Una casa stabile in cui coltivare il diritto all’espressione, trasformare le fragilità in possibilità creative e fare del teatro uno strumento concreto di inclusione, formazione e partecipazione. Dopo anni di ricerca e di attività svolte senza una sede definitiva, la Scuola Elementare del Teatro, ideata e diretta dal regista Davide Iodice, troverà la propria dimora permanente all’interno dell’Istituto Paolo Colosimo di Napoli.
La nuova sede sarà ospitata nel teatro dell’istituto, un bene di proprietà della Regione Campania destinato a diventare il cuore di un’esperienza artistica e pedagogica che, dalla sua fondazione nel 2013, ha costruito una comunità aperta soprattutto alle persone con disabilità e a chi vive condizioni di fragilità sociale ed economica. L’assegnazione è stata presentata il 23 luglio 2026 nella sala “De Sanctis” di Palazzo Santa Lucia, durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni regionali e cittadine e delle realtà culturali coinvolte nel progetto.
Con l’ingresso stabile nell’Istituto Colosimo, la Scuola Elementare del Teatro consolida la propria identità di conservatorio popolare per le arti della scena: un luogo gratuito di formazione, sperimentazione, ricerca artistica e costruzione comunitaria. Non una scuola tradizionale, quindi, ma uno spazio nel quale il teatro diventa esperienza condivisa, occasione di emancipazione e possibilità di incontro tra persone con storie, abilità e condizioni differenti.
Il progetto nasce attraverso un percorso di collaborazione istituzionale promosso dalla Regione Campania e coinvolge la Fondazione Campania dei Festival, il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e la Fondazione Trianon Viviani. La nuova sede viene indicata come un’azione pilota all’interno di una strategia regionale più ampia dedicata al welfare culturale, inteso come integrazione tra politiche sociali, diritto alla cultura, formazione e valorizzazione del patrimonio pubblico.
La scelta dell’Istituto Paolo Colosimo assume un valore particolarmente significativo. La struttura napoletana possiede infatti una storia profondamente legata all’accoglienza, all’istruzione e alla promozione dell’autonomia delle persone con disabilità. L’arrivo della Scuola Elementare del Teatro non rappresenta soltanto l’utilizzo di uno spazio disponibile, ma la prosecuzione e l’evoluzione della vocazione sociale dell’istituto attraverso il linguaggio delle arti sceniche.
Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, gli assessori regionali Onofrio Cutaia, Vincenzo Cuomo e Andrea Morniroli, insieme all’ideatore e direttore artistico della Scuola Davide Iodice. Il confronto ha evidenziato il carattere culturale, sociale e urbanistico dell’operazione, che prevede anche la rifunzionalizzazione e la piena accessibilità del teatro interno all’Istituto Colosimo.
Per il presidente della Regione Campania Roberto Fico, la concessione di una sede stabile costituisce una scelta attraverso la quale il patrimonio regionale viene messo al servizio della collettività e di un progetto capace di unire cultura e politiche sociali.
«Con questa scelta la Regione Campania mette a disposizione della collettività uno spazio per consolidare un importante e necessario progetto artistico e sociale. L’Istituto Colosimo ha alle spalle una lunga storia di accoglienza e sostegno delle persone con disabilità: ospitare la Scuola Elementare del Teatro significa dare continuità a quella vocazione, unendo politiche culturali e politiche sociali in un unico progetto».
Il presidente ha sottolineato soprattutto la capacità del lavoro condotto da Davide Iodice di affrontare i temi della fragilità, della cura e dell’incontro con l’altro senza ridurli a semplici dichiarazioni di principio.
«Il lavoro di Davide Iodice parla di fragilità, di cura, della capacità che l’arte riesce ad avere nel creare incontro, inclusione, di generare un nuovo sguardo sull’altro, di costruire quell’empatia che serve alla coesione della nostra società. Siamo felici di poter supportare un progetto con tale visione con una sede stabile», ha dichiarato Roberto Fico, in carica come presidente della Regione Campania dal dicembre 2025.
La stabilità, in questo caso, non è soltanto una questione logistica. Disporre di un luogo riconoscibile, accessibile e continuativo permette alla comunità della Scuola di programmare percorsi più lunghi, consolidare le relazioni con il territorio, accogliere nuovi partecipanti e sviluppare attività di ricerca senza essere costretta a ripartire ogni volta da spazi temporanei.
Anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha evidenziato l’importanza del teatro come strumento di espressione e integrazione per i giovani con disabilità e per le persone che vivono situazioni di vulnerabilità.
