Il nuovo bollettino settimanale sui Campi Flegrei, diffuso il 16 dicembre 2025 dall’INGV – Osservatorio Vesuviano, fotografa una situazione complessa ma sostanzialmente stabile nel breve periodo, pur confermando la persistenza dei fenomeni legati al bradisismo e all’attività del sistema idrotermale. I dati, riferiti alla settimana dall’8 al 14 dicembre, mostrano come l’area flegrea continui a essere interessata da una combinazione di microsismicità, deformazioni del suolo e segnali geochimici coerenti con il quadro già delineato nei mesi precedenti.
Dal punto di vista sismico, nell’arco di sette giorni sono stati localizzati 34 terremoti con magnitudo uguale o superiore a 0.0, con un evento massimo pari a Md 2.0. Si tratta di scosse di bassa energia, concentrate nelle zone già note del sistema calderico, che rientrano nel contesto della dinamica bradisismica in atto. La distribuzione degli ipocentri e le profondità, comprese tra circa 2 e 3 chilometri, confermano un’origine legata alla pressurizzazione dei fluidi nel sottosuolo piuttosto che a risalite magmatiche.
Il dato più rilevante resta quello legato alle deformazioni del suolo. A partire dal 10 ottobre 2025, la velocità media mensile di sollevamento nell’area di massima deformazione si attesta intorno ai 25 millimetri al mese, un valore significativo che si inserisce nella tendenza di lungo periodo osservata dall’inizio dell’anno. Dal gennaio 2025 il sollevamento complessivo registrato in alcune stazioni chiave, come quella del Rione Terra di Pozzuoli, ha raggiunto circa 21 centimetri. Le reti GNSS, composte da quasi quaranta stazioni tra terrestri e marine, continuano a fornire un monitoraggio capillare e affidabile dell’evoluzione del fenomeno.
Sul fronte geochimico, i parametri monitorati indicano la prosecuzione del riscaldamento e della pressurizzazione del sistema idrotermale. Nell’area di Pisciarelli, storicamente una delle più dinamiche, i flussi di CO₂ dal suolo non mostrano variazioni brusche nell’ultima settimana, mentre le temperature fumaroliche risentono in parte delle condizioni meteorologiche. Diversa la situazione nel cratere della Solfatara, dove la fumarola principale BG continua a registrare un trend di aumento termico: i valori medi oscillano tra i 167 e i 173 gradi centigradi, confermando un progressivo incremento dell’energia del sistema idrotermale profondo.
Nonostante questi segnali, gli esperti dell’INGV sottolineano che, allo stato attuale, non emergono elementi tali da suggerire evoluzioni significative a breve termine dell’attività vulcanica. Il monitoraggio resta costante e integrato con il Dipartimento della Protezione Civile, pronto a recepire e comunicare tempestivamente eventuali variazioni dei parametri osservati.
In un territorio densamente popolato come quello flegreo, il bollettino settimanale rappresenta uno strumento fondamentale non solo per la comunità scientifica ma anche per i cittadini, chiamati a convivere con un fenomeno naturale complesso che richiede informazione corretta, trasparente e basata su dati aggiornati.
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