La Campania del gusto, della memoria e delle identità locali si dà appuntamento a Maddaloni per raccontarsi attraverso un libro che non è soltanto una raccolta di ricette, ma un vero manifesto culturale dell’agroalimentare campano. Giovedì 9 luglio 2026, alle ore 18:30, nei nuovi spazi ampliati della scuola di alta formazione Dolce & Salato, sarà presentato Mangiare Campano, il terzo volume firmato a quattro mani dallo chef Giuseppe Daddio e dal maestro pasticciere Aniello Di Caprio, fondatori della scuola e protagonisti da anni di un lavoro di ricerca, formazione e valorizzazione del patrimonio gastronomico regionale.
Il libro nasce come un viaggio accurato dentro le “campanitudini”, parola che restituisce il senso profondo di un’identità fatta di prodotti, riti sociali, memorie familiari, gesti tramandati, racconti orali, consuetudini di tavola e saperi territoriali. Mangiare Campano non si limita a descrivere la cucina della regione, ma prova a ricostruirne l’anima, mettendo al centro la biodiversità, la qualità delle materie prime, il valore delle produzioni certificate e il legame tra cibo, paesaggio e comunità. In questa prospettiva, il volume diventa una guida agroalimentare e insieme un racconto antropologico della Campania, capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità, cucina domestica e alta formazione, memoria popolare e interpretazione professionale.
La presentazione ufficiale si svolgerà in un luogo fortemente simbolico. Dolce & Salato, a Maddaloni, rappresenta da trent’anni un punto di riferimento per l’alta formazione nei settori della cucina, della pasticceria, della panificazione, della pizzeria e dell’ospitalità. I nuovi spazi della scuola, già raccontati come un’evoluzione tecnologica e didattica dell’accademia fondata da Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio, faranno da cornice a un appuntamento che unisce cultura gastronomica, promozione del territorio e visione formativa. La scuola, secondo la presentazione ufficiale, conferma così il proprio ruolo non solo come luogo di apprendimento professionale, ma come laboratorio di identità e innovazione al servizio della filiera agroalimentare campana.
L’incontro sarà aperto da Laura Valente, performing arts specialist e giornalista, che introdurrà i lavori con una riflessione sul tema “Campania Felix: a regola d’arte, il piatto come atto performativo”. Una chiave di lettura che restituisce al cibo la sua dimensione scenica, simbolica e comunitaria: il piatto non come semplice preparazione, ma come racconto, rappresentazione, gesto culturale. Seguiranno i saluti istituzionali di Luigi Riccio, Direttore Generale Politiche Agricole Alimentari e Forestali della Regione Campania, e del sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo, a conferma del rilievo pubblico di un progetto che intreccia editoria, formazione e valorizzazione dei territori.
Nel cuore della presentazione entreranno direttamente gli autori, Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio, insieme a Floriana Schiano Moriello, giornalista enogastronomica, coordinatrice del progetto e autrice della prefazione. Il volume è costruito come un percorso corale che attraversa il paniere agroalimentare regionale e ne restituisce la complessità: dai prodotti DOP e IGP ai circa 610 PAT, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, fino alla frontiera delle De.Co., le Denominazioni Comunali, oggi coordinate attraverso il registro della Regione Campania per tutelare e rendere riconoscibili i micro-patrimoni identitari dei singoli comuni. È proprio in questa mappa di sapori, paesi, pratiche e memorie che il libro trova la sua forza: raccontare la Campania non come un insieme indistinto di eccellenze, ma come un mosaico vivo, stratificato, fragile e prezioso.
Il legame con le radici locali sarà sottolineato anche dalla presenza di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, mentre gli abbinamenti enoici saranno al centro degli interventi di Maria Grazia De Luca e Libero Rillo, curatori della sezione del volume dedicata al dialogo tra piatti e vini campani. Ogni preparazione, infatti, è pensata in relazione ai grandi vini del territorio, selezionati per valorizzare l’enologia regionale e costruire un equilibrio tra gusto, identità e interpretazione contemporanea. Le conclusioni saranno affidate a Maria Carmela Serluca, assessore all’Agricoltura della Regione Campania.
Mangiare Campano è anche il risultato di una stretta sinergia istituzionale con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania e con l’Ufficio di Promozione e Valorizzazione dei prodotti agroalimentari, forestali, della pesca e dell’acquacoltura. Un elemento che rafforza il valore strategico del progetto, pensato per promuovere il territorio attraverso la conoscenza, la narrazione e la cultura professionale del cibo. Il volume non celebra la Campania in modo generico, ma la osserva a partire dalla materia prima: ortaggi, frutta, farine, formaggi, carni, conserve, prodotti del mare, vini e preparazioni che diventano segni concreti di un’identità plurale.
Il percorso enogastronomico costruito da Daddio e Di Caprio alterna ricette ispirate alla memoria locale a interpretazioni creative, nelle quali la contaminazione contemporanea non cancella la tradizione, ma la rende leggibile nel presente. È questa la cifra più interessante del libro: la capacità di trasformare la cucina campana in un racconto dinamico, fedele alle radici ma aperto alla ricerca. La tradizione non viene musealizzata, bensì rimessa in movimento attraverso tecnica, consapevolezza e formazione.
La dimensione visiva e narrativa del volume è affidata a un lavoro collettivo. Le immagini sono firmate dal fotografo Gabriele Scognamiglio, mentre gli approfondimenti dedicati alle specificità dei territori sono stati curati da Sara Daddio e Ludovica Di Rosa. Il progetto editoriale porta la firma di Cerbone Stampa, che accompagna l’opera in una costruzione capace di unire rigore documentario, estetica del racconto e attenzione divulgativa.
La presentazione del 9 luglio a Maddaloni sarà dunque molto più di un appuntamento editoriale. Sarà l’occasione per inaugurare e scoprire i nuovi spazi ampliati di Dolce & Salato, ma soprattutto per riaffermare il ruolo dell’agroalimentare campano come patrimonio culturale, economico e identitario. In un tempo in cui il cibo rischia spesso di essere ridotto a consumo rapido o spettacolo effimero, Mangiare Campano prova a restituirgli profondità: quella della terra, delle comunità, della memoria e del lavoro di chi, ogni giorno, trasforma i prodotti della Campania in conoscenza, racconto e futuro.
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