Si è chiusa domenica 30 agosto con un bilancio più che positivo l’edizione 2026 di Briganti o Migranti, la manifestazione che per tre giornate, dal 28 al 30 agosto, ha trasformato il centro storico di Rionero in Vulture in un grande scenario dedicato alla storia, al teatro, alla musica popolare e alle tradizioni della Basilicata.
L’appuntamento, promosso dalla Pro Loco Rionero in Vulture, ha confermato ancora una volta la capacità di unire divulgazione storica, spettacolo e valorizzazione del territorio, richiamando un pubblico numeroso anche da fuori città e dalle province limitrofe. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Redenzione o ribellione? La Chiesa nel dramma del brigantaggio”, ha condotto visitatori e spettatori all’interno di una delle pagine più complesse della storia del Mezzogiorno, concentrando l’attenzione sul rapporto tra mondo ecclesiastico, potere politico, società e fenomeno del brigantaggio dopo l’Unità d’Italia.
Il risultato più evidente è arrivato dalla Parata dei Briganti, autentico cuore teatrale di Briganti o Migranti 2026. Sono state infatti 15 le repliche complessive, tutte sold out, con una richiesta di partecipazione tale da rendere necessario predisporre ulteriori ingressi per accogliere il pubblico rimasto inizialmente senza posto. Un successo che testimonia quanto il format della rievocazione itinerante continui a esercitare un forte richiamo e quanto la storia del brigantaggio lucano riesca ancora oggi a coinvolgere pubblici molto diversi.
Quindici scene hanno accompagnato gli spettatori lungo vicoli, piazzette e scorci del centro antico, trasformando il tessuto urbano di Rionero in Vulture in un vero palcoscenico a cielo aperto. Non una rappresentazione tradizionale osservata da una platea immobile, ma un percorso nel quale il pubblico si è spostato insieme agli interpreti, entrando fisicamente negli ambienti della narrazione e vivendo da vicino vicende, contrasti e atmosfere legate al brigantaggio postunitario.
Circa 100 tra attori e figuranti hanno dato vita alla rappresentazione sotto la regia di Lea Di Mauro, mentre testi e costumi sono stati curati da Cristian Strazza. Il lavoro collettivo ha consentito di costruire una narrazione immersiva nella quale la dimensione teatrale si è fusa con gli spazi autentici del paese. I vicoli non hanno fatto semplicemente da sfondo, ma sono diventati parte integrante dello spettacolo, restituendo allo spettatore la sensazione di entrare in un racconto sospeso tra memoria storica e rappresentazione scenica.
Uno degli elementi che maggiormente ha caratterizzato questa edizione è stato proprio il rapporto tra pubblico e rappresentazione. Durante le diverse repliche, centinaia di persone hanno attraversato in silenzio il percorso della Parata, seguendo gli attori da una scena all’altra e lasciandosi coinvolgere dalla narrazione. Una partecipazione raccolta e intensa che ha contribuito a creare un’atmosfera particolare e ha trasformato gli spettatori, almeno per la durata della rappresentazione, in parte integrante della storia raccontata.
Il successo di Briganti o Migranti 2026 assume inoltre un significato rilevante sotto il profilo turistico. Numerosi visitatori sono infatti arrivati da località esterne a Rionero e dalle province vicine, confermando come la manifestazione abbia ormai superato i confini di un semplice appuntamento cittadino. La capacità di attrarre persone da altri territori rappresenta un valore aggiunto per l’intera area del Vulture, perché lega l’esperienza culturale alla scoperta del patrimonio storico, architettonico, paesaggistico ed enogastronomico locale.
La stessa formula della manifestazione punta da anni a mettere in relazione la storia del brigantaggio con la più ampia riflessione sulla questione meridionale e sull’emigrazione lucana. Il progetto della Pro Loco Rionero in Vulture richiama infatti il legame tra le rivolte successive al 1860 e i grandi fenomeni sociali che hanno segnato il Mezzogiorno, facendo incontrare idealmente figure e vicende profondamente radicate nella storia di Rionero e della Basilicata.
Accanto alla Parata dei Briganti, le tre giornate hanno proposto incontri e momenti di approfondimento storico, iniziative dedicate alla cultura del Vulture, musica popolare ed enogastronomia. La manifestazione ha inoltre consentito di riscoprire luoghi legati direttamente alla memoria del brigantaggio, con la riapertura straordinaria delle cantine storiche e visite notturne al Museo del Brigantaggio. Un modo per affiancare alla componente spettacolare una dimensione di conoscenza e approfondimento delle tensioni politiche e sociali che attraversarono il Mezzogiorno negli anni successivi all’Unità d’Italia.
Il tema “Redenzione o ribellione? La Chiesa nel dramma del brigantaggio” ha permesso inoltre di affrontare il fenomeno da una prospettiva meno consueta, interrogandosi sul ruolo della Chiesa, sul rapporto tra fede e potere e sulle contraddizioni che attraversavano la società meridionale dell’epoca. Un’impostazione che ha contribuito ad allontanare la manifestazione dalla semplice rievocazione folkloristica, rafforzandone invece il carattere culturale e divulgativo.
Del resto, Briganti o Migranti nasce proprio con l’obiettivo di trasformare la memoria storica in uno strumento di conoscenza del presente. Il brigantaggio viene raccontato non soltanto attraverso i suoi protagonisti, ma come parte di una più ampia vicenda sociale che coinvolge la povertà, le tensioni politiche, il rapporto con le istituzioni, l’emigrazione e la cosiddetta questione meridionale. In questo senso, il centro storico di Rionero diventa ogni anno un luogo in cui il racconto del passato dialoga direttamente con l’identità contemporanea della comunità.
La manifestazione è stata promossa dalla Pro Loco Rionero in Vulture, con il sostegno della Città di Rionero in Vulture, della Regione Basilicata e dell’APT Basilicata, nell’ambito della rete UNPLI – Pro Loco d’Italia. Il progetto è inserito tra i beni del patrimonio culturale immateriale della Regione Basilicata ed è finanziato dalla stessa Regione Basilicata.
Per la Pro Loco Rionero in Vulture, impegnata nella promozione culturale, sociale e turistica della comunità, la manifestazione si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione delle risorse locali e della memoria del territorio. L’associazione opera infatti in collaborazione con istituzioni e realtà regionali proprio con l’obiettivo di promuovere il patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico di Rionero e del Vulture.
Il bilancio dell’edizione 2026 restituisce quindi l’immagine di un evento ormai capace di mettere insieme memoria e spettacolo, partecipazione popolare e attrattività turistica. Le 15 repliche sold out della Parata dei Briganti rappresentano il dato simbolicamente più forte, ma il risultato complessivo va oltre i numeri: per tre giorni Rionero in Vulture ha trasformato i propri luoghi storici in uno spazio condiviso di racconto, incontro e riflessione.
È proprio in questa capacità di far vivere la storia nei luoghi in cui essa continua a lasciare tracce che si trova probabilmente la forza di Briganti o Migranti. Un progetto che non si limita a ricordare il passato, ma prova a renderlo accessibile e comprensibile attraverso il teatro, la cultura e la partecipazione diretta del pubblico, contribuendo allo stesso tempo alla promozione di Rionero in Vulture, del Vulture e dell’intera Basilicata.
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Pro Loco Rionero in Vulture
Comune di Rionero in Vulture
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


