Napoli si prepara a ospitare un confronto di grande attualità su una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo: quella legata all’intelligenza artificiale. Martedì 17 marzo 2026, dalle 16 alle 18, nella Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, in via Portamedina 41, si terrà l’incontro “Noi e l’Intelligenza Artificiale. Affrontare insieme la sfida delle nuove tecnologie”, promosso dalla stessa Arciconfraternita insieme al MASCI Napoli 2, all’Ordine dei Giornalisti della Campania e all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli. L’appuntamento si propone come un momento di riflessione aperta e interdisciplinare sull’impatto economico, sociale, culturale ed etico dell’IA nella vita quotidiana, in una fase storica in cui le nuove tecnologie stanno ridefinendo linguaggi, professioni, relazioni e processi decisionali. L’evento risulta pubblicato sia sul sito ufficiale dell’Arciconfraternita sia sul calendario dell’ODCEC di Napoli.
A rendere particolarmente autorevole il convegno sarà la presenza di Derrick de Kerckhove, sociologo di fama internazionale, direttore scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia e studioso da anni impegnato nell’analisi dei rapporti tra tecnologie, società e democrazia. Il suo intervento aprirà i lavori e offrirà una chiave di lettura ampia sui mutamenti innescati dall’intelligenza artificiale, anche alla luce dei temi affrontati nel suo più recente libro del 2025, L’uomo quantistico. Mente, società, democrazia: dove ci porterà la prossima rivoluzione digitale. Il cuore della sua riflessione, come anticipato dagli organizzatori, riguarda il passaggio da una visione centrata esclusivamente sull’individuo a un paradigma fondato sulle connessioni tra esseri umani, ambiente e sistemi intelligenti, dentro un ecosistema sempre più interdipendente.
L’iniziativa napoletana punta infatti a superare sia gli entusiasmi superficiali sia gli allarmismi automatici, scegliendo invece la strada dell’approfondimento e del dialogo tra saperi diversi. L’intelligenza artificiale non è più soltanto una frontiera tecnologica per addetti ai lavori: entra nel giornalismo, nella scuola, nelle professioni, nella sanità, nella pubblica amministrazione, nelle imprese, nella comunicazione e perfino nella sfera privata, modificando il modo in cui si producono contenuti, si prendono decisioni e si costruiscono relazioni sociali. In questo scenario il convegno vuole offrire strumenti culturali e interpretativi utili per capire non solo che cosa l’IA può fare, ma soprattutto che cosa comporta per la qualità della vita democratica, per il lavoro e per la responsabilità pubblica.
Dopo i saluti istituzionali di Giovanni Cacace, primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, di Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, di Antonio Di Marco, magister della comunità MASCI Napoli 2, e di Matteo De Lise, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, il programma entrerà nel vivo con una serie di interventi pensati per affrontare il tema da prospettive complementari. Il taglio interdisciplinare è uno degli elementi più interessanti dell’appuntamento, perché consente di osservare l’intelligenza artificiale non come fenomeno isolato, ma come leva di trasformazione che attraversa l’economia, la bioetica, la comunicazione e la costruzione dell’informazione.
Tra i relatori ci sarà Francesco Castagna, docente di Economia gestionale all’Università degli Studi di Napoli Parthenope, che concentrerà la sua riflessione sul rapporto tra IA e impresa, tra opportunità di innovazione e rischi organizzativi. In una fase in cui molte aziende stanno integrando strumenti generativi, automazione avanzata e analisi predittiva nei propri processi, il tema appare decisivo: l’intelligenza artificiale può certamente aumentare produttività, efficienza e capacità di lettura dei dati, ma al tempo stesso solleva interrogativi sulla governance, sulla formazione delle competenze, sulla tenuta occupazionale e sulla qualità delle scelte manageriali.
Accanto alla dimensione economica e produttiva emergerà con forza anche quella etica. Lucio Romano, del Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica (CIRB) ed ex senatore della Repubblica, affronterà infatti i profili etici dell’uso dell’IA, un nodo ormai centrale nel dibattito pubblico internazionale. La questione non riguarda soltanto la correttezza degli algoritmi, ma anche la trasparenza, la responsabilità, i possibili condizionamenti nella formazione del consenso, la tutela della persona, il rischio di discriminazioni automatizzate e il rapporto tra innovazione e diritti. Parlare di intelligenza artificiale oggi significa inevitabilmente interrogarsi sul confine tra supporto tecnologico e delega decisionale, tra efficienza e libertà, tra comodità operativa e controllo umano.
Di particolare interesse si annuncia anche l’intervento di Maurizio Avallone, direttore della società Ricerca e Studi Ambientali, che proporrà una relazione dal titolo particolarmente evocativo: “Intelligenza artificiale. Elaborazione di informazioni costruite (non sempre) ad arte!”. Un tema che richiama immediatamente la questione, ormai cruciale, della qualità dei dati, della manipolazione informativa e della costruzione artificiale di contenuti, in un tempo segnato dalla crescente diffusione di testi, immagini e video generati automaticamente. In questo quadro, l’alfabetizzazione digitale non è più una competenza opzionale, ma una condizione necessaria per distinguere il vero dal verosimile, l’attendibile dal costruito, l’analisi dal rumore.
A coordinare l’incontro sarà Francesco Bellofatto, giornalista e docente di “Il digitale nei contesti educativi” presso l’Università Suor Orsola Benincasa, figura che ben rappresenta il punto di contatto tra il mondo dell’informazione e quello della formazione. Ed è proprio questa intersezione uno dei temi di fondo del convegno: l’intelligenza artificiale non interroga soltanto la tecnica, ma anche la capacità educativa della società, la qualità del dibattito pubblico e la maturità con cui cittadini e professionisti sapranno affrontare una rivoluzione che non è più futura, ma già pienamente in corso.
L’incontro ha anche un rilievo formativo concreto. Il convegno è accreditato come evento formativo dall’Ordine dei Giornalisti ed è inoltre in fase di accreditamento presso l’ODCEC di Napoli per il riconoscimento di 2 crediti formativi professionali ai commercialisti partecipanti. Un elemento che conferma la volontà degli organizzatori di trasformare la riflessione sull’IA in un’occasione utile anche per l’aggiornamento professionale, dentro un contesto in cui giornalisti, commercialisti, studiosi, educatori e operatori sociali sono chiamati a confrontarsi con strumenti destinati a incidere sempre di più sul loro lavoro quotidiano. Il calendario dell’ODCEC segnala l’evento per il 17 marzo 2026 nella Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, con attribuzione fino a 2 crediti formativi per i partecipanti.
Più che un semplice seminario divulgativo, quello in programma a Napoli si presenta dunque come un laboratorio civile di consapevolezza. In gioco non c’è soltanto la comprensione di una tecnologia potente, ma la possibilità di costruire un uso condiviso, critico e responsabile dell’intelligenza artificiale, evitando sia la passività di chi subisce il cambiamento sia la presunzione di chi crede che basti adottare strumenti innovativi per governarne automaticamente gli effetti. La sfida delle nuove tecnologie, come suggerisce il titolo stesso dell’incontro, può essere affrontata davvero solo insieme: mettendo in relazione competenze, esperienze e sensibilità diverse, e restituendo centralità all’umano in una stagione in cui il rischio più grande non è l’intelligenza delle macchine, ma la distrazione degli uomini.
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