Vent’anni di formazione, inchieste e professionisti del racconto della realtà. La Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa celebra un traguardo che coincide con la sua missione originaria: formare giornalisti capaci di unire rigore culturale e pratica sul campo, nel solco dell’esempio di Giancarlo Siani, giovane cronista simbolo di libertà e coraggio civile. Un anniversario che non guarda al passato con nostalgia, ma rilancia il futuro con il nuovo biennio e un’offerta formativa che continua a distinguersi nel panorama nazionale.
Dal 2003 a oggi la Scuola ha formato oltre 200 giornalisti professionisti, con un tasso di job placement che sfiora l’80%, confermandosi come prima scuola di giornalismo del Mezzogiorno peninsulare riconosciuta dall’Ordine. Numeri che raccontano una storia di qualità, fatta di redazioni operative, telecamere in dotazione agli allievi fin dal primo giorno, laboratori radio-tv e un percorso accademico solido che affianca alla pratica le competenze indispensabili in economia, diritto e storia contemporanea. Un modello che riflette la visione del direttore Marco Demarco, fondatore del Corriere del Mezzogiorno ed editorialista del Corriere della Sera, per il quale il giornalismo resta prima di tutto mestiere, ma non può prescindere da una forte preparazione culturale.

Il nuovo biennio si inserisce in un ecosistema formativo più ampio, ospitato nella Torre della Comunicazione dell’Ateneo, uno dei poli più avanzati del Sud Italia per le professioni dei media. Qui convivono radio universitaria, Scuola di Cinema e Televisione diretta dal produttore premio Oscar Nicola Giuliano, corsi di laurea e master che dialogano tra loro. Un contesto che, come sottolinea il rettore Lucio d’Alessandro, rende i titoli di studio particolarmente spendibili nel mercato del lavoro, come confermano i dati AlmaLaurea.
Centrale resta anche il tema del diritto allo studio. Grazie al sostegno della Fondazione Banco di Napoli, i primi quindici classificati alle selezioni potranno beneficiare di borse di studio da 6mila euro ciascuna, mentre ulteriori agevolazioni sono previste dall’Ateneo attraverso il reinvestimento di una quota delle tasse di iscrizione. Un impegno che, nelle parole del presidente Orazio Abbamonte, risponde alla necessità di sostenere una professionalità fondamentale per la coscienza civile e lo sviluppo culturale del Mezzogiorno: quella del giornalista.
La didattica si svolge anche simbolicamente nell’aula dedicata a Giancarlo Siani, intitolata nel 2008 durante la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. È qui che teoria e pratica si incontrano ogni giorno, tra lezioni frontali e laboratori guidati da giornalisti di primo piano del panorama editoriale italiano. Il percorso si completa con almeno quattro mesi di stage presso grandi testate e gruppi editoriali nazionali, dalla Rai a Sky, da Ansa al Sole 24 Ore, offrendo agli allievi un contatto diretto con le redazioni e le dinamiche reali della professione.
Un tratto distintivo della Scuola resta infine il lavoro sul giornalismo d’inchiesta, coordinato da Paolo Mieli, che culmina nella pubblicazione di un volume collettivo al termine di ogni biennio. In vent’anni sono nati libri che hanno scavato nella memoria civile del Paese, da Giovanni Leone: un caso giornalistico degli anni ’70 a Napoli ai tempi del fascismo, passando per Enzo Tortora: processo a un uomo perbene e Terremoto e trent’anni di cricca. Un patrimonio di ricerca e scrittura che racconta non solo la storia della Scuola, ma anche quella dell’Italia.
A vent’anni dal primo esame di Stato dei suoi allievi, la Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” continua così a rappresentare un presidio culturale e civile, capace di formare professionisti consapevoli, nel segno di Giancarlo Siani e di un’idea di giornalismo come servizio pubblico e responsabilità collettiva. Com. Stampa Vent’anni di Scuola…
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