Letture, inchieste, testimonianze e storie di donne cancellate, perseguitate, dimenticate o costrette al silenzio hanno segnato la seconda giornata di Imbavagliati, il Festival Internazionale di Giornalismo Civile ideato e diretto dalla giornalista Désirée Klain, in corso nelle sale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, a Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio 14. L’XI edizione, intitolata “Il silenzio delle Innocenti: chi dimentica diventa colpevole”, è dedicata ai diritti violati delle donne in Italia e nel mondo e si svolge in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti Italiani e Articolo21. Il festival è nato per dare voce a giornalisti e testimoni colpiti da censura, persecuzione e bavagli informativi.
Ad aprire la giornata è stato il reading musicale La parola negata: Donne che leggono Donne, curato dalla giornalista napoletana Mariarosaria Sciglitano. Un momento intenso, costruito intorno alle voci di scrittrici e poetesse che hanno raccontato, spesso pagando un prezzo altissimo, contesti sociali e geopolitici segnati da guerre, repressioni, discriminazioni e limitazioni della libertà di espressione. Accompagnate dal violoncello di Gianfranco Coppola, donne di diversa provenienza, tutte attive a Napoli, hanno letto poesie e brani restituendo al pubblico un mosaico di lingue, memorie, ferite e resistenze.
Tra le protagoniste del reading, Fatou Diako, presidente dell’Associazione HAMEF, originaria della Costa d’Avorio; Souzan Fatayer, esponente della comunità palestinese della Campania; Maite Iervolino, boemista e scrittrice; Alina Narciso, regista teatrale, drammaturga e traduttrice; Indira Pineda, sociologa cubana; Tatsiana Pumpuleva, mediatrice culturale bielorussa; Blanca Yennyre Rivero Prieto, educatrice professionale socio-pedagogica venezuelana; Rozita Shoaei, dell’Associazione culturale Azadi degli iraniani di Napoli e del movimento Donna Vita Libertà; Elisabetta Weglik, del Collettivo Politico-Culturale GalleRi Art, insieme alla stessa Mariarosaria Sciglitano, giornalista culturale, magiarista e traduttrice editoriale.
La giornata è poi proseguita con una doppia presentazione dedicata a due figure femminili a lungo marginalizzate dalla memoria pubblica: Maria Bakunin, chimica ribelle capace di sfidare le convenzioni scientifiche e sociali del suo tempo, e Guerriera Guerrieri, bibliotecaria che difese i libri come strumento di civiltà contro la barbarie. Le loro storie sono state al centro del dialogo tra Mirella Armiero, autrice di Un pensiero ribelle, e Vincenza Alfano, autrice di La Guerriera dei libri, entrambi editi da Solferino. In un rovesciamento dei ruoli, ciascuna ha presentato il libro dell’altra, non per una semplice celebrazione biografica, ma per interrogarsi sulle ragioni della rimozione storica di queste donne e sul valore della cultura come forma di lotta civile.
Grande attenzione anche per l’intervento della giornalista Barbara Schiavulli, Premio Pimentel Fonseca 2026, che ha presentato Voragini, pubblicato da Radio Bullets. Un romanzo che entra nell’abisso della violenza e costringe il lettore a non voltarsi dall’altra parte. A dialogare con lei è stato Massimo Congiu, giornalista e storico. Subito dopo, spazio a Stefano Corradino, giornalista di Rainews24, direttore di Articolo21, inviato di cronaca e musicista, che ha presentato Note di Cronaca, disco e libro nati da storie vere raccontate nei suoi servizi televisivi. Tra queste, quella di Deborah, partita dalla Costa d’Avorio con il padre su un gommone diretto verso Napoli, dopo aver perso la madre e tre fratelli durante il viaggio. Una storia di dolore, ma anche di futuro: Deborah sogna oggi di diventare avvocata per combattere le ingiustizie. Con Corradino sono intervenute Fatou Diako e Désirée Klain, direttamente coinvolte nel racconto.
Il festival ha poi affrontato il tema dei bambini in carcere con il focus Mai più bambini innocenti in carcere, insieme a Paolo Siani, pediatra e componente del Tavolo per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Napoli, ed Elena Cimmino, avvocata e vicepresidente di “Carcere possibile onlus”. Al centro del confronto, la necessità di impedire che i bambini sotto i sei anni, al seguito delle madri detenute, entrino negli istituti penitenziari. Una battaglia che Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani, portò anche in Parlamento nel 2022, quando da deputato presentò una proposta di legge per promuovere il modello delle case famiglia protette, purtroppo mai approvata definitivamente dal Senato.
Sul carcere è intervenuto anche Massimo Congiu, autore per Micromega e operatore carcerario, con una riflessione sul senso della pena in uno Stato di diritto. Che cosa significa punire? Quali comportamenti devono davvero essere affidati alla sfera penale? Domande centrali nel volume Dei delitti e delle pene, uscito a gennaio e interamente dedicato alla problematica carceraria.
Tra i momenti più intensi della giornata anche la presentazione di Siria, il giorno dopo, edito da add Editore, con Asmae Dachan. Il libro ricostruisce un viaggio che da Ancona, città natale dell’autrice, conduce ad Aleppo, città della sua famiglia, attraversando luoghi simbolo del dolore siriano: Jiza, Dar’a, Darayya, Sednaya, Damasco, Ghouta, Homs, Hama, Idlib e infine Aleppo. Un mosaico di persone, famiglie, assenze, desaparecidos, mafqud, vite sospese e speranze ostinate. Con l’autrice è intervenuta Eva Serio, presidente dell’associazione BaCuLe.
