La luce del Mediterraneo approda in Oriente con “Cultura e società nella collezione ‘800 del Museo di Capodimonte”, mostra inaugurata il 1° agosto presso il prestigioso My Art Museum di Seul, nel cuore del vivace distretto di Gangnam. Fino al 30 novembre, sessantotto opere tra Ottocento e primo Novecento raccontano la vitalità artistica, storica e sociale di Napoli, in un dialogo visivo e culturale che travalica i confini. L’iniziativa, curata da Maria Tamajo Contarini e Patrizia Piscitello, è il primo appuntamento di un ciclo dedicato all’arte italiana in Corea e celebra anche le relazioni storiche tra i due Paesi, a partire dal Trattato di Amicizia del 1884 fino al 70° anniversario delle ambasciate tra Italia e Corea.
Il progetto, promosso dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, My Art Museum e MondoMostre, con il sostegno del Ministero della Cultura italiano, dell’Ambasciata d’Italia a Seul, dell’Istituto Italiano di Cultura di Seul e del Korea Tourism, rientra nelle celebrazioni di Neapolis 2500. Un vero invito alla scoperta del Sud Italia, rivolto a un pubblico coreano sempre più interessato al patrimonio europeo e mediterraneo.
«La nostra missione è far conoscere sempre di più Capodimonte anche ad Oriente», afferma il Direttore Eike Schmidt, sottolineando il restauro di numerose opere provenienti dai depositi per l’occasione. «Abbiamo voluto raccontare, con una selezione originale e preziosa, una Napoli in trasformazione tra Borbone e Unità d’Italia, fortemente legata alla dimensione internazionale», aggiunge Schmidt, ricordando anche il valore simbolico delle date storiche che legano Napoli e Seul. L’Università Orientale, nota per i più avanzati corsi di coreano in Italia, è solo uno degli esempi di questo dialogo culturale.
La mostra si sviluppa in undici sale con un percorso visivo che parte da Napoli per allargarsi all’Italia e all’Europa, tra interni borghesi, scene popolari, marine e capolavori mai visti prima. Tra gli artisti protagonisti troviamo Giovanni Boldini, Giacomo Balla, Giuseppe De Nittis, Lionello Balestrieri, Gennaro Maldarelli, Marco De Gregorio e Vincenzo Caprile, autore della suggestiva marina scelta come immagine simbolo dell’evento.
Grande attenzione è riservata alla figura femminile, tra aristocratiche, popolane, madri, eroine e pittrici, tra cui Jane Benham Hay, Therese Schwarze Van Idyll e Maria De Luca. I dipinti si animano di atmosfere intime e solenni, come nello studio di Beethoven di Balestrieri o nella cucina napoletana dipinta da Vincenzo Abbati con sguardo fiammingo. Non mancano omaggi ai luoghi iconici del Sud, da Paestum a Capri, in una dimensione da Grand Tour che restituisce alla città partenopea la sua vocazione cosmopolita.
Per il Direttore del My Art Museum, Yi Taegun, «Napoli trasmette un’emozione profonda e senza tempo. Questa mostra offre ai visitatori coreani l’occasione di esplorare la sensibilità e la bellezza del Sud Italia, attraverso l’arte dell’Ottocento».
Con biglietti disponibili da metà luglio, merchandising studiato per il gusto orientale e attività didattiche per bambini, Capodimonte a Seul si propone non solo come evento artistico di alto livello, ma anche come ponte culturale e turistico tra due mondi lontani ma sempre più vicini.
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