Dopo la serata inaugurale su invito di giovedì 2 luglio e l’apertura al pubblico di venerdì 3 luglio, è entrata nel vivo la nona edizione de I Venerdì di Ercolano, la rassegna estiva che trasforma il Parco Archeologico di Ercolano in un grande palcoscenico notturno, tra teatro, danza, musica dal vivo e illuminazione artistica. Fino al 7 agosto, con un appuntamento speciale previsto anche sabato 26 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, l’antica città romana torna a vivere nelle ore serali attraverso un percorso itinerante tra rovine illuminate, performance site-specific e suggestioni contemporanee.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Amore e Guerra”, una formula intensa che attraversa la storia dell’uomo e delle sue passioni, mettendo in relazione eros e polemos, desiderio e conflitto, slancio vitale e distruzione. È un filo narrativo che parte dall’antichità e arriva al presente, richiamando De rerum natura di Lucrezio, la Pentesilea di Heinrich von Kleist e la lezione storica di Tucidide, che racconta la tensione espansiva degli Ateniesi verso la Sicilia come una forma di eros politico e collettivo. Nella cornice di Ercolano, questo dialogo tra amore e guerra non resta materia letteraria, ma diventa esperienza fisica, sonora e visiva, affidata a sette performance distribuite nei diversi ambienti del sito: due di teatro, tre di danza e due di musica.
La forza della rassegna sta proprio nella capacità di non usare il patrimonio archeologico come semplice scenario, ma come luogo vivo, attraversato da presenze artistiche che entrano in relazione con la memoria della città sepolta dal Vesuvio. Il pubblico, accolto in un percorso illuminato, può muoversi liberamente tra le postazioni, costruendo il proprio itinerario personale. Le performance, della durata di pochi minuti, vengono ripetute ciclicamente durante i turni di visita, consentendo a ogni spettatore di scegliere tempi, soste e prospettive.
«Con I Venerdì di Ercolano il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività. Il tema di quest’anno, Amore e Guerra, invita a riflettere sulla complessità dell’esperienza umana attraverso il potere evocativo dell’arte, in un contesto unico al mondo come quello di Ercolano», ha dichiarato Federica Colaiacomo, direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
Tra le proposte teatrali spicca Pentesilea vs Achille _ Che l’amore trafigga la morte, progetto di Alfonso Postiglione per Casa del Contemporaneo. La performance rilegge l’incontro fatale tra la regina delle Amazzoni e l’eroe greco, legando il mito della guerra di Troia alle contraddizioni dei conflitti contemporanei. Nella versione più nota della vicenda, Achille uccide Pentesilea e solo dopo averla trafitta, vedendola morente, se ne innamora. L’amore arriva dunque quando la guerra ha già compiuto il suo gesto irreparabile. Da questa ferita nasce un dispositivo scenico originale, costruito come una doppia intervista impossibile: un uomo e una donna, inviati di guerra dei nostri giorni, attraversano il tempo e interrogano i due eroi sullo scontro, sulle ragioni della violenza, sulle sue conseguenze e sulle opposte visioni del mondo. I testi originali sono di Dario Postiglione, la cura progettuale e la regia di Alfonso Postiglione, i costumi di Giuseppe Avallone. In scena, in alternanza, Rossella De Martino, Francesca Cercola, Giampiero De Concilio, Monica Buzoianu, Antonio Elia e Gianluca Vesce.
La danza entra nel programma con Cornelia Dance Company e con Polis / Polemos. La guerra tra mito e storia, un progetto site-specific articolato in tre interventi che indagano la guerra come fondamento della civiltà antica e, al tempo stesso, come forza capace di consumare il corpo umano. Il riferimento teorico è anche il pensiero di Simone Weil, per la quale la forza estrema può ridurre l’essere umano a cosa, svuotandolo di volontà e identità. In Tirocinium militiae – La formazione del corpo della polis, le danzatrici Noemi Avino, Marika Pierri e Alessia Starace rappresentano l’ingresso del giovane nella comunità militare e politica, trasformando i corpi individuali in organismo collettivo, geometrico e disciplinato. In Duellum (Ercole e Acheloo) – La gloria del conflitto, Alessandro Sodano ed Emanuele Esposito evocano il mito del combattimento tra Ercole e il dio-fiume Acheloo per la mano di Deianira, trasformando il duello in rito pubblico del potere. In Corpus in ruina – La trasformazione dell’umano, il danzatore Gioele Barrella porta invece in scena il crollo della dimensione eroica, quando il corpo diventa resto, traccia, reperto.
