Le Cantine Federiciane hanno firmato una serata di grande valore culturale e identitario al Vega Palace di Carinaro, dove venerdì 13 marzo si è svolto un nuovo appuntamento del salotto letterario Vega Cultura, dedicato alla presentazione del libro La cucina napoletana di Luciano Pignataro, pubblicato da Hoepli. Un incontro partecipato e sentito, che ha saputo unire letteratura, tradizione gastronomica, memoria collettiva e promozione del territorio, restituendo al pubblico il senso più autentico della cultura partenopea.
La sala gremita ha testimoniato il forte interesse del pubblico verso un tema che a Napoli e in Campania non riguarda soltanto la tavola, ma tocca la storia, il linguaggio, i riti quotidiani e il patrimonio emotivo di una comunità. Protagonista dell’incontro è stato Luciano Pignataro, giornalista e scrittore da anni punto di riferimento nel racconto dell’enogastronomia del Sud, che ha guidato i presenti in un percorso affascinante dentro la cucina napoletana, letta non come semplice repertorio di ricette, ma come sintesi viva di popolo, arte e civiltà urbana.
A dialogare con lui al tavolo dei relatori sono stati Nicola Ruocco, ideatore della kermesse Gli Incontri di Valore, Antonella D’Avanzo, giornalista enogastronomica, e Antonio Palumbo, esponente della quarta generazione della storica azienda vitivinicola Le Cantine Federiciane dei Campi Flegrei. Il confronto ha dato vita a una conversazione ricca di spunti, nella quale il libro è diventato il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto profondo tra cibo, identità culturale e racconto del territorio. Napoli, in questa chiave, è emersa come una città in cui la cucina rappresenta una vera grammatica sociale, capace di attraversare epoche, classi e trasformazioni storiche senza perdere la propria anima.
Nel corso della serata, le Cantine Federiciane hanno ulteriormente rafforzato il legame tra vino, arte e appartenenza territoriale presentando la speciale collezione di bottiglie magnum celebrative realizzate nell’ambito del progetto Flegreo-Art, un omaggio ai 2500 anni di Napoli nato dalla collaborazione con l’artista Annalisa Saggiomo. L’iniziativa ha colpito il pubblico per la sua capacità di fondere tradizione vitivinicola e arte contemporanea, trasformando la bottiglia in un oggetto simbolico, narrativo e celebrativo. Non un semplice contenitore, dunque, ma una forma di racconto visivo del territorio flegreo e della storia napoletana.
In questo contesto, uno dei pezzi più rappresentativi della mostra è stato donato a Luciano Pignataro come segno di riconoscimento e ringraziamento per il lavoro svolto negli anni nel valorizzare la cultura enogastronomica napoletana. Un gesto significativo, che ha assunto il valore di un tributo non solo personale, ma anche culturale, perché ha sottolineato il ruolo fondamentale di chi, attraverso la scrittura e il giornalismo, contribuisce a custodire e diffondere l’identità di un territorio.
L’appuntamento al Vega Palace ha offerto inoltre agli ospiti l’opportunità di visitare per l’ultima volta la mostra composta da questi pezzi unici, destinati presto alla vendita. Un elemento che ha aggiunto ulteriore interesse alla serata, trasformandola in un’esperienza immersiva dove il libro, il vino e l’arte hanno dialogato in modo naturale e coerente. L’iniziativa ha così confermato la forza di un format culturale capace di mettere in relazione pubblici diversi, accomunati dalla curiosità verso la bellezza e dalla volontà di riscoprire il patrimonio campano in tutte le sue forme.
A chiudere l’evento è stata una cena esclusiva su prenotazione con abbinamento dei vini firmati Cantine Federiciane, curata dall’executive chef Agostino Malapena. Un finale perfettamente in linea con lo spirito della serata, che ha trasformato il racconto della cucina napoletana in un’esperienza concreta di gusto, convivialità e approfondimento. La tavola, ancora una volta, si è fatta luogo di sintesi tra cultura e piacere, tra narrazione e sensorialità, completando un percorso iniziato con le parole e concluso nei sapori.
L’incontro di Vega Cultura ha così ribadito il ruolo centrale delle Cantine Federiciane non soltanto come realtà di eccellenza del panorama vitivinicolo dei Campi Flegrei, ma anche come interpreti moderne di una missione culturale che guarda al territorio con visione, sensibilità e capacità progettuale. La promozione del vino diventa, in questa prospettiva, anche promozione dell’arte, della memoria e dell’identità campana. Ed è proprio questa sintesi tra impresa, cultura e radicamento a rendere esperienze come questa particolarmente significative nel racconto contemporaneo di Napoli e della sua straordinaria tradizione.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



