L’Art Bonus torna al centro del dibattito culturale nazionale con un appuntamento a Napoli dedicato alle nuove prospettive del mecenatismo e alle opportunità aperte dalla riforma in discussione. Martedì 19 maggio, alle ore 15:30, la Fondazione Banco di Napoli – Palazzo Ricca, in Via dei Tribunali 213, ospiterà l’incontro “Art Bonus e riforma del mecenatismo culturale – Nuove prospettive e opportunità per la valorizzazione del patrimonio”, promosso da Fondazione Valenzi ETS, Fondazione Banco di Napoli e il Cartastorie – Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, nell’ambito del progetto AGENDO – Per una cultura sostenibile. L’iniziativa, finanziata nel quadro del bando TOCC del PNRR, Missione 1, Componente 3, Misura 3, Investimento 3.3, si inserisce in un percorso più ampio dedicato alla sostenibilità della cultura e alla costruzione di nuovi modelli di collaborazione tra istituzioni, imprese, fondazioni, professionisti e comunità territoriali.
Il tema è di particolare attualità perché l’Art Bonus rappresenta oggi uno degli strumenti più rilevanti per favorire la partecipazione di cittadini e imprese alla tutela del patrimonio culturale. Introdotto con il Decreto Legge n. 83 del 2014, convertito nella Legge n. 106 del 2014, il provvedimento riconosce un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni liberali effettuate da privati e imprese a sostegno di interventi di manutenzione, protezione e restauro dei beni culturali pubblici. Il portale ufficiale Art Bonus conferma che il beneficio fiscale è pari al 65% e viene ripartito in tre quote annuali di pari importo, con limiti differenziati per persone fisiche, enti non commerciali e titolari di reddito d’impresa.
La portata dello strumento è ormai significativa: secondo i dati richiamati nei materiali dell’incontro, grazie all’Art Bonus sono stati raccolti oltre un miliardo di euro attraverso più di 44.000 donazioni, contribuendo al finanziamento di migliaia di interventi in tutta Italia. Numeri che spiegano perché la discussione sulla riforma del mecenatismo culturale sia diventata centrale non solo per gli operatori del settore, ma anche per gli enti locali, le imprese, le fondazioni e le organizzazioni del Terzo Settore.
L’appuntamento di Napoli nasce proprio per approfondire il funzionamento dell’Art Bonus e per analizzarne l’impatto concreto sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio. Al centro del confronto vi saranno i profili fiscali e giuridici dello strumento, con particolare attenzione alle opportunità per gli enti culturali beneficiari e per i soggetti donatori. Un passaggio decisivo riguarda l’ipotesi di estensione dell’ambito di applicazione del credito d’imposta a nuove categorie di soggetti, tra cui enti del Terzo Settore, fondazioni, associazioni, istituzioni culturali private, enti ecclesiastici, festival e manifestazioni di rilevanza nazionale, oltre agli istituti e ai luoghi della cultura appartenenti anche al sistema museale nazionale.
In questa prospettiva, la riforma del mecenatismo culturale non riguarda soltanto un incentivo fiscale, ma un nuovo modo di intendere il rapporto tra pubblico e privato. La cultura viene letta come infrastruttura strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori, capace di generare valore civile, sociale, economico e identitario. L’Art Bonus, infatti, non è solo uno strumento di agevolazione tributaria: è una leva per costruire fiducia, responsabilità condivisa e partecipazione attiva intorno ai beni culturali. Il portale ufficiale consente anche di consultare la lista degli interventi registrati e sostenibili, rendendo il mecenatismo più accessibile e tracciabile.
Particolare attenzione sarà dedicata ai temi della trasparenza, della rendicontazione e del controllo sull’utilizzo delle risorse. Sono aspetti essenziali per rafforzare la credibilità del sistema e per rendere più solido il legame tra chi dona e chi riceve il sostegno. In un contesto in cui la valorizzazione del patrimonio richiede risorse, competenze e visione di lungo periodo, la possibilità di attivare partenariati stabili tra soggetti pubblici e privati diventa un elemento decisivo. La sfida è fare in modo che il mecenatismo culturale non sia percepito come un gesto occasionale, ma come una pratica strutturale di responsabilità verso il patrimonio comune.
Il luogo scelto per l’incontro rafforza il valore simbolico dell’iniziativa. Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco di Napoli e del suo Archivio Storico, custodisce una parte rilevante della memoria economica, sociale e civile del Mezzogiorno. La stessa Fondazione Banco di Napoli ricorda che Palazzo Ricca ospita le scritture patrimoniali e documentarie degli antichi banchi pubblici napoletani, in un complesso archivistico di straordinaria importanza storica.
Il programma prevede la partecipazione di rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e professionale. Interverranno Orazio Abbamonte, Presidente della Fondazione Banco di Napoli; Marcello D’Aponte, Presidente del Cartastorie – Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli; Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura, Eventi e Personale della Regione Campania; Alfonso Trapuzzano, Segretario della Fondazione Valenzi; Paola Coppola, docente di diritto tributario al DEMI dell’Università Federico II; Carolina Botti, Direttore Valorizzazione del Patrimonio Culturale e IT di Ales S.p.A.; Roberto Cogliandro, di M.A.C.S. Mecenati per l’Arte, il Cinema e lo Sport; Mauro Sciarelli, docente di economia e gestione delle imprese al DEMI dell’Università Federico II; Matteo De Lise, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli; Massimiliano Manfredi, Presidente del Consiglio Regionale della Campania; e Marco Alifuoco, Project Manager AGENDO.
L’incontro si propone dunque come un momento di lavoro e di confronto operativo, non solo come una riflessione teorica. L’obiettivo è fornire indicazioni utili sull’attivazione e sull’utilizzo dell’Art Bonus, presentare esperienze virtuose di collaborazione tra pubblico e privato e contribuire alla definizione di modelli più avanzati di gestione e valorizzazione culturale. In questa direzione, il progetto AGENDO – Per una cultura sostenibile conferma la volontà della Fondazione Valenzi ETS di promuovere pratiche innovative di partecipazione, sostenibilità e sviluppo territoriale attraverso la cultura.
Napoli, città stratificata e complessa, diventa così il luogo ideale per discutere il futuro del mecenatismo culturale. In un territorio in cui il patrimonio storico, artistico e archivistico rappresenta una risorsa identitaria e un potenziale fattore di crescita, la riforma dell’Art Bonus può aprire nuove opportunità per istituzioni, enti culturali, imprese e cittadini. La valorizzazione del patrimonio non può essere affidata esclusivamente alla conservazione, ma richiede strumenti capaci di generare coinvolgimento, responsabilità e sostenibilità. È questo il punto centrale dell’iniziativa: trasformare il sostegno alla cultura in una forma concreta di investimento nel futuro dei territori.
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