Bambini, giornalisti e sanitari non più soltanto vittime collaterali delle guerre, ma sempre più spesso bersagli diretti di conflitti che colpiscono la parte più fragile e indifesa dell’umanità. È questo il cuore dell’incontro Guerra agli innocenti. Bambini, giornalisti e sanitari: da vittime collaterali a bersagli, in programma mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 17.30 nella Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, in via Portamedina 41 a Napoli.
L’appuntamento nasce da un richiamo forte alla coscienza civile e spirituale: «Ricevo tante lettere dei bambini dalle zone di conflitto: leggendole, si percepisce, con la verità dell’innocenza, tutto l’orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio. Ascoltiamo la voce dei bambini». Le parole di Papa Leone XIV, pronunciate in occasione del Santo Rosario per la Pace dello scorso aprile, diventano il punto di partenza di una riflessione pubblica sulla necessità di trasformare l’indignazione in impegno costante, la commozione in responsabilità, la memoria delle vittime in azione concreta per la pace.
L’iniziativa rientra nel programma del Premio Internazionale Pellegrini di Pace, promosso dall’Arcidiocesi di Napoli e dall’Arciconfraternita dei Pellegrini, e si propone come momento di ascolto, testimonianza e confronto tra istituzioni, associazioni, mondo dell’informazione, realtà ecclesiali e società civile. Al centro dell’incontro ci saranno le ferite aperte dei conflitti contemporanei, con particolare attenzione alla condizione dei bambini nelle zone di guerra, alla sicurezza dei giornalisti impegnati nel racconto dei fronti e alla vulnerabilità del personale sanitario, spesso chiamato a operare in condizioni estreme, tra ospedali colpiti, emergenze umanitarie e violazioni del diritto internazionale.
Dopo i saluti di Giovanni Cacace, primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, di Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, e di Luigi Carrino, presidente del Rotary Club Ulisse 2101 Golfo di Napoli, l’incontro sarà introdotto dal giornalista Francesco Bellofatto, docente nell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e rappresentante della Comunità Masci Napoli2. Seguiranno gli interventi di Eduardo Savarese, professore di Diritto internazionale nell’Università Federico II di Napoli; Tommaso Montini, presidente del Comitato Provinciale Unicef Napoli; Bruno Cantamessa, giornalista della redazione Città Nuova; e Maksym Kovalenko, console generale dell’Ucraina a Napoli.
Particolarmente significativo sarà il momento dedicato alle testimonianze provenienti da Aleppo, Beirut, Kiev, Nablus e Napoli, luoghi diversi ma accomunati dalla necessità di raccontare le conseguenze della guerra sulla vita quotidiana delle persone. La scelta di intrecciare voci internazionali e testimonianze locali restituisce alla città di Napoli un ruolo di ponte mediterraneo e civile, capace di accogliere il dolore del mondo e trasformarlo in riflessione condivisa. Le conclusioni saranno affidate a Carlo Bertucci, incaricato dei rapporti internazionali del Comitato Esecutivo Masci – Movimento adulti scout cattolici italiani. A moderare l’incontro sarà la giornalista Elena Scarici.
«Proseguono i nostri incontri culturali e sociali per promuovere la pace – afferma il primicerio Giovanni Cacace – che non può essere solo un monito affidato alle parole del Santo Padre o una questione della Chiesa ma deve, sempre di più, diventare impegno collettivo che vede in prima linea i rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni anche a livello locale. La pace non è una parola astratta ed è quanto mai urgente perseguirla, tenendo conto anche delle tantissime vittime innocenti che cadono ogni giorno nei territori attraversati dalle guerre: facciamo in modo che dalla comunità napoletana parta un segnale forte e costante di attenzione a questo tema».
L’incontro, organizzato in collaborazione con la Comunità Masci Napoli2, vuole dunque richiamare l’attenzione su una trasformazione drammatica dei conflitti contemporanei: la progressiva esposizione dei civili, e in particolare dei più vulnerabili, alla violenza bellica. I bambini privati dell’infanzia, i giornalisti minacciati mentre documentano la verità, i medici e gli operatori sanitari colpiti mentre salvano vite diventano il simbolo di un’umanità ferita, ma anche il punto da cui ripartire per costruire una cultura della pace non episodica, non retorica, non confinata alle emergenze.
Napoli, attraverso la storica sede dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, conferma così la propria vocazione all’accoglienza, al dialogo e alla responsabilità civile. In un tempo segnato da guerre vicine e lontane, l’appuntamento del 3 giugno intende promuovere un impegno condiviso che non si esaurisca nell’evento, ma diventi attenzione permanente verso le vittime innocenti, difesa del diritto internazionale umanitario e sostegno a chi, nei luoghi di conflitto, continua a custodire la vita, la verità e la speranza.
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