«Il nostro obiettivo è costruire un futuro per i ragazzi con disabilità e fragilità perché trovino una modalità di espressione e integrazione tramite il teatro. Per questo motivo Città Metropolitana di Napoli è al fianco della Regione Campania per perseguire con maggiore enfasi gli intenti alla base della fondazione dell’Istituto Colosimo, il cui teatro vedrà ora ospitare la Scuola Elementare di Davide Iodice», ha affermato Gaetano Manfredi.
Nelle parole del sindaco emerge una visione del teatro che supera la dimensione dello spettacolo e diventa esperienza educativa. La scena, il corpo, la voce e la relazione con il gruppo possono offrire strumenti per comunicare, riconoscersi e costruire una maggiore autonomia personale. In questa prospettiva, la nuova sede può diventare un presidio permanente di inclusione nel cuore di Napoli.
Particolarmente intenso l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia, che ha descritto l’assegnazione del teatro dell’Istituto Colosimo come il compimento di un percorso atteso e fortemente voluto.
«Ci sono sogni che pretendono di diventare realtà: l’assegnazione del Teatro del Colosimo alla Scuola Elementare del Teatro di Davide Iodice è un atto doveroso che mi riempie di gioia. Fin dai primi giorni del nostro insediamento abbiamo lottato per questo obiettivo. Oggi, grazie all’instancabile e appassionata collaborazione di tutti gli attori coinvolti, in pochissimi mesi compiamo il passo decisivo per dare la stabilità necessaria a un lavoro immenso, capace di mettere la cura delle persone e delle fragilità al centro».
Secondo Onofrio Cutaia, il risultato raggiunto rappresenta anche il riconoscimento del valore artistico e umano di Davide Iodice, del quale l’assessore ha ricordato il talento e la dedizione.
«Il giusto riconoscimento a un grande figlio di Napoli, al suo talento purissimo e alla sua totale dedizione, ma soprattutto un dovere morale. Da quando ho lasciato il Mercadante, portando nel cuore quella scuola che muoveva i suoi primi passi, questo pensiero non mi ha mai abbandonato; oggi quel progetto finalmente trova una forma compiuta e si rafforza», ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura.
L’intervento sul teatro dell’Istituto Colosimo sarà realizzato seguendo il principio del minimo intervento, con l’obiettivo di rispettare la storia e le caratteristiche architettoniche del luogo e, nello stesso tempo, garantirne autonomia e accessibilità.
L’assessore regionale al Patrimonio Vincenzo Cuomo ha spiegato che i lavori riguarderanno principalmente il recupero degli ambienti accessori e la realizzazione di un accesso indipendente da Strettoia Santa Teresa degli Scalzi, dotato di scala e ascensore.
«L’intervento riguarda un bene di proprietà della Regione oggi sottoutilizzato: il teatro interno all’Istituto Colosimo, che rifunzionalizziamo restituendogli autonomia e accessibilità. La proposta è impostata sul principio del minimo intervento: recupero di ambienti accessori, un accesso indipendente da Strettoia Santa Teresa degli Scalzi con scala e ascensore, piena fruibilità anche per le persone con disabilità».
Il progetto di recupero punta quindi a eliminare le barriere e a rendere il teatro utilizzabile in maniera autonoma rispetto alle altre attività dell’istituto. Una scelta coerente con la natura della Scuola e con la necessità di predisporre spazi realmente accessibili, non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche culturale e relazionale.
«Valorizzare il patrimonio regionale significa anche questo: rimettere a disposizione della comunità spazi esistenti, nel rispetto della storia e dei caratteri dei luoghi», ha concluso Vincenzo Cuomo.
Il recupero del teatro dimostra come la valorizzazione del patrimonio pubblico possa essere collegata a una precisa funzione sociale. Invece di considerare gli immobili regionali esclusivamente come beni da amministrare, l’iniziativa propone di trasformarli in infrastrutture civiche capaci di produrre formazione, relazioni e opportunità.
Il rapporto tra cultura e welfare è stato approfondito dall’assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola Andrea Morniroli, che ha richiamato la lunga esperienza dell’Istituto Colosimo nel campo dell’accoglienza e dell’autonomia delle persone con disabilità.
«L’Istituto Colosimo vanta una lunga storia legata all’accoglienza, all’istruzione e all’autonomia delle persone con disabilità. Oggi questo percorso si rafforza attraverso un progetto di pedagogia sociale che promuove la cura della comunità, l’inclusione delle fasce più vulnerabili e il contrasto all’isolamento e alla povertà educativa».
La pedagogia sociale evocata dall’assessore non si limita all’insegnamento di tecniche teatrali. La formazione artistica diventa un processo attraverso il quale le persone possono acquisire consapevolezza, costruire legami, trovare forme personali di espressione e sentirsi parte di una comunità.