Mercoledì 13 maggio, la terza giornata di Imbavagliati sarà dedicata al focus Donne senza diritti, con incontri, testimonianze e dibattiti sui diritti negati alle donne in Italia. Si partirà con una lectio di Marco Cesario, giornalista e scrittore esperto di censura, corrispondente in Francia, che presenterà il report Giornalisticidio in Libano: bombe e proiettili contro la parola libera, dedicato all’eliminazione sistematica dei giornalisti assassinati in Libano dalla riapertura del fronte con Israele nell’ottobre 2023.
Al centro della mattinata ci sarà poi il focus Matilde: una madre dimenticata, con l’avvocata Elena Coccia e l’autrice Chiara Freddi. Il caso è quello di Matilde Sorrentino, madre-coraggio di Torre Annunziata, uccisa il 26 marzo 2004 con quattro colpi al volto dopo aver denunciato un giro di abusi nella scuola elementare frequentata dal figlio. La sua vicenda è stata recentemente ricostruita da Confidential, la video-inchiesta di Fanpage.it curata da Chiara Freddi, attraverso interviste ai testimoni e immagini esclusive. Fanpage.it ha dedicato alla storia di Matilde Sorrentino una puntata di Confidential e un approfondimento sull’omicidio, definendolo un viaggio alla ricerca del mandante.
Dopo molti anni, nel 2021, nel corso di intercettazioni, la Procura ha individuato il presunto mandante. L’uomo è stato condannato in primo e secondo grado, ma la Cassazione ha rinviato la sentenza all’appello. È ora in corso un nuovo processo di secondo grado. La domanda che attraverserà l’incontro resta bruciante: chi ha voluto che Matilde Sorrentino pagasse con la vita la sua fiducia nella giustizia? A provare a squarciare il velo di omertà saranno Elena Coccia, avvocata di Matilde e del figlio Salvatore, e Chiara Freddi, autrice dell’inchiesta.
La terza giornata affronterà anche il tema del linguaggio giornalistico nei casi di femminicidio e violenza di genere. La giornalista Graziella Di Mambro, caposervizio giudiziaria a Latina Oggi e responsabile legalità di Articolo21, interverrà sugli stereotipi e sulle formule linguistiche che rischiano di colpevolizzare le vittime o attenuare la gravità dei fatti. Sarà un’occasione per riflettere su un’informazione più consapevole, più responsabile e più attenta ai diritti.
La violenza contro le donne, come emergerà dal dossier presentato da Di Mambro, è spesso accompagnata da insulti volgari e misogini. Una doppia violenza che negli atti giudiziari viene spesso registrata come corollario del reato, mentre per la vittima rappresenta una lesione psicologica e morale profonda. Alla tavola parteciperanno anche Titti Improta, cronista, consigliera del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e componente della Commissione Pari Opportunità, e Nunzia Marciano, componente della CPO dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che illustreranno il lavoro formativo avviato per diffondere la cultura della parità di genere e contrastare gli stereotipi nei confronti delle donne vittime di violenza.
Spazio anche al cortometraggio della regista e giornalista Giuliana Boni, nota come Dolly Make Up, sostenuto dalla CPO dell’Ordine dei Giornalisti della Campania in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Sei minuti e trentaquattro secondi per smascherare il dolore e interrogarsi su una domanda decisiva: fino a che punto tolleriamo la violenza senza riconoscerla più?
A chiudere la giornata sarà l’intervento di Mirella La Magna, fondatrice del Gridas, lo storico presidio di resistenza culturale nato a Scampia nel 1981 insieme a Felice Pignataro. Da oltre quarant’anni il Gridas rappresenta un laboratorio di partecipazione popolare, arte sociale e impegno civile, noto anche per il Carnevale di Scampia, i murales, i cineforum, i laboratori e le attività culturali rivolte al quartiere. Il sito dedicato all’opera di Felice Pignataro ricorda il Gridas come un’esperienza nata nel 1981 e costruita attraverso murales, maschere, laboratori, manifesti, attività con le scuole e iniziative di quartiere.
Oggi, però, quello spazio rischia lo sfratto. La Corte d’Appello, nel novembre 2025, ha confermato lo stato di “occupazione senza titolo” e ordinato il rilascio dell’immobile. Una decisione che appare paradossale se confrontata con l’assoluzione in sede penale del 2013, quando venne riconosciuto il valore sociale dell’esperienza del Gridas per la collettività. Per decenni, l’associazione non ha chiesto finanziamenti pubblici, ha sottratto un bene all’abbandono, ha pagato le utenze, ha tenuto aperte le porte al quartiere e ha cercato soluzioni per regolarizzare la propria presenza. Il suo lavoro, oggi, viene raccontato come un vero “pronto soccorso culturale”: un luogo dove Scampia ha costruito identità, memoria, partecipazione e resistenza civile.
In questa cornice, Imbavagliati conferma la propria vocazione: non solo festival giornalistico, ma spazio di coscienza pubblica. La parola negata, quando ritorna, non è mai soltanto memoria. Diventa denuncia, responsabilità, richiesta di giustizia. E nel nome di Matilde Sorrentino, delle madri di Torre Annunziata, delle donne vittime di violenza, delle giornaliste minacciate, delle scrittrici rimosse e dei presidi culturali sotto attacco, il festival rilancia da Napoli un messaggio netto: dimenticare significa diventare complici.
#Imbavagliati2026, #Napoli, #SudNotizie, #DonneSenzaDiritti, #MatildeSorrentino, #TorreAnnunziata, #Confidential, #Fanpage, #Gridas, #Scampia, #GiornalismoCivile, #ViolenzaSulleDonne, #DirittiDelleDonne, #DésiréeKlain, #PalazzoSerraDiCassano
