di Monica Piscitelli
Ha preso il via ieri, giovedì 23 aprile, dalla Reggia di Caserta, la quindicesima edizione di Campania Stories, la grande vetrina dedicata alle nuove annate dei vini campani, in programma fino a lunedì 27 aprile 2026 tra Caserta e Carinaro. La scelta del complesso vanvitelliano, bene riconosciuto nella World Heritage List dell’UNESCO insieme al Parco, all’Acquedotto Carolino e al complesso di San Leucio, ha dato alla manifestazione una cornice altamente simbolica: non soltanto un luogo di bellezza monumentale, ma un emblema della Campania che sa unire cultura, paesaggio, storia produttiva e identità territoriale.
L’apertura alla Reggia di Caserta, nella Sala Romanelli, ha segnato il primo momento ufficiale di una manifestazione che negli anni si è consolidata come appuntamento strategico per il racconto del vino campano alla stampa specializzata nazionale e internazionale. L’edizione 2026, organizzata da Miriade & Partners con le cantine partecipanti, con il sostegno della Regione Campania, in partnership con AIS Campania e in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Caserta VITICA, mette al centro le principali denominazioni regionali e conferma la volontà di promuovere il vino campano non come prodotto isolato, ma come espressione complessa di territori, vitigni, comunità e paesaggi culturali.
A dare il senso della nuova fase è stata la dichiarazione di Massimo Iannaccone, di Miriade & Partners: “Campania Stories raddoppia e va anche all’estero”. Una frase che fotografa bene l’ambizione della kermesse, sempre più orientata a trasformare il racconto delle annate in una piattaforma di promozione continuativa, capace di dialogare con operatori, giornalisti, mercati e pubblici internazionali. In un momento non semplice per il comparto vitivinicolo, attraversato da cambiamenti nei consumi, pressioni economiche e nuove sfide commerciali, la Campania del vino risponde puntando su qualità, riconoscibilità e capacità narrativa.
A sottolineare il dato positivo è stata anche Diana Cataldo, socia di Miriade & Partners e moderatrice dell’incontro inaugurale, che ha evidenziato la crescita del 10% delle aziende aderenti alla manifestazione. Un segnale rilevante, soprattutto perché arriva in una fase critica per il vino, e perché racconta una regione produttiva che non arretra, ma rafforza la propria presenza collettiva. La partecipazione delle cantine provenienti da Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno restituisce infatti l’immagine di una Campania plurale, nella quale le aree interne, le coste, i suoli vulcanici, le colline e le denominazioni storiche compongono un mosaico enologico di forte identità.
La giornata inaugurale di ieri ha avuto anche un significato particolare per il territorio casertano. Al termine del convegno di apertura, il light dinner curato dal Consorzio Tutela Vini Caserta VITICA ha permesso di riportare l’attenzione su una delle aree più interessanti e ancora da valorizzare pienamente del vino campano. Accanto al programma ufficiale, gli assaggi di alcuni Pallagrello bianco e di Metodo Classico casertani hanno offerto una chiave di lettura preziosa: quella di una provincia che custodisce vitigni autoctoni, tradizioni antiche e una nuova sensibilità produttiva, capace di confrontarsi con linguaggi contemporanei senza perdere il legame con la propria origine.
Oggi, venerdì 24 aprile, la manifestazione è entrata nel vivo con il tasting dedicato ai vini bianchi e agli spumanti al Vega Palace di Carinaro, in programma dalle 9 alle 16. Domani, sabato 25 aprile, sarà invece la volta dei rossi e dei rosati, sempre nella stessa sede e nella stessa fascia oraria. Il percorso si concluderà lunedì 27 aprile con il Campania Stories Day, giornata aperta a operatori e appassionati, articolata in tre fasce di degustazione: 11-13.30, 15.30-18 e 19-21.30.
La scansione cronologica dell’edizione 2026 conferma la doppia natura di Campania Stories: da una parte laboratorio tecnico per la stampa e gli addetti ai lavori, dall’altra occasione di incontro con un pubblico più ampio, interessato a conoscere da vicino le nuove annate e le cantine protagoniste. È proprio in questa doppia dimensione che la manifestazione trova la sua forza: non una semplice rassegna degustativa, ma un racconto territoriale in cui il vino diventa linguaggio culturale, strumento di promozione turistica, indicatore economico e veicolo di reputazione internazionale.
La presenza della stampa estera, la crescita delle aziende partecipanti e la volontà annunciata di portare Campania Stories anche oltre i confini nazionali indicano un passaggio decisivo. Il vino campano, forte di vitigni come Fiano, Greco, Falanghina, Aglianico, Piedirosso, Casavecchia e Pallagrello, ma anche di una crescente sperimentazione sugli spumanti e sui metodi classici, si presenta sempre più come un sistema maturo, capace di valorizzare la diversità senza disperderla. La sfida, oggi, è trasformare questa ricchezza in riconoscibilità sui mercati, facendo percepire la Campania non solo come terra di singole eccellenze, ma come regione del vino con una personalità coerente, articolata e competitiva.
L’avvio dalla Reggia di Caserta ha dunque assunto un valore programmatico. Partire da un patrimonio UNESCO significa collocare il vino dentro una narrazione più ampia, dove la qualità agricola incontra l’arte, la memoria storica, il paesaggio e l’identità mediterranea. In questo senso, Campania Stories 2026 non celebra soltanto le nuove annate: racconta una regione che sceglie di presentarsi al mondo attraverso i suoi territori più autentici, la competenza dei produttori e la forza di una cultura del vino sempre più consapevole.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
