Dal 28 al 30 agosto 2026 Rionero in Vulture torna a interrogarsi su una delle pagine più controverse della storia del Mezzogiorno con Briganti o Migranti 2026, manifestazione dedicata alla memoria del brigantaggio postunitario e al suo complesso intreccio con le vicende politiche, sociali e religiose dell’Ottocento. Per tre giornate il centro storico della cittadina lucana diventerà un luogo d’incontro tra ricerca storica, teatro itinerante, musica popolare, tradizioni ed enogastronomia, offrendo al pubblico un racconto capace di superare le letture più schematiche del fenomeno brigantesco.
La manifestazione è promossa dalla Pro Loco Rionero in Vulture, con il sostegno della Città di Rionero in Vulture, della Regione Basilicata e dell’APT Basilicata, nell’ambito della rete UNPLI – Pro Loco d’Italia. Il progetto è inserito tra i beni del patrimonio culturale immateriale della Regione Basilicata ed è finanziato dalla stessa amministrazione regionale. L’appuntamento rappresenta quindi non soltanto un evento estivo, ma un’attività di tutela e trasmissione della memoria collettiva, legata alle radici storiche e culturali del Vulture.
Il tema scelto per l’edizione 2026, Redenzione o ribellione? La Chiesa nel dramma del brigantaggio, porta l’attenzione sul rapporto tra il mondo ecclesiastico, il nuovo potere politico e il brigantaggio esploso dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie e la nascita dello Stato unitario. Un rapporto tutt’altro che lineare, attraversato da orientamenti differenti, conflitti di coscienza, scelte individuali e contrapposizioni ideologiche.
La Chiesa meridionale dell’epoca non costituiva infatti un blocco compatto. Una parte del mondo ecclesiastico rimase legata alla monarchia borbonica e guardò con diffidenza, se non con aperta ostilità, al nuovo ordine politico. Altri religiosi cercarono invece di adattarsi al cambiamento o di svolgere un’opera di mediazione nelle comunità sconvolte dalla repressione, dalla povertà e dalla violenza. Fede, legittimismo, consenso, paura e ribellione diventano così le chiavi attraverso le quali la manifestazione invita a rileggere quella stagione.
Al centro della riflessione rimane la necessità di restituire al brigantaggio postunitario tutta la sua complessità. La tradizionale contrapposizione tra briganti descritti come eroi popolari e briganti considerati esclusivamente criminali non è sufficiente a spiegare un fenomeno alimentato da ragioni politiche, condizioni economiche, rivendicazioni sociali, fedeltà dinastiche e resistenze locali. Briganti o Migranti 2026 prova perciò a riportare il pubblico dentro le contraddizioni del tempo, evitando giudizi semplicistici e mostrando quanto fosse difficile, per le popolazioni meridionali, orientarsi in una società trasformata rapidamente dall’Unità d’Italia.
Il legame con Rionero in Vulture rende questo racconto ancora più significativo. Il territorio del Vulture fu uno dei principali scenari del brigantaggio lucano e conserva una memoria profonda di quegli avvenimenti. La figura di Carmine Crocco, nato proprio a Rionero e divenuto uno dei più noti protagonisti del brigantaggio, continua ancora oggi a suscitare studi, interpretazioni e discussioni. Accanto a lui emerge Ninco Nanco, al quale sarà dedicata la presentazione di un libro prevista nella giornata conclusiva della manifestazione.
Il momento più spettacolare dell’evento sarà La Parata dei Briganti, un percorso teatrale itinerante che porterà la storia fuori dagli spazi tradizionalmente riservati ai convegni e la farà vivere direttamente nelle vie del paese. Vicoli, piazze e scorci del centro di Rionero diventeranno un palcoscenico diffuso, animato da attori, musicisti e figuranti. Il pubblico non assisterà soltanto a una rappresentazione, ma sarà accompagnato dentro una narrazione composta da personaggi, episodi e atmosfere legati al brigantaggio.
Le partenze della Parata saranno effettuate da via Matteotti e organizzate in gruppi composti da un massimo di 50 partecipanti, con un intervallo di 30 minuti tra un gruppo e il successivo. La formula consentirà di seguire con maggiore attenzione le diverse scene e di attraversare gli spazi del centro storico senza perdere la dimensione immersiva del racconto. La prenotazione è consigliata e può essere effettuata tramite WhatsApp al numero 377 346 5887 oppure attraverso il sito ufficiale della Pro Loco Rionero in Vulture.
Accanto agli appuntamenti culturali e teatrali troveranno spazio gli stand enogastronomici e L’Enoteca del Brigante, area dedicata alle produzioni vitivinicole locali. Il vino diventa in questo contesto un altro strumento per raccontare il territorio: il Vulture, le sue cantine e le sue tradizioni produttive entrano nella narrazione della memoria locale, collegando la ricostruzione storica alla conoscenza dei sapori e delle eccellenze lucane.
Il programma inizierà venerdì 28 agosto alle ore 20 con l’apertura degli stand enogastronomici. La serata proseguirà con il primo appuntamento de La Parata dei Briganti e con il concerto di musica popolare di Bruno Galeone e Daria Falcone. Sarà un’apertura incentrata sull’incontro tra rappresentazione teatrale e patrimonio musicale, due linguaggi capaci di trasmettere la memoria del territorio anche attraverso l’emozione e la partecipazione collettiva.
Sabato 29 agosto sarà la giornata maggiormente dedicata all’approfondimento storico. Il convegno sul brigantaggio offrirà uno spazio di riflessione sul tema dell’edizione, analizzando le differenti posizioni assunte dal mondo ecclesiastico e il rapporto tra Chiesa, potere e ribellione negli anni successivi alla fine del Regno delle Due Sicilie. Dopo il convegno tornerà La Parata dei Briganti, mentre la serata sarà affidata al concerto degli Agotrance Group con Mimmo Epifani. A seguire si terrà il DJ Set Jamming, che porterà la programmazione musicale verso sonorità più contemporanee. Le attività convegnistiche e musicali del sabato sono realizzate in collaborazione con l’Associazione Terramara.
Domenica 30 agosto, giornata conclusiva, sarà presentato un libro dedicato a Ninco Nanco, personaggio centrale del brigantaggio lucano e luogotenente di Carmine Crocco. La presentazione offrirà un’ulteriore occasione per avvicinarsi agli uomini e alle vicende del periodo attraverso la ricerca e la divulgazione storica. Seguiranno un nuovo appuntamento con La Parata dei Briganti e il concerto finale di Stefano De Dominicis e Giuseppe Volpe.
Con Briganti o Migranti 2026, Rionero in Vulture propone dunque tre giorni nei quali la storia non viene semplicemente commemorata, ma discussa, rappresentata e vissuta negli stessi luoghi che ne conservano la memoria. Il tema della Chiesa nel dramma del brigantaggio permette di osservare il Mezzogiorno postunitario da una prospettiva particolarmente delicata, nella quale convinzioni religiose, fedeltà politiche, interessi sociali e bisogni delle comunità finirono spesso per sovrapporsi.
La domanda contenuta nel titolo dell’edizione, redenzione o ribellione, rimane volutamente aperta. È proprio in questa assenza di una risposta definitiva che si trova il significato culturale della manifestazione: invitare cittadini e visitatori a conoscere il passato senza trasformarlo in una leggenda consolatoria o in una condanna priva di sfumature. Tra teatro, musica, ricerca storica e sapori del Vulture, l’edizione 2026 restituisce il profilo di una terra che continua a confrontarsi con la propria storia per comprendere meglio anche le inquietudini del presente.
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