Alla vigilia della Giornata nazionale del Braille (21 febbraio), il Museo e Real Bosco di Capodimonte compie un passo concreto verso un’idea di fruizione culturale che non sia “adattata”, ma pensata fin dall’origine per includere. Nel Giardino dei Principi, uno degli spazi più preziosi dei 134 ettari del Real Bosco, sono stati presentati i nuovi pannelli tattili-olfattivi: una dotazione di orientamento e racconto che unisce tatto, olfatto, vista e ascolto, integrando la visita con contenuti digitali accessibili tramite QR code. L’intervento rientra nei finanziamenti PNRR 1.2 e rafforza una traiettoria già avviata da Capodimonte sul fronte dell’accessibilità, anche attraverso percorsi tattili e contenuti dedicati.
L’elemento più innovativo, e anche più immediato da comprendere, è l’idea di un’esperienza “a strati”: l’informazione non passa più da un unico canale (quello visivo), ma si distribuisce su più codici. I pannelli sono infatti in italiano e inglese, con testi in nero (anche ingranditi) e lettura tattile a rilievo, inclusi i caratteri Braille; alcuni ospitano sportelli per la componente olfattiva con essenze naturali, mentre i QR code rimandano a video in LIS e audiodescrizioni, così da completare il percorso tattile con un livello multimediale. Anche la superficie dei pannelli è stata trattata con una finitura antibatterica e auto-igienizzante, pensata per una fruizione pubblica continua.
A inaugurare simbolicamente il nuovo itinerario è stato il direttore Eike Schmidt, sottolineando un punto che va oltre la singola installazione: rendere inclusivi gli spazi esterni significa riconoscere che il museo non termina nelle sale, ma continua nel paesaggio, dove conoscenza e piacere si intrecciano. Il Giardino, in questa prospettiva, non è solo un “contorno verde”, ma un luogo di narrazione storica, di biodiversità, di esperienza sensibile.
Il percorso nel Giardino dei Principi si articola attraverso pannelli che orientano e raccontano i punti di interesse, offrendo anche un’introduzione al valore storico e paesaggistico dell’area: un giardino ottocentesco concepito secondo il gusto anglo-cinese dal botanico paesaggista Friedrich Dehnhardt (1787-1870), figura chiave nella costruzione di questo “teatro” vegetale. Due pannelli introduttivi inquadrano il contesto e rimandano, tramite QR code, a contenuti dedicati (audiodescrizione biografica di Dehnhardt e video LIS sui giardini di Capodimonte).
Il cuore dell’esperienza, però, sta nella precisione con cui il racconto botanico diventa materia: riproduzioni in bronzo di foglie e fiori (ottenute “dal vero” tramite calco in cera) restituiscono al tatto i dettagli delle specie, mentre le essenze profumate — attivabili su alcuni pannelli — aggiungono una dimensione immersiva che valorizza le presenze rare del giardino. Tra i pannelli segnalati figurano, ad esempio, l’Eucalipto (albero esotico proveniente dalla Tasmania, censito tra gli alberi monumentali della Campania, con foglia in bronzo e sportello olfattivo), la Camelia (legata alla tradizione dei siti reali napoletani), il Canforo (proveniente dalla Cina) e il Pepe rosa, scelto per la sua riconoscibilità aromatica.
Accanto ai pannelli fissi, il progetto amplia l’autonomia dei visitatori ciechi e ipovedenti con strumenti “portabili”: sono state realizzate venti schede tattili a rilievo, bifacciali e di formato maneggevole, con grafica a rilievo e descrizioni in nero/Braille; inoltre una planimetria schematica del Real Bosco, compatibile con tecniche di lettura tattile, è stata predisposta anche per il download e la stampa in rilievo, così da permettere di conoscere l’itinerario persino prima della visita. È un passaggio importante: l’accessibilità non è solo fruizione in presenza, ma anche preparazione, orientamento, sicurezza.
Tra i contenuti più suggestivi spicca anche il pannello “Skyline Belvedere”, che propone il confronto tra la Napoli contemporanea e la veduta storica rappresentata nel dipinto di Antonio Joli Ferdinando IV a cavallo con la corte a Capodimonte (1760), con un QR code dedicato a un video LIS sul Belvedere. E non manca l’attenzione alla mobilità: sono stati effettuati lavori di recupero e rifacimento del viale da Porta Piccola all’ingresso del Museo e sono stati acquistati due veicoli elettrici per il trasporto del pubblico con esigenze specifiche, perché l’inclusione, per essere reale, deve tenere insieme linguaggi e logistica.
La presentazione è stata costruita come un momento di rete, con il coinvolgimento di associazioni e realtà del territorio: dalla Lega del filo d’oro (referente Federica Moscato) all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Consiglio regionale con il presidente Pietro Piscitelli e la Sezione territoriale di Napoli presieduta da Giuseppe Ambrosino), fino a Famiglie in Rete Aps (Fulvia Borrelli), Tulipano coop sociale (Giovanni Minucci), SAAD (referente Carmela Pacelli), Noived Napoli (Rocco De Icco) e Istituto Paolo Colosimo (Direttore Servizi socio-educativi Giuseppe Pennacchio). Il progetto è stato illustrato dalla funzionaria architetta Chiara Figliolia (RUP, progettista e direttore lavori PNRR) e da Pasqualina Uccello, responsabile Accessibilità, URP ed Educazione al Patrimonio; revisione testi a cura di Maria Laura Chiacchio, Maria Rosaria Sansone ed Emma Catharina Dejong.
“Capodimonte per tutti” non è uno slogan: è un metodo. Un museo che rende accessibile un giardino storico attraverso pannelli tattili-olfattivi, contenuti LIS, audiodescrizioni, mappe stampabili e supporti mobili sta dicendo che la cultura non si limita a “permettere l’ingresso”, ma costruisce condizioni di esperienza piena. E quando lo fa in uno spazio paesaggistico, dove la conoscenza passa anche dalla luce, dall’aria e dagli odori, la scelta diventa ancora più coerente: la bellezza, qui, si può davvero attraversare con tutti i sensi.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




