consenta ai visitatori di attraversare gli ambienti storici della Reggia, ammirandone l’architettura, gli apparati decorativi e le testimonianze artistiche. Un progetto ambizioso che richiede interventi graduali, ma che sta già producendo risultati significativi grazie alla riapertura della Galleria e alla sua nuova funzione espositiva.
In questa prospettiva, la mostra fotografica assume il valore di un primo importante banco di prova per la programmazione culturale dello spazio restaurato. La Galleria non viene più considerata soltanto un ambiente storico da conservare, ma un luogo da vivere, capace di ospitare iniziative artistiche e contribuire alla crescita dell’offerta museale dell’area vesuviana.
Il percorso di valorizzazione interessa anche altri ambienti monumentali della Reggia. Il 30 settembre 2026 sono stati consegnati i lavori per il restauro dello scalone monumentale, con un investimento di 1,8 milioni di euro destinato al recupero delle superfici decorate e al miglioramento dell’accessibilità del Piano Nobile. Un intervento che conferma la volontà delle istituzioni di proseguire nella riqualificazione del complesso e di renderlo progressivamente più accessibile ai visitatori.
La Reggia di Portici si conferma così un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio culturale della Campania, con un progetto che unisce conservazione, ricerca, attività museali e promozione del territorio. La presenza dell’Università Federico II, attraverso il Dipartimento di Agraria e MUSA, contribuisce a rafforzare questa vocazione, mettendo in relazione il patrimonio monumentale con la divulgazione scientifica e le iniziative artistiche.
Con L’amante del Vesuvio, il complesso borbonico offre una nuova occasione per riscoprire la ricchezza del paesaggio vesuviano, osservandolo attraverso uno sguardo che invita alla riflessione e alla meraviglia. La mostra non racconta soltanto un territorio, ma ne esplora l’identità profonda, mettendo in evidenza il legame tra ambiente naturale, memoria collettiva e trasformazioni contemporanee.
Per Portici, per l’area vesuviana e per l’intera Città Metropolitana di Napoli, questa inaugurazione rappresenta dunque un appuntamento di particolare rilevanza culturale. La restituzione di un ambiente storico alla collettività incontra la capacità dell’arte di proporre nuove interpretazioni dei luoghi, contribuendo a rafforzare il rapporto tra cittadini, visitatori e patrimonio culturale.
La mostra L’amante del Vesuvio. Visioni continue e discontinue del sublime sarà visitabile da venerdì 30 ottobre 2026 fino al 29 marzo 2027 presso la Galleria del Piano Nobile della Reggia di Portici. Per conoscere gli orari di apertura, le modalità di accesso, i biglietti e le visite guidate è possibile consultare il sito ufficiale dei Musei della Reggia di Portici, all’indirizzo www.museireggiadiportici.it.
Un’occasione per ammirare le fotografie di Luciano D’Inverno, riscoprire il fascino della storica residenza borbonica e apprezzare il valore di un importante intervento di restauro che restituisce al pubblico uno degli spazi monumentali più suggestivi del patrimonio culturale campano.
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- MUSA – Musei della Reggia di Portici, sito ufficiale
- MUSA – Inaugurazione della Galleria restaurata
- Università Federico II – Riapertura della Galleria del Piano Nobile
- Soprintendenza – Restauro dello scalone monumentale