«Destinare gli spazi di questo centro alla Scuola Elementare del Teatro di Davide Iodice permette di integrare politiche sociali, formazione ed espressione artistica, riaffermando il diritto di ciascuno alla partecipazione, alla crescita e alla creatività. Come Regione Campania crediamo fermamente che il welfare culturale sia una leva insostituibile di coesione e riscatto», ha dichiarato Andrea Morniroli.
Il welfare culturale si presenta così come una politica capace di mettere in relazione settori spesso trattati separatamente. Cultura, scuola, politiche sociali e gestione del patrimonio pubblico diventano parti di una stessa strategia, costruita intorno al diritto delle persone a partecipare alla vita culturale della comunità.
Al centro della presentazione non poteva che esserci Davide Iodice, fondatore della Scuola Elementare del Teatro e regista che da anni porta avanti una ricerca artistica caratterizzata dall’incontro con persone, corpi, esperienze e fragilità normalmente escluse dai tradizionali percorsi di formazione teatrale.
Nel suo intervento, Iodice ha descritto la nascita della sede stabile come il risultato di un sogno inseguito a lungo dalla comunità della Scuola.
«È sinceramente difficile trovare le parole per esprimere lo stato d’animo mio e di tutta la comunità della Scuola Elementare del Teatro in questo momento. Lo faccio con i versi di una canzone di De André: “E sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso”. Abbiamo sognato forte in questi anni».
Quello raccontato da Davide Iodice è il sogno di uno spazio nel quale il diritto all’espressione non sia condizionato dalla situazione economica, dalla provenienza sociale, dalla presenza di una disabilità o dalla conformità a modelli precostituiti.
«Abbiamo sognato il pieno diritto all’espressione per le tante persone extra ordinarie che animano le nostre attività, abbiamo sognato un luogo dove sentirsi al sicuro e liberarsi dai vincoli di una realtà troppo limitante, un luogo dove potersi emancipare, da cui partire o ripartire».
La definizione di persone “extra ordinarie”, utilizzata dal regista, riassume uno dei principi che hanno accompagnato l’esperienza della Scuola fin dalla sua nascita: non osservare le differenze come limiti da correggere, ma come elementi capaci di arricchire la ricerca artistica e la comunità.
«E ora questo luogo sorge grazie alla visionarietà e alla concretezza insieme di un uomo di teatro che la politica ha saputo per fortuna intercettare, e grazie a una ritrovata coralità di alcune delle più importanti istituzioni culturali del territorio. All’assessore alla Cultura della Regione Campania e al suo presidente, a tutte le istituzioni impegnate in questo progetto di costruzione comunitaria, va allora il ringraziamento di tutta la Scuola Elementare del Teatro», ha concluso Davide Iodice.
La parola “coralità” appare particolarmente adatta a descrivere il percorso che ha condotto alla sede stabile. La Regione Campania ha messo a disposizione il bene e promosso il coordinamento istituzionale, mentre le principali realtà teatrali coinvolte hanno confermato il sostegno artistico e organizzativo alla Scuola.
Il direttore artistico della Fondazione Campania dei Festival Ruggero Cappuccio ha definito l’esperienza diretta da Iodice un modello civile nella formazione delle nuove generazioni.
«La Scuola Elementare del Teatro, diretta da Davide Iodice, costituisce un modello civile nella dinamica della formazione delle giovani generazioni. Dopo anni di tenace attività e grazie al sostegno della Regione Campania, può finalmente contare su una sede stabile, condizione fondamentale per proseguire con maggiore forza il meritorio lavoro di costruzione sentimentale».
L’espressione “costruzione sentimentale” sottolinea una dimensione fondamentale del progetto. La Scuola non produce soltanto competenze sceniche, ma lavora sulle relazioni, sulla fiducia, sulla capacità di ascoltare l’altro e sulla possibilità di riconoscersi all’interno di un’esperienza condivisa.
Anche il direttore artistico del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale Roberto Andò ha ribadito la centralità della Scuola nel panorama culturale cittadino.
«La Scuola Elementare del Teatro fondata e diretta da Davide Iodice è da tempo una delle voci più preziose e necessarie del teatro a Napoli. Come Teatro Nazionale di Napoli siamo fieri di rinnovare il nostro sostegno e di contribuire a darle una vita stabile che ne garantisca l’espressione più piena».
L’appoggio del Teatro di Napoli permette al progetto di continuare a dialogare con una delle maggiori istituzioni teatrali nazionali, mantenendo però intatta la propria natura popolare, gratuita e aperta alle persone che difficilmente potrebbero accedere ai percorsi accademici tradizionali.
