La letteratura contemporanea incontra il mare di Procida e trasforma uno degli angoli più suggestivi dell’isola in uno spazio di riflessione sulla libertà, sul potere e sul coraggio di scegliere il proprio destino. Venerdì 21 agosto, al molo di sopraflutto della Marina di Procida, Valeria Parrella ha presentato il suo nuovo romanzo La ragazzina, pubblicato da Feltrinelli e ispirato alla figura di Giovanna d’Arco. L’incontro, organizzato come anteprima della rassegna SFINGI, ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe, rimasto fino alla conclusione per seguire il dialogo tra l’autrice ed Elisabetta Montaldo.
La serata è stata introdotta da Sandra Gentile, consigliera delegata alla Cultura del Comune di Procida, che ha evidenziato l’importanza di iniziative capaci di mettere in relazione la vocazione culturale dell’isola con alcune delle voci più autorevoli della letteratura italiana. Incontri come quello con Valeria Parrella non rappresentano soltanto occasioni di promozione editoriale, ma contribuiscono a rendere Procida un luogo aperto al confronto, alle idee e alle domande che attraversano il presente.
Ad accogliere gli ospiti era presente anche Eugenio Michelino, direttore del porto turistico, in una cornice nella quale il paesaggio ha accompagnato naturalmente il racconto letterario. Il molo di sopraflutto, affacciato sul Mediterraneo, si è trasformato per una sera in un salotto culturale all’aperto, dimostrando come il patrimonio ambientale e quello intellettuale possano dialogare e rafforzarsi reciprocamente.
Al centro della conversazione è stata naturalmente La ragazzina, romanzo con cui Valeria Parrella rilegge la vicenda di Giovanna d’Arco liberandola dalla rigidità del mito, dalla retorica dell’eroina e dalla distanza dei manuali di storia. Prima di diventare la santa, la guerriera, la martire o il simbolo conosciuto nei secoli, Giovanna è stata una ragazza determinata a seguire una voce e una direzione che sentiva come proprie. Una giovane capace di sfidare le convenzioni, le gerarchie e un sistema di potere costruito da uomini incapaci di riconoscere e accettare la sua libertà.
Il titolo scelto dall’autrice restituisce immediatamente questa prospettiva. Chiamare Giovanna “la ragazzina” significa riportarla alla sua età, al suo corpo e alla sua umanità, prima che la storia la trasformasse in un monumento. Significa anche ricordare quanto possa essere rivoluzionario il gesto di una giovane donna che rifiuta di lasciarsi definire dagli altri. Il romanzo, uscito il 28 aprile 2026 nella collana I Narratori di Feltrinelli e selezionato nella cinquina finalista del Premio Campiello 2026, attraversa una vicenda lontana cinque secoli senza rinunciare a interrogare direttamente il nostro tempo.

Nel dialogo con Elisabetta Montaldo sono emersi i nuclei più profondi dell’opera: il coraggio di essere differenti, la fede, il confine instabile tra verità e ricostruzione storica, la forza dei sogni e la condizione di chi sceglie di non farsi ridurre alle aspettative degli altri. La Giovanna raccontata da Valeria Parrella non è soltanto un personaggio storico, ma una presenza viva, nella quale possono riconoscersi le ragazze e le donne che ancora oggi devono difendere il diritto di decidere chi essere, quale strada seguire e quale voce ascoltare.
La ragazzina parla così della difficoltà che il potere incontra davanti a una donna non disposta a occupare lo spazio che le è stato assegnato. Giovanna non accetta di diventare più piccola per risultare comprensibile o meno minacciosa. Il suo slancio mette in discussione un ordine consolidato e proprio per questo suscita paura, diffidenza e il tentativo di ricondurla all’obbedienza. Dietro la Francia della Guerra dei cent’anni si intravedono dinamiche che appartengono anche alla società contemporanea: la delegittimazione delle giovani donne, il sospetto verso chi rompe le regole e la volontà di trasformare la diversità in una colpa.
L’incontro di Procida ha mostrato come la letteratura possa riaprire le domande del passato senza offrire risposte semplici. Raccontare nuovamente Giovanna d’Arco significa interrogarsi sul modo in cui nasce una figura pubblica, su chi abbia il potere di definirla e sulla distanza che separa una persona reale dall’immagine costruita intorno a lei. Significa inoltre riflettere sul corpo femminile come terreno sul quale, ieri come oggi, si esercitano giudizi, imposizioni e forme di controllo.
Tra le curiosità raccontate durante la presentazione ha suscitato particolare interesse il gesto di Julio Velasco, commissario tecnico della Nazionale italiana di pallavolo femminile. In vista degli Europei, l’allenatore ha scelto e regalato due libri a ciascuna delle quattordici atlete azzurre, individuando i titoli in base alle loro caratteristiche e sensibilità. Alla pallavolista Ekaterina Antropova sono stati donati La ragazzina di Valeria Parrella e Finzioni di Jorge Luis Borges.
L’accostamento tra la protagonista del romanzo e una giovane atleta chiamata ad affrontare pressioni, responsabilità e sfide di altissimo livello conferma la forza simbolica dell’opera. La storia di una ragazza che impara a misurarsi con le proprie paure e con una prova più grande di lei può diventare uno strumento di motivazione e consapevolezza anche fuori dall’ambito strettamente letterario. Il gesto di Julio Velasco sottolinea inoltre il valore della lettura nella formazione personale: allenare la mente, sviluppare curiosità e confrontarsi con le vite degli altri può essere importante quanto preparare il corpo alla competizione.
La presentazione di La ragazzina ha inaugurato idealmente lo spirito della rassegna SFINGI, nata per portare a Procida autori, storie e interrogativi capaci di coinvolgere pubblici differenti. La scelta di aprire il percorso con Valeria Parrella e con una figura complessa come Giovanna d’Arco ha dato all’iniziativa una direzione precisa: non limitarsi a raccontare i libri, ma utilizzarli come strumenti per leggere il presente.
La serata al Marina di Procida ha offerto, dunque, molto più della tradizionale presentazione di un romanzo. Nel dialogo tra Valeria Parrella ed Elisabetta Montaldo, accompagnato dall’attenzione del pubblico e dalla cornice del porto, la vicenda di una ragazza vissuta nel Quattrocento è tornata a parlare alle donne e agli uomini di oggi. È questa una delle possibilità più preziose della letteratura: attraversare il tempo, sottrarre i personaggi alle definizioni definitive e ricordare che la libertà comincia spesso dal coraggio di non diventare ciò che gli altri hanno deciso per noi.
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- La ragazzina – Feltrinelli Editore
- Valeria Parrella finalista al Premio Campiello 2026
- I libri regalati da Julio Velasco alle Azzurre – Federazione Italiana Pallavolo
