L’Atalanta supera il Genoa con un netto 4-0 negli ottavi di finale di Coppa Italia, confermandosi una delle squadre più solide e organizzate del torneo. La prestazione della squadra di Raffaele Palladino è stata autorevole dal primo all’ultimo minuto, agevolata dall’espulsione di Fini al 36’, episodio che ha inevitabilmente condizionato il prosieguo della gara. A firmare il successo sono stati Djimsiti, De Roon, Pašalić e Ahanor, ciascuno con un contributo tecnico e tattico perfettamente incastonato nella macchina bergamasca. Una sfida che ha offerto gol, intensità e una lettura tattica chiara: l’Atalanta ha saputo prendere il controllo, allargare il campo e chiudere il match con una brillante gestione dei ritmi, mentre il Genoa non è mai riuscito a trovare soluzioni offensive realmente efficaci, complice anche l’inferiorità numerica.
La gara si è accesa al 19’, quando Bajram Djimsiti ha sbloccato il risultato con un inserimento dei suoi, preciso e letale, su situazione da palla inattiva. Il Genoa ha provato a reagire, ma l’episodio chiave è arrivato poco dopo: intervento da “ultimo uomo” di Fini, rosso diretto e match che cambia volto. Da quel momento, l’Atalanta ha iniziato a giocare con maggiore serenità, trovando linee di passaggio pulite e occupando gli spazi con razionalità e velocità. Il raddoppio è arrivato al 54’ con Marten de Roon, bravo a inserirsi centralmente e a sorprendere la linea difensiva rossoblù. Il Genoa, chiuso nella propria metà campo, ha provato a contenere, ma la Dea ha continuato a macinare gioco e ad affondare con intensità.
Nel finale, la qualità della rosa nerazzurra ha fatto la differenza: Mario Pašalić, tra i più lucidi nei movimenti senza palla, ha firmato il 3-0 all’82’, mentre nei minuti di recupero è arrivata anche la gioia personale per Hannibal Ahanor, che ha fissato il definitivo 4-0 capitalizzando un’azione corale orchestrata con precisione. Una gestione totale, nella quale l’Atalanta ha alternato verticalizzazioni rapide, palleggio ragionato e ottima occupazione degli spazi tra le linee. La squadra conquista così i quarti di finale, dove affronterà la Juventus in un match che promette grande intensità e un’ulteriore prova del percorso di crescita impostato da Palladino.
Per il Genoa, una serata complicata sin dai primi minuti: l’inferiorità numerica ha costretto la squadra di De Rossi ad abbassare troppo il baricentro, e le ripartenze non sono risultate sufficienti per impensierire la difesa nerazzurra. L’episodio del rosso, inevitabile per dinamica e posizione, resta la chiave di una partita che avrebbe potuto assumere una direzione diversa, ma che ha comunque messo in evidenza la differenza di intensità e profondità tra le due rose. L’Atalanta esce dal match con certezze, qualità e una consapevolezza crescente: la Dea è tornata a fare la Dea.
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