di Ferdinando Capuozzo
1. La ferita strutturale
In Italia l’evasione fiscale non è solo un problema economico: è una ferita strutturale che incide sulla qualità dei servizi pubblici, sulla fiducia tra cittadini e Stato, e sulla stessa equità del sistema. Non è semplice misurarla, perché per definizione sfugge alle rilevazioni. Eppure, ogni anno una Commissione tecnica del MEF, oggi presieduta dal Prof. Nicola Rossi e composta da studiosi, tecnici dei ministeri, Istat e Banca d’Italia, riesce a stimarne con precisione l’ordine di grandezza, partendo dai dati della contabilità nazionale.
2. Il quadro dell’ombra
Le ultime stime disponibili riguardano il 2023. Il quadro è impressionante: 98,5 miliardi di imposte non versate, cui si aggiungono 11 miliardi di contributi previdenziali. In totale, quasi 110 miliardi di euro che mancano all’appello. Significa che il 17,3% di ciò che dovrebbe essere pagato non viene pagato. In pratica, per ogni 100 euro di tasse dovute, circa 17 Euro vengono evase.
Ma non tutti evadono allo stesso modo. La quota più alta riguarda i redditi da lavoro autonomo e d’impresa: oltre il 60% del dovuto non viene versato. È un dato che non criminalizza una categoria — molti autonomi pagano tutto — ma fotografa un meccanismo: dove non c’è ritenuta alla fonte, la tentazione di “alleggerire” il carico fiscale è più forte. Per IVA e IMU l’evasione si aggira intorno al 20%, mentre per l’IRES delle società è al 17,7%.
| L’IDEA CHIAVE «Se l’evasione scomparisse, si potrebbero ridurre le aliquote fiscali del 17,3%. L’aliquota IRPEF massima, oggi al 43%, scenderebbe a poco più del 35%: un sistema più leggero, più equo, più sostenibile.» |
3. Un destino non immutabile
Per capire l’impatto di queste cifre basta un paragone: 110 miliardi equivalgono a quattro quinti della spesa sanitaria italiana. Se l’evasione scomparisse, potremmo aumentare la spesa sanitaria di quasi l’80%. Eppure, c’è un elemento che spesso sfugge: l’evasione non è un destino immutabile. Dal 2017 al 2022 la quota evasa delle imposte più rilevanti è scesa dal 33% al 26%. Non è un miracolo, ma il risultato di strumenti concreti: fatturazione elettronica, tracciabilità delle transazioni, controlli più mirati.
La fotografia è chiara: l’evasione è enorme, ma può essere ridotta. E ridurla non è solo una questione di gettito: è una questione di giustizia ed equità fiscale, di competitività, di fiducia. È la condizione per un Paese che vuole crescere senza chiedere sempre di più a chi già paga tutto.
