Armando Pannone, giornalista e scrittore napoletano, nel suo ultimo romanzo, ‘Isabella – Amore e Sangue’ fa rinascere la memoria della sfortunata baronessa di Valsinni, che il filosofo Benedetto Croce fece conoscere al grande pubblico.
Questo romanzo completa la trilogia di Pannone dedicata alla Basilicata, terra da cui è stato letterariamente rapito.
Dopo aver pubblicato infatti il romanzo ‘Maath Ra – Il mistero dei Sassi’ dedicato all’origine sconosciuta di Matera, ha proseguito con ‘Isabella, l’amore infelice’, immaginando il ritrovamento di un epistolario amoroso segreto che sarebbe costato la vita ad entrambi.
“Valsinni e il suo maniero – spiega Pannone – mi hanno affascinato. Ho conosciuto così la vicenda tragica di Isabella di Morra. La storia mi entrò dentro. Non so perché; forse, la magia di quei luoghi. Scrivevo ‘Maath Ra’ e mi innamoravo della Lucania, dei suoi misteri. La vicenda di Isabella mi si riaffacciò qualche tempo dopo alla mente. Iniziai così a rielaborare una mia raccolta di scritti che hanno poi costituito il nucleo delle appassionate vicende sentimentali tra lei e il suo amato Diego. E’ nata così l’opera ‘Isabella, l’amore infelice’. Ma sentivo che mancava ancora qualcosa per far rivivere tutta la straordinaria bellezza e la fatale tragicità di un amore che, per intensità dei sentimenti e drammaticità dell’epilogo, merita di essere affiancata a quello di Romeo e Giulietta o di Paolo e Francesca. Ringrazio il soprano Paola Francesca Natale, originaria di quei luoghi incantati, da tempo impegnata nella valorizzazione della poetessa, che mi ha fatto conoscere Valsinni e l’avvocato Vincenzo Rinaldi, attuale proprietario del castello della cittadina lucana, che mi ha sostenuto nelle mie ricerche”.
“Isabella di Morra – continua Pannone – ha già ispirato saggi, tra cui quello celebre di Benedetto Croce, pièce teatrali, composizioni musicali e liriche. Nessuno, però, aveva mai ha raccontato la sua storia in forma di romanzo, per far conoscere al grande pubblico una storia d’amore e di sangue che travalica il tempo”.
Lo stesso Benedetto Croce, nel 1928, visse un’inusuale esperienza culturale. Si recò a Valsinni, su impulso del professore Angelo De Gubernatis, che lo aveva invitato, anni prima, ad interessarsi alla poetica ed alla tragica vicenda di Isabella di Morra. Dopo quel viaggio, l’insigne studioso, con un suo saggio, fece conoscere al mondo la triste storia di Isabella di Morra, giovane poetessa, vittima del primo femminicidio commesso in Italia, a metà del Millecinquecento.
Isabella di Morra, poetessa, baronessa di Favale (oggi Valsinni, in provincia di Matera), intorno al 1546, fu infatti dapprima segregata e poi uccisa dai suoi fratelli, perché accusata di avere una relazione amorosa segreta e proibita con un nobile spagnolo, Diego Sandoval de Castro, che fu successivamente assassinato dagli stessi soggetti.
Isabella fu una voce importante della poesia italiana, assimilata al petrarchismo, anche se altri studiosi la considerano un’antesignana del leopardismo, per il pessimismo cosmico che intride le sue composizioni.
La sua opera fu conosciuta e apprezzata da critici e pubblico, specie statunitense, che ne fecero un’eroina del movimento femminile che si batteva per il diritto di amare.
#IsabellaDiMorra, #ArmandoPannone, #IsabellaAmoreESangue, #Valsinni, #Basilicata, #Lucania, #BenedettoCroce, #DiegoSandovalDeCastro, #Femminicidio, #PoesiaItaliana, #RomanzoStorico, #Matera, #SudNotizie