La musica assume un ruolo narrativo con Associazione OTP – obeče teatro project, che presenta Intermezzi nella Casa di Telefo / Voci sotto la cenere. La performance trasforma l’area archeologica in un teatro della memoria, abitato da tre figure immaginarie e senza tempo: Pizia, cantante dalle doti oracolari; Telefo, soldato disperso e custode di una casa ferita dalla guerra; Bronzo, musicista disertore dai poteri dionisiaci. Le loro anime tornano a risvegliarsi ogni volta che la Storia ripete i suoi cataclismi. Tra canti antichi e capolavori della tradizione napoletana, lo spettacolo affronta il dramma universale della guerra e dell’amore impossibile, trasformando la ferita in suono e la musica in possibilità di guarigione. La drammaturgia e la regia sono di Maria Angela Robustelli, la drammaturgia musicale e gli arrangiamenti di Salvatore Torregrossa. In scena, in alternanza, Maria Angela Robustelli, Gennaro Di Biase e Salvatore Torregrossa.
A completare il percorso musicale ci sono Massimo Cordovani e Mario Di Bonito con Conflitto e memoria tra la pietra e la storia, una performance live in cui voce, chitarra, sintetizzatori e percussioni si alternano tra brani strumentali originali e canzoni del repertorio degli artisti. Il conflitto, inteso come tensione tra comunità e come frattura della memoria, diventa materia sonora, una colonna musicale capace di dialogare con le architetture antiche e con la potenza evocativa delle rovine.
Dopo l’apertura al pubblico del 3 luglio, il calendario prosegue venerdì 10, 17, 24 e 31 luglio e venerdì 7 agosto. A queste date si aggiunge sabato 26 settembre, quando l’esperienza verrà riproposta con le stesse modalità in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, con ingresso a tariffa simbolica. Durante le serate della rassegna il Parco sarà accessibile dalle 20 alle 24, con ingressi da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. L’accesso è organizzato in due turni: il primo dalle 20 alle 21.30, con deflusso completo entro le 22, e il secondo dalle 22 alle 23.30, con deflusso completo entro le 24. Sono previsti al massimo 600 visitatori per fascia oraria, per un totale di 1.200 presenze a serata.
I biglietti sono acquistabili online sul sito www.ercolano.coopculture.it oppure tramite call center al numero +39 081 0106490, attivo dal lunedì al sabato, esclusi i festivi, dalle 9 alle 17. La prenotazione è obbligatoria anche per chi ha diritto al biglietto gratuito. Il costo del biglietto intero per le serate de I Venerdì di Ercolano è di 10 euro, mentre il ridotto per la fascia 18-25 anni non compiuti è di 5 euro. L’ingresso è gratuito per minorenni, persone con disabilità e accompagnatori, previa prenotazione. Gli abbonati al Parco hanno diritto a un solo ingresso gratuito in una delle date programmate, sempre previa prenotazione. Per il 26 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, è previsto un ingresso simbolico a 1 euro.
L’esperienza è pensata come una visita libera della durata di circa un’ora e mezza. All’ingresso viene distribuita una mappa con percorsi e postazioni delle performance, insieme al QR code per accedere all’app Ercolano digitale. Per i visitatori su sedia a rotelle è possibile richiedere informazioni sul percorso scrivendo a pa-erco@cultura.gov.it almeno tre giorni prima della visita, indicando data, orario e recapito telefonico. Sono inoltre disponibili parcheggi gratuiti, fino a esaurimento posti, presso l’Istituto Comprensivo 1 “Giulio Rodinò” in Via IV Novembre 43 e presso l’Istituto Comprensivo “Iovino Scotellaro” in Traversa I Via IV Novembre 28, oltre al parcheggio comunale a pagamento “Herculaneum Parking” in Via dei Papiri Ercolanesi.
Con la nona edizione de I Venerdì di Ercolano, il Parco conferma una linea culturale che unisce valorizzazione del patrimonio, accessibilità serale, spettacolo dal vivo e narrazione contemporanea. L’antica città, illuminata nelle sere d’estate, non viene soltanto visitata: viene ascoltata, attraversata, reinterpretata. E il tema “Amore e Guerra”, in un tempo segnato da nuove tensioni e fragilità, restituisce al pubblico una riflessione potente sulla natura umana, sulle sue passioni più profonde e sulla possibilità dell’arte di trasformare la memoria in esperienza condivisa.
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(foto di Anna Abet fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)









