Nella Sala Filangieri dell’Archivio di Stato di Napoli, il 19 febbraio alle 20:30 debutta in prima assoluta Perdutamente, ovvero mamma, l’Alzheimer e il miracolo (o quasi) di San Gennaro, uno spettacolo che unisce emozione, ironia e memoria in una formula teatrale capace di parlare a tutti. Protagonista in scena è Francesco Paolantoni, chiamato a misurarsi con un testo intenso e contemporaneo, tratto dal bestseller Perdutamente di Flavio Pagano, opera già segnalata come riferimento culturale per comprendere Napoli e, al tempo stesso, riconosciuta per il suo approccio narrativo innovativo al tema della demenza.
La forza della pièce sta nella sua natura duplice: è dramma familiare e commedia umana, racconto del dolore e insieme inno alla creatività quotidiana con cui una famiglia sceglie di affrontare la malattia. Sul palco, accanto a Francesco Paolantoni, c’è la collaborazione di Felicia Del Prete, voce della madre malata, mentre la dimensione emotiva viene amplificata dalla musica dal vivo di Espedito De Marino, chitarrista di grande sensibilità artistica. L’idea è di Manlio Carli, con produzione di Silvano Cerulli in collaborazione con la Regione Campania.
Il cuore narrativo di Perdutamente segue le “spericolate avventure” di una famiglia apparentemente disordinata, ma sorprendentemente capace di inventare strategie di amore concreto per accompagnare una madre e nonna colpita da Alzheimer. L’obiettivo, dichiaratamente estremo, è “battere la morte e farla morire felice”: una missione impossibile che prende forma attraverso espedienti teatrali dentro il teatro, piccoli inganni pieni di tenerezza e un colpo di scena finale che ribalta ogni aspettativa. In questo percorso, il pubblico attraversa momenti tragici ed esilaranti, guidato da elementi simbolici come una lettera misteriosa e uno scatolino d’argento solo in apparenza vuoto, fino a una conclusione che lascia spazio a riflessione e commozione.
L’interpretazione di Francesco Paolantoni appare particolarmente significativa perché sfrutta e rinnova il suo doppio registro attoriale, sospeso tra leggerezza e profondità, in un testo che tocca un tema sociale ormai centrale nel dibattito pubblico: l’impatto della demenza sulle famiglie e sulla comunità. La scelta di inserire frammenti video-verità e musica live rende lo spettacolo ancora più immersivo, trasformandolo in un’esperienza che non si limita alla rappresentazione, ma prova a costruire consapevolezza, empatia e una nuova grammatica emotiva attorno alla fragilità.
In chiave culturale e civile, Perdutamente si inserisce in una linea narrativa moderna che affronta la malattia senza retorica, valorizzando relazione, fantasia e ironia come risorse concrete di cura e dignità. È proprio questa combinazione a fare del debutto napoletano un evento teatrale rilevante: non solo per la presenza di Francesco Paolantoni, ma per la capacità della pièce di restituire al teatro il suo ruolo più alto, quello di specchio vivo della realtà e di spazio condiviso in cui il dolore può trasformarsi in linguaggio, vicinanza e, talvolta, persino speranza.
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