Il Goleto Festival 2026 torna a illuminare uno dei luoghi più affascinanti dell’Alta Irpinia con una serata dedicata alla danza contemporanea, all’inclusione e alla capacità dell’arte di trasformare le differenze in una risorsa espressiva. Venerdì 28 agosto, alle ore 20:30, l’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi accoglierà il progetto di Cantiere Danza Project, articolato nella presentazione di Prelude, nella proiezione del documentario M.A.Y.A. move as you are e nella performance NÒSTOS_walking inside.
L’appuntamento si inserisce nella tredicesima edizione del Goleto Festival, manifestazione promossa dal Rotary Club Sant’Angelo dei Lombardi Hirpinia Goleto con il coinvolgimento del Rotaract Sant’Angelo dei Lombardi Hirpinia Goleto e il patrocinio delle istituzioni territoriali. Nel corso degli anni il festival ha consolidato il proprio ruolo nella valorizzazione culturale dell’Irpinia, creando un dialogo tra arti performative, patrimonio storico e impegno sociale. La scelta dell’Abbazia del Goleto non rappresenta soltanto una cornice scenografica, ma contribuisce a rafforzare il rapporto tra la memoria del luogo e i linguaggi artistici contemporanei.

La serata si aprirà con Prelude, un lavoro di Cantiere Danza Project nato da un’idea e dalla coreografia di Hilde Grella. Le interpreti Laura Forcellati, Hilde Grella e Simonetta Incarnato accompagneranno il pubblico all’interno di una riflessione sull’origine più profonda del movimento. Prima di manifestarsi nel corpo, la danza prende forma nell’interiorità, dove immagini, emozioni e percorsi si delineano come in un sogno. Queste suggestioni raggiungono successivamente la realtà fisica, confrontandosi con le possibilità specifiche di ogni corpo e generando una poetica irripetibile.
Il cuore dell’appuntamento sarà la proiezione di M.A.Y.A. move as you are, documentario che racconta la nascita e lo sviluppo di un progetto performativo dedicato alle possibilità espressive di un corpo con difficoltà motorie. Attraverso il linguaggio del cinema del reale, l’opera intreccia le diverse fasi della creazione artistica con le testimonianze delle performer e dei professionisti impegnati dietro le quinte, restituendo non soltanto il risultato finale, ma anche il percorso umano, creativo e relazionale che lo ha reso possibile.
Il progetto prende vita nell’ambito della ricerca fotografica I’m not disabled di Donatella Donatelli e coinvolge la stessa artista insieme alla coreografa e danzatrice Hilde Grella e alla danzatrice Laura Forcellati. Tre donne con caratteristiche ed esperienze differenti si incontrano nella ricerca di un’armonia del movimento, costruendo una performance nella quale la danza diventa uno strumento per viaggiare oltre le barriere fisiche e culturali.
In M.A.Y.A. move as you are la diversità non viene osservata come un limite da nascondere o correggere, ma come il punto di partenza di un nuovo vocabolario corporeo. La relazione tra le interpreti fa emergere una danza fondata sull’ascolto, sul sostegno reciproco e sulla capacità di adattare il gesto alle possibilità di ciascuna. Il movimento non è uniformità, ma incontro: ogni corpo conserva la propria identità e, proprio per questo, contribuisce alla costruzione di un fluire comune.
Dopo il documentario andrà in scena NÒSTOS_walking inside, performance con concept e coreografia di Hilde Grella, interpretata da Donatella Donatelli, Hilde Grella e Laura Forcellati. Il lavoro affronta i temi della bellezza, della forza e della resilienza, ma anche la nostalgia di un gesto che non c’è più o che la malattia ha profondamente trasformato. Il titolo richiama il ritorno e il viaggio interiore: un percorso nel quale la memoria del corpo si confronta con il presente e cerca nuove possibilità di espressione.
Ogni passo, ogni mano che incontra un’altra mano e ogni movimento condiviso raccontano una mancanza, ma anche la possibilità di colmarla attraverso un gesto nuovo. Imparare ad abitare la nostalgia significa riconoscerla senza lasciarsi imprigionare, trasformandola in un’occasione di ricerca. Le tre interpreti danno così forma a un dialogo fatto di vicinanza, sostegno ed emozioni, raccontando le difficoltà affrontate dal corpo nella malattia e la capacità della relazione di aprire strade impreviste.
La performance supera l’idea della disabilità come semplice ostacolo e la riconosce come una condizione capace di reinventare il linguaggio della danza. Corpi differenti portano sulla scena storie uniche, sfidano gli stereotipi e rivendicano il diritto di essere osservati non attraverso la lente della mancanza, ma nella pienezza della loro presenza. Ogni gesto diventa linguaggio e ogni passo assume il valore di un’affermazione: la danza appartiene a chiunque senta il desiderio di esprimersi attraverso il corpo.
Il progetto assume in questo modo anche una dimensione politica e sociale. L’inclusione non viene semplicemente dichiarata, ma praticata concretamente nello spazio scenico, dove le differenze generano nuove forme, nuovi equilibri e una diversa idea di bellezza. Non si tratta di cancellare la fragilità, bensì di riconoscerla come parte dell’esperienza umana e come possibile origine di un gesto autentico.
L’appuntamento del 28 agosto conferma la vocazione del Goleto Festival a essere non soltanto una rassegna di spettacoli, ma anche un luogo d’incontro e di riflessione. Nel silenzio e nella spiritualità dell’Abbazia del Goleto, Prelude, M.A.Y.A. move as you are e NÒSTOS_walking inside comporranno un unico racconto sulla libertà del movimento, sulla dignità di ogni corpo e sulla forza di un’arte capace di abbattere le barriere.
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