Campania Teatro Festival 2026 prosegue martedì 7 luglio con una giornata che intreccia musica, identità femminile e teatro visionario. La ventiseiesima giornata della diciannovesima edizione, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania, propone due appuntamenti serali: il concerto Letizia Gambi in Womanity al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale e il debutto assoluto di Dall’alto, le nuvole, scritto e diretto da Alessandra Mirra, alla Galleria Toledo.
La musica come racconto di appartenenza e il teatro come luogo dell’immaginazione sono i due assi attorno ai quali si costruisce la programmazione di martedì 7 luglio del Campania Teatro Festival 2026. Alle ore 21, nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale di Napoli, arriva Letizia Gambi in Womanity, progetto musicale interamente al femminile nato per valorizzare il talento delle artiste italiane attraverso una formazione composta solo da donne. La protagonista è Letizia Gambi, voce e percussioni, cantautrice napoletana di formazione jazzistica, con due candidature ai Grammy Awards e una alla Targa Tenco, affiancata da Elisabetta Serio, pianista e direttrice musicale della band.
Con loro sul palco ci saranno Federica Michisanti al contrabbasso, Katia Schiavone alla chitarra, Caterina Bianco al violino e cori ed Elisabetta Saviano alla batteria. Il concerto, prodotto da Vesù, accompagnerà il pubblico in un percorso sonoro che attraversa jazz, poesia, radici del Sud Italia, atmosfere latine e caraibiche. Il repertorio comprenderà reinterpretazioni di grandi classici italiani e napoletani, standard internazionali, composizioni originali di Letizia Gambi e musiche di Elisabetta Serio, insieme a omaggi ad artisti che hanno segnato il percorso umano e musicale delle interpreti. La durata prevista è di circa un’ora e quindici minuti.
Sempre alle ore 21, ma alla Galleria Toledo di Napoli, andrà in scena il debutto assoluto di Dall’alto, le nuvole, atto unico scritto e diretto da Alessandra Mirra. Lo spettacolo, inizialmente previsto al Teatro Tedér, ha subito una variazione di luogo e sarà ospitato alla Galleria Toledo. Al centro della scena c’è una spiaggia abbandonata, spazio sospeso e fuori dal tempo, dove il reale si apre al simbolo e il sogno diventa materia teatrale. Il testo si presenta come un dramma onirico sull’impossibilità di comprendere il mondo da una prospettiva distante e sulla necessità di scendere negli abissi per ritrovare la vita.
In scena Manuel Mazia, Natalia Pina e Damiano Spitaleri danno corpo a tre figure sospese in un universo surreale: Flaming, pittore che non ha mai dipinto un quadro; Cossu, gigante che si definisce pescatore perché vive nell’attesa; Elvira, astronoma confinata in un soffitto di tende bianche, che osserva il mondo attraverso un binocolo senza aver mai toccato la terraferma. L’intero lavoro costruisce una tensione tra alto e basso, elevazione e caduta, ragione e vita. Ciò che è alto, come Elvira, la scienza e la razionalità, diventa prigionia; ciò che è basso, come il mare, la sabbia e l’attesa di Cossu, diventa invece possibilità di liberazione. L’arte, incarnata da Flaming, si colloca nel mezzo, come mediazione fragile e forse impossibile tra i due poli.
Le scene sono firmate da Valeria Malpeso, i costumi da Daria Bonavita, il disegno luci da Cesare Accetta. La produzione è di Gianpiero Mirra e Daniela De Rosa per Diana OR.I.S.. La durata prevista è di circa un’ora.
La giornata del Campania Teatro Festival proseguirà anche nel segno della musica dal vivo con il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale. Dalle ore 22.15 sarà protagonista Vesuviano, tra le voci della nuova scena cantautorale napoletana, con un progetto che fonde tradizione, contemporaneità e identità territoriale. A precedere il live, dalle ore 19, il listening bar.
Restano inoltre visitabili, a Vico Mauriello, a Palazzo Reale di Napoli, le mostre fotografiche Con i tuoi occhi di Salvatore Liguori, Siria di Romeo Civilli e Jazz: la pellicola del suono di Salvatore Pastore, che arricchiscono il programma del festival con un ulteriore attraversamento tra sguardo, memoria e linguaggi artistici.
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(foto di Ernesto Albano e RicPic fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