A esprimere vicinanza ed entusiasmo è stato anche il direttore artistico del Teatro Trianon Viviani Pierpaolo Sepe, che ha posto l’accento sulla capacità dell’arte di includere e produrre bellezza.
«Davide sa cosa è davvero importante. Sa cosa va fatto, cosa serve che venga fatto. Abbiamo tutti da imparare da lui e dal suo lavoro: l’arte è la capacità di includere, senza paura e resistenze, con il coraggio del giusto e della convinzione, costruendo ogni giorno un’occasione di bellezza in più».
«Il senso delle nostre esistenze si riassume nel rendere felice il circostante, tutto il resto è rumore. Napoli oggi diventa più bella. Dal Trianon gli saremo sempre accanto. Buon lavoro, con tutto il cuore», ha dichiarato Pierpaolo Sepe.
La sede stabile consentirà alla Scuola Elementare del Teatro di rafforzare un metodo di lavoro costruito nel corso di oltre dieci anni. Fondata nel 2013, la comunità artistica e pedagogica ha attraversato luoghi diversi, trasformando la mancanza di una casa definitiva in una pratica di resistenza e adattamento. La mobilità forzata, tuttavia, ha rappresentato anche un limite alla continuità delle attività e alla possibilità di progettare il futuro.
Il teatro dell’Istituto Colosimo potrà ora diventare un punto di riferimento permanente. Qui potranno convivere laboratori, prove, attività formative, ricerca scenica, produzioni, incontri pubblici e percorsi dedicati alle persone con disabilità e alle fasce socialmente ed economicamente più vulnerabili.
La partecipazione gratuita costituisce un elemento decisivo. In un contesto in cui l’accesso alla formazione artistica può essere ostacolato dai costi e dalle condizioni sociali, la Scuola rivendica il principio secondo cui l’arte non deve essere un privilegio riservato a pochi, ma un diritto e un bene comune.
La presenza nell’Istituto Colosimo offre inoltre la possibilità di sviluppare un rapporto più forte con il quartiere e con la città. Il teatro potrà essere percepito non come uno spazio chiuso, destinato esclusivamente agli addetti ai lavori, ma come una casa aperta alla comunità, capace di accogliere esperienze differenti e di produrre nuove forme di partecipazione culturale.
L’intervento assume anche un valore simbolico per Napoli. La città, nota nel mondo per la propria tradizione teatrale e musicale, sperimenta un modello nel quale la forza delle arti sceniche viene messa al servizio della giustizia sociale. Il talento non è considerato una qualità da misurare sulla base di standard rigidi, ma una possibilità che può manifestarsi attraverso corpi, voci e sensibilità differenti.
Il progetto della Scuola Elementare del Teatro dimostra che inclusione non significa semplicemente permettere a qualcuno di entrare in uno spazio già definito. Significa modificare quello spazio, i suoi linguaggi e le sue pratiche affinché ogni persona possa partecipare senza essere costretta a cancellare la propria unicità.
La futura casa della Scuola sarà dunque un luogo fisico e, nello stesso tempo, un laboratorio politico e culturale. Qui il teatro potrà continuare a interrogare la realtà, a dare voce a chi viene spesso escluso dalla rappresentazione pubblica e a costruire un’immagine della comunità fondata non sull’omologazione, ma sulla convivenza delle differenze.
La stabilità raggiunta non conclude il percorso iniziato nel 2013. Al contrario, apre una nuova fase. Dopo avere sognato a lungo un luogo sicuro dal quale partire e ripartire, Davide Iodice e la comunità della Scuola Elementare del Teatro potranno finalmente abitare uno spazio pensato per accogliere e far crescere la loro esperienza.
L’Istituto Paolo Colosimo si prepara così a diventare non soltanto la sede di una scuola, ma la casa di un progetto collettivo nel quale cultura, formazione, disabilità, fragilità e politiche sociali si incontrano. Un conservatorio popolare nel significato più profondo del termine: uno spazio pubblico in cui conservare il diritto alla creatività e, attraverso il teatro, immaginare forme più aperte e solidali di cittadinanza.
(foto e video da regione.campania.it/comunicazione/area-stampa)
#IstitutoColosimo #ScuolaElementareDelTeatro #DavideIodice #TeatroNapoli #RegioneCampania #RobertoFico #GaetanoManfredi #WelfareCulturale #InclusioneSociale #Disabilità #TeatroInclusivo #Cultura #Napoli #ArtiDellaScena #ConservatorioPopolare #SudNotizie





