C’è una Pompei che non appartiene soltanto all’archeologia, né soltanto alla memoria tragica dell’eruzione del Vesuvio. È una Pompei ancora viva, attraversata da commerci, desideri, paure, rituali pubblici e privati, scritte sui muri, rapporti sociali, tensioni religiose e mutamenti politici. È questa la città che Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, racconta in Quando gli dèi lasciarono il mondo, volume pubblicato da Feltrinelli e presentato a Napoli martedì 26 maggio 2026 alle ore 18:00 nella Sala degli Specchi di Palazzo Serra di Cassano, in un incontro realizzato in collaborazione con Feltrinelli Librerie e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Il libro conduce il lettore nell’estate del 79 d.C., pochi mesi prima della catastrofe che avrebbe sepolto Pompei sotto cenere e lapilli. Ma il racconto di Zuchtriegel non si limita alla dimensione spettacolare dell’apocalisse naturale. Al contrario, prende le mosse dalla vita quotidiana per mostrare come una civiltà possa apparire ancora solida mentre, al suo interno, si stanno già aprendo crepe profonde. Nella Pompei descritta dall’archeologo si continua a votare, costruire, amare, commerciare e scrivere sui muri, mentre il Vesuvio si prepara a esplodere e mentre il mondo antico entra in una fase di trasformazione irreversibile.
Il cuore di Quando gli dèi lasciarono il mondo è proprio questa tensione tra continuità e dissoluzione. Gli dèi tradizionali sembrano farsi sempre più lontani, il potere imperiale si insinua nei riti e nelle forme della vita pubblica, nuove inquietudini spirituali attraversano la società romana e il cristianesimo, ancora percepito come una setta marginale e misteriosa, comincia a mettere radici. Pompei diventa così non solo il luogo della fine, ma anche il laboratorio di un passaggio storico: il tramonto di un mondo pagano e l’inizio di una diversa sensibilità religiosa, culturale e politica.
Con una scrittura che unisce rigore archeologico e forza narrativa, Gabriel Zuchtriegel restituisce Pompei alla sua complessità. La città non è soltanto un sito archeologico, né un’immagine congelata dalla tragedia, ma un organismo sociale in movimento. Prima dell’eruzione, Pompei è ancora piena di traffici, corpi, suoni, gesti, ambizioni e paure. Proprio per questo la sua fine continua a parlarci: perché non riguarda soltanto ciò che scompare, ma anche ciò che nasce dalle rovine. Il titolo stesso, Quando gli dèi lasciarono il mondo, suggerisce una soglia simbolica, il momento in cui un ordine antico perde la propria forza e lascia spazio a nuove domande.
La prospettiva proposta da Zuchtriegel è particolarmente attuale perché trasforma Pompei in uno specchio del presente. Nel racconto dell’ultima estate della città vesuviana non c’è solo la cronaca di una catastrofe, ma la riflessione su una civiltà che cambia senza esserne pienamente consapevole. È in questa chiave che il libro interroga anche il nostro tempo: le crisi spirituali, politiche, sociali e simboliche non si manifestano sempre come crolli improvvisi; spesso avanzano lentamente, mentre la vita quotidiana continua a scorrere con apparente normalità.
Nato nel 1981 a Weingarten, nella Germania del Sud, Gabriel Zuchtriegel ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca tra Berlino e Roma, conseguendo il dottorato all’Università di Bonn nel 2010. Nel 2015 è stato nominato direttore del Parco Archeologico e del Museo di Paestum; dal 2021 dirige il Parco Archeologico di Pompei. La scheda Feltrinelli conferma inoltre che Quando gli dèi lasciarono il mondo esce nella collana “Scintille”, con data d’uscita indicata al 19 maggio 2026.
La presentazione napoletana assume dunque un valore che supera la semplice promozione editoriale. Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, diventa lo spazio ideale per discutere un libro che intreccia archeologia, storia delle religioni, filosofia della civiltà e riflessione sul destino dei mondi umani. Al centro non c’è soltanto Pompei come città distrutta, ma Pompei come domanda: che cosa resta di una civiltà quando i suoi simboli non riescono più a sostenerla? E in che modo le rovine del passato possono aiutarci a comprendere le trasformazioni del presente?
In Quando gli dèi lasciarono il mondo, Gabriel Zuchtriegel invita a guardare Pompei non come una città morta, ma come una città sospesa nel momento più drammatico e fecondo della sua trasformazione. L’eruzione del Vesuvio ne farà un’apocalisse, ma la storia ne farà anche un nuovo inizio. Ed è forse questa la forza più profonda del libro: ricordare che le rovine non sono soltanto ciò che rimane dopo la fine, ma anche ciò da cui una nuova coscienza può cominciare.
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