Il Giro d’Italia Next Gen ha trasformato Bacoli e l’intera area flegrea in una grande vetrina internazionale, portando sulle strade e sul mare dei Campi Flegrei una festa di sport, comunità, paesaggio e inclusione. Le immagini della quinta tappa, la Bacoli-Bacoli di 139 chilometri, sono state trasmesse nei Paesi collegati dai cinque continenti, offrendo al mondo uno dei panorami più suggestivi dell’area metropolitana di Napoli: il mare di Miliscola, il Lago Miseno, la Casina Vanvitelliana, il Lago Fusaro, Monte di Procida, Baia, Cuma e l’intero anfiteatro naturale e vulcanico dei Campi Flegrei.
A vincere sul rettilineo di Miliscola è stato il belga Matisse Van Kerckhove, protagonista di una giornata intensa e selettiva, segnata da continui attacchi, saliscendi impegnativi e dallo strappo di Mofete, con pendenze fino al 15%. Il successo di tappa ha consegnato al corridore anche la maglia rosa di leader della classifica generale, suggellando una frazione che ha unito spettacolo agonistico e promozione del territorio. Il circuito, ripetuto sette volte, ha messo alla prova il gruppo lungo un tracciato nervoso, tecnico e scenografico, capace di raccontare insieme la fatica del ciclismo e la bellezza millenaria dei luoghi attraversati.
La partenza nei pressi della Piscina Mirabilis, tra le più grandi cisterne romane dell’antichità, ha subito immerso la corsa in una cornice storica unica. Da lì i corridori hanno attraversato un paesaggio archeologico e vulcanico che conserva le tracce dell’otium romano, costeggiando il Parco Archeologico delle Terme di Baia e risalendo verso il Campo delle Mofete. La discesa verso il Lago Fusaro ha offerto una delle immagini simbolo della giornata, con la Casina Vanvitelliana riflessa nelle acque, mentre il percorso si apriva poi verso l’antica Cuma, Torregaveta e il promontorio di Monte di Procida.
Proprio Monte di Procida ha rappresentato uno dei momenti più spettacolari della tappa. La salita tra Piazza XXVII Gennaio e la Chiesa della Madonna Assunta ha condotto il gruppo fino al Belvedere Stupor Mundi, punto più alto del circuito e sede del Gran Premio della Montagna. Da lì lo sguardo abbraccia Ischia, Procida, Napoli, il Vesuvio e l’intero arco flegreo, restituendo alle telecamere internazionali una cartolina di straordinaria forza visiva. La discesa ha riportato poi i corridori verso Miliscola, il Lago Miseno e il lungomare, fino al traguardo davanti al profilo del Castello Aragonese di Baia e alle acque del Parco Archeologico Sommerso.
Per la Città Metropolitana di Napoli, la tappa ha rappresentato molto più di un appuntamento sportivo. Il vicesindaco metropolitano Giuseppe Cirillo, che ha premiato la maglia rosa sul palco di Bacoli, ha sottolineato il valore strategico di eventi capaci di accendere l’attenzione internazionale su territori di grande pregio culturale e paesaggistico. Secondo Cirillo, iniziative di questo livello possono diventare un autentico volano per lo sviluppo economico dell’intera area metropolitana, consolidando il lavoro svolto negli ultimi anni insieme alla Regione Campania, al Comune di Bacoli e a RCS. La scelta di portare più volte il Giro d’Italia a Napoli e nella sua area metropolitana conferma, in questa prospettiva, la crescente centralità turistica e culturale del territorio partenopeo sulla scena internazionale.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha rivendicato l’importanza dell’unica tappa campana del Giro d’Italia Next Gen. Per il primo cittadino, le immagini diffuse nel mondo raccontano una terra di straordinaria bellezza, ma anche una comunità capace di reagire e di mostrarsi viva, accogliente e sicura in un momento complesso per i Campi Flegrei, segnato dall’attenzione sul fenomeno del bradisismo. Il messaggio lanciato da Bacoli è chiaro: i Campi Flegrei non sono fermi, ma continuano a vivere, organizzare, accogliere e valorizzare il proprio patrimonio naturale, storico e umano.
Accanto alla dimensione sportiva, la giornata ha avuto anche un forte valore sociale. Le acque tra Capo Miseno e Torrefumo si sono animate con la “Veleggiata sociale e inclusiva del Giro”, promossa dalle Leghe Navali di Bacoli, Ischia e Pozzuoli con la collaborazione della Città Metropolitana di Napoli e della Capitaneria di Porto di Pozzuoli. I corridori sono stati accolti da un tappeto di barche a vela con a bordo ragazzi con disabilità e persone fragili, in un’immagine potente di partecipazione e inclusione. Non è stata soltanto una scenografia suggestiva, ma un segnale concreto di comunità: lo sport come occasione per aprire spazi, costruire relazioni e rendere protagonisti anche coloro che spesso restano ai margini dei grandi eventi.
Sul Lago Miseno, inoltre, hanno trovato spazio attività di canoa polo e vela dedicate ai più piccoli, mentre la Federazione Ciclistica Campana ha animato il percorso con iniziative di gimkana per i giovani. L’Università Federico II ha contribuito con un’area scientifica, confermando il legame tra conoscenza, territorio e divulgazione, mentre Monte di Procida ha vissuto una grande festa tra sport, inclusione e prodotti tipici. Nei giorni precedenti, Bacoli si era già tinta di rosa con la Casina Vanvitelliana illuminata e persino con un gelato dedicato alla corsa, segno di una partecipazione diffusa che ha coinvolto cittadini, associazioni, istituzioni e attività locali.
Il Giro d’Italia Next Gen lascia così ai Campi Flegrei un patrimonio di immagini destinate a restare: le vele bianche sul mare di Miliscola, il rosa della Casina Vanvitelliana, il panorama dello Stupor Mundi, la folla lungo il percorso, i giovani ciclisti lanciati verso il futuro e una comunità che ha saputo raccontarsi al mondo con orgoglio. La vittoria di Matisse Van Kerckhove è il dato sportivo della giornata, ma la vittoria più ampia è quella di Bacoli, Monte di Procida e dell’intera area metropolitana di Napoli, capaci di trasformare una tappa ciclistica in un racconto collettivo di bellezza, resilienza, accoglienza e sviluppo.
Nel giorno in cui il Giro d’Italia Next Gen ha attraversato le strade flegree, i Campi Flegrei hanno mostrato il loro volto più autentico: un territorio antico e vivo, fragile e fortissimo, segnato dalla storia e proiettato verso il futuro. Una terra che, anche attraverso lo sport, continua a parlare al mondo.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




