di Luca Sorbo
“Corrada, infatti, non si limita a produrre scatti del solo giorno di festa, quelli – per intenderci – iperdocumentati, postati e socializzati su Internet già all’indomani del rito, ma tiene conto delle opportunità del tempo lungo di documentare e fissare azioni rituali e dettagli, frammenti significativi di scene che avvengono durante l’anno ed in contesti diversi, più intimi o in circostanze informali o domestiche. Circostanze che, non sempre contemplano condizioni di luce ottimali o che non consentono delle volte di inquadrare, mettere a fuoco, misurare correttamente l’esposizione, ma offrono la straordinaria opportunità di cogliere tutta la vitalità di una tradizione articolata come è quella dei Gigli, che coinvolge un numero consistente di persone a vario livello e durante tutto il corso dell’anno”.

Queste parole di Katia Ballacchino, docente Associata all’Università degli Studi di Salerno in Discipline Demoetnoantropologiche, ci introducono nella pregevole ed efficace ricerca fotografica di Corrada Onorifico, che si è confrontata con uno degli eventi più spettacolari della Campania e che ha una rilevanza nazionale ed internazionale, La Festa dei Gigli di Brusciano.
Comprendere cosa sia questa festa e cosa rappresenti è qualcosa di molto difficile. Coinvolge molte persone e dura praticamente un anno intero.

L’atto finale è solo la conclusione di un percorso che ricomincia il giorno dopo la festa per le strade. Le immagini di Corrada Onorifico riescono con raro equilibrio a mostrare sia i momenti quotidiani che quelli più spettacolari. La fotografia che per sua natura è capace solo di mostrare frammenti di tempo e di spazio nelle riprese di Corrada ci immerge nel flusso vorticoso della festa. La Onorifico riesce ad utilizzare le potenzialità del linguaggio fotografico con grande sapienza e costruisce attese, istanti e momenti decisivi con un’abilità degna dei grandi nomi del reportage. Emerge da questa costruzione anche la sua competenza nella realizzazione di video che l’ha vista impegnata in molti luoghi nel mondo.

Molti antropologi come Lello Mazzacane ed Aldo Colucciello si sono confrontati con questo evento e ne hanno sempre evidenziato la complessità e la difficoltà di rappresentarlo.
Il libro fotografico, di grande formato, è stampato molto bene e non possiamo non fare i complimenti al Sindaco di Brusciano, Giacomo Romano, per aver promosso questa iniziativa di grande prestigio.
Francesco Cito, tra i maggiori reporter al mondo, ha parole di grande lode per Corrada e scrive nel testo presente nel libro: “Il mio sguardo, e tale si tratta, si perde infine sull’opera del tutto diversa di una fotografa con la F maiuscola. Una fotografa che racconta poesie, incapace di torcere il collo alle galline del suo orto, ma in grado di rendere ogni singola immagine il tassello di un racconto”.
La grande tradizione della fotografia campana, a mio parere la più importante d’Italia, si arricchisce di una nuova voce che ha la capacità di fare ed il desiderio di imparare.
Speriamo che Corrada segua il suggerimento di Francesco Cito e presenti il lavoro per concorrere ad un premio del World Press Photo.
