Napoli si conferma piattaforma strategica del dibattito ambientale nazionale con l’apertura della settima edizione di Green Med Expo & Symposium 2026, in programma dal 27 al 29 maggio alla Stazione Marittima. La manifestazione, ormai punto di riferimento per il Mezzogiorno sui temi della transizione ecologica, dell’economia circolare, della sostenibilità urbana e della gestione delle risorse naturali, ha riunito istituzioni, imprese, amministratori locali, professionisti, studenti e rappresentanti delle filiere ambientali, ponendo al centro una convinzione sempre più condivisa: il Sud non è soltanto destinatario delle politiche verdi, ma può diventarne protagonista operativo e industriale.
A dare forza a questo messaggio è stata la presenza della viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, intervenuta alla cerimonia inaugurale. Il suo richiamo al ruolo del Mezzogiorno nella transizione ecologica ha messo in evidenza un passaggio politico ed economico decisivo: la sostenibilità non può essere considerata un freno alla crescita, ma deve diventare il terreno sul quale costruire nuovi investimenti, nuove tecnologie e nuove opportunità produttive. Secondo Gava, ambiente ed economia non sono dimensioni contrapposte, purché le politiche pubbliche sappiano accompagnare le imprese che intendono investire in innovazione, energie rinnovabili e processi sostenibili. È una visione che colloca Napoli e la Campania dentro una traiettoria più ampia, nella quale il Mediterraneo diventa spazio di confronto, laboratorio ambientale e snodo di sviluppo.
La manifestazione, organizzata da Ricicla Tv, Zucchetti Ambiente ed Ecomondo – Italian Exhibition Group, con la Regione Campania partner istituzionale e Conai main sponsor, si è aperta con una prima giornata densa di temi: comunità energetiche, sostenibilità misurabile, tracciabilità dei rifiuti sanitari, rischio amianto, Terra dei Fuochi, gestione dei rifiuti urbani, qualità del mare, balneabilità, biocittà, conto termico e innovazione nelle filiere della green economy. Il programma ufficiale del Green Med conferma la natura multidisciplinare dell’evento, pensato per mettere in relazione economia circolare, energia, gestione idrica, ambiente urbano, salute e governance territoriale.
Nel racconto della giornata inaugurale emerge con chiarezza la volontà di fare di Napoli una capitale meridionale delle politiche ambientali. Lo ha sottolineato Monica D’Ambrosio, event manager dell’evento, evidenziando la forte partecipazione di istituzioni, imprese e scuole. La presenza degli studenti non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: parlare di sostenibilità significa infatti coinvolgere le nuove generazioni, formarle alla responsabilità ambientale e renderle parte attiva di un cambiamento che non riguarda soltanto la tecnologia o la normativa, ma anche i comportamenti quotidiani, la cultura civica e il rapporto tra cittadini e territorio.
Uno dei temi più significativi è stato il mare, risorsa identitaria ed economica della Campania. Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania con delega al Mare, ha richiamato l’obiettivo di rafforzare le politiche di tutela e valorizzazione della costa, anche attraverso il riconoscimento delle Bandiere Blu. In questa prospettiva, la qualità delle acque e la balneabilità non sono soltanto indicatori ambientali, ma diventano misure concrete della capacità amministrativa di investire in depurazione, servizi, controlli e salvaguardia del patrimonio naturale. Il mare campano, quindi, viene presentato non come semplice scenario turistico, ma come infrastruttura ecologica e leva di sviluppo sostenibile.
La prima giornata ha inoltre introdotto il percorso verso gli Stati Generali dell’Ambiente in Campania, previsti il 28 e 29 maggio sempre alla Stazione Marittima di Napoli. La Regione Campania ha indicato tra i temi centrali economia circolare, gestione delle acque, tutela del territorio, rigenerazione urbana, salute e ambiente, buone pratiche territoriali e governance multilivello delle politiche ambientali. In questo quadro si inserisce l’intervento dell’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, che ha definito Green Med un attrattore della filiera industriale, imprenditoriale e civica legata all’ambiente. La crescita della green economy, infatti, non riguarda soltanto la riduzione dell’impatto ambientale, ma anche la nascita di nuove competenze, nuovi mercati e nuove responsabilità pubbliche.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al sistema idrico e alla riqualificazione dei corsi d’acqua. Luca Mascolo, presidente dell’Ente Idrico Campano, ha richiamato l’esperienza del bacino idrografico del Sarno come modello da estendere all’intera regione. Il recupero ambientale dei fiumi compromessi, la bonifica dei territori e la restituzione di spazi naturali fruibili ai cittadini rappresentano una delle sfide più complesse per la Campania, perché intrecciano tutela ambientale, pianificazione infrastrutturale, salute pubblica e legalità. In questa visione, la transizione ecologica non è un concetto astratto, ma un processo che passa dalla qualità dell’acqua, dalla depurazione, dalla manutenzione dei territori e dalla capacità di correggere criticità storiche.
Il ruolo dei Comuni è stato ribadito da Francesco Morra, presidente di ANCI Campania, che ha evidenziato l’impegno di molte amministrazioni locali su efficientamento energetico, raccolta differenziata, sostenibilità ambientale e miglioramento dei servizi. La transizione verde, infatti, si realizza anche nella dimensione municipale: nei piani energetici comunali, nella gestione dei rifiuti, nella mobilità, nella cura degli spazi pubblici, nella capacità di intercettare fondi e trasformarli in interventi concreti. È nei territori, prima ancora che nei grandi documenti strategici, che si misura la credibilità delle politiche ambientali.
Tra i dossier affrontati durante l’evento anche il dissesto idrogeologico, tema cruciale per un Paese fragile e per una regione segnata da aree ad alta vulnerabilità. Errico Stravato, di Sogesid, ha ricordato che la fragilità del territorio italiano richiede monitoraggio costante e interventi tempestivi. In Campania, come in altre regioni, sono in corso azioni per un valore complessivo di circa 460 milioni di euro, destinate a contrastare una criticità strutturale che riguarda sicurezza, prevenzione, pianificazione urbanistica e adattamento ai cambiamenti climatici. La questione del dissesto dimostra quanto l’ambiente sia ormai una materia trasversale, capace di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini, sulle infrastrutture, sull’economia e sulla protezione civile.
Il profilo nazionale e mediterraneo del Green Med è stato sottolineato anche da Mauro Delle Fratte, exhibition manager di Ecomondo, che ha richiamato il valore dell’asse Rimini-Napoli e la possibilità di fare del capoluogo campano un centro di riferimento per il Mediterraneo. La collaborazione tra Green Med ed Ecomondo rafforza l’idea di una rete capace di collegare imprese, associazioni, istituzioni e territori, con una prospettiva che guarda già ai prossimi anni e alla centralità dei temi legati al mare, alla circolarità e alla sostenibilità. Il Comune di Napoli segnala l’evento come appuntamento dedicato ad ambiente e salute, in programma dal 27 al 29 maggio 2026.
La settima edizione del Green Med proseguirà con panel, incontri istituzionali, laboratori, attività formative e momenti di confronto dedicati a imprese, pubbliche amministrazioni, professionisti, scuole e cittadini. Il momento centrale sarà l’avvio degli Stati Generali dell’Ambiente in Campania, con un convegno dedicato al tema “One health”, approccio che lega salute umana, salute ambientale e qualità degli ecosistemi. In questa cornice, Napoli assume un ruolo simbolico e operativo: città complessa, mediterranea, attraversata da fragilità e potenzialità, ma anche luogo in cui la transizione ecologica può diventare racconto concreto di innovazione, responsabilità e futuro.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
