A Bacoli, nel Cantiere Navale Postiglione, prende forma il ritorno in mare di Joyette, lo yacht in legno progettato da Charles Ernest Nicholson e costruito nel 1907 dai cantieri Camper & Nicholson di Gosport. L’obiettivo è farlo navigare di nuovo nella primavera del 2027, in occasione dell’America’s Cup a Napoli. Accanto al restauro, il gruppo di lavoro sta studiando una possibilità che unisce la storia della barca alle esigenze della navigazione contemporanea: dotarla di una propulsione completamente elettrica da utilizzare quando manca il vento.
A circa un anno dalla presentazione del progetto, gran parte dell’intervento strutturale è stata completata e Joyette ha recuperato la sua forma originaria. Il prossimo passaggio sarà il posizionamento della chiglia. Lo scafo verrà poi sistemato sugli scanni e «messo in bolla», così da assumere l’assetto che avrà in acqua. Solo dopo questa fase il cantiere potrà concentrarsi sugli interni e sugli impianti. Il traguardo resta quello di trasformare lo yacht in un «salotto sul mare» dal quale seguire le regate dell’America’s Cup 2027, ma prima dovrà tornare a essere un’imbarcazione capace di navigare.
Il lavoro è impegnativo anche per le dimensioni e la storia di Joyette. Lo yacht misura 27,15 metri, ha un dislocamento superiore alle 90 tonnellate ed è rimasto fuori dall’acqua per quasi trent’anni. Secondo Stefano Faggioni, responsabile della visione tecnica del progetto, è stata ricostruita quasi interamente la struttura portante, intervenendo sia sugli elementi in legno sia sulle contro-ordinate in acciaio. Circa l’80 per cento del legno è nuovo: una ricostruzione estesa, condotta per conservare le linee disegnate oltre un secolo fa da Nicholson.
Nel cantiere sono impegnati cinque maestri d’ascia e due carpentieri navali. Antonio Pugliese, maestro d’ascia e strutturista navale, racconta che la barca era arrivata in condizioni molto difficili. Sono stati sostituiti, tra gli altri elementi, la ruota di prua, la chiglia, il massiccio, il diritto di poppa e la struttura del calcagno. Carolina Amato, titolare del Cantiere Navale Postiglione, attribuisce alle maestranze del cantiere un ruolo decisivo nei progressi raggiunti finora. Con l’avanzare del restauro entreranno in gioco anche meccanici, elettricisti, idraulici, impiantisti e pittori.
Per Alfredo Amato, riportare Joyette alla navigazione è una sfida legata alla stagione dell’America’s Cup. Il cantiere considera il programma sostanzialmente in linea con i tempi previsti, pur avendo ancora davanti la fase degli impianti e degli allestimenti. È proprio qui che si inserisce l’ipotesi del motore elettrico: il progetto punta a verificare se una barca d’epoca di queste dimensioni possa muoversi, in assenza di vento, usando soltanto l’energia delle batterie.
Lo studio sulla propulsione è affidato a NEO, impresa dell’area flegrea che collabora al progetto anche con strumenti di modellazione e simulazione digitale. I tecnici stanno valutando la capacità delle batterie, la potenza richiesta e la velocità più efficiente. Le verifiche devono tenere insieme autonomia, sicurezza e capacità di governo della barca, tanto nella navigazione di crociera quanto nelle situazioni di emergenza.
Gennaro Russolillo, amministratore di NEO, spiega che il progetto originario prevedeva un motore da 300 cavalli, una potenza che ritiene probabilmente sovradimensionata. Il gruppo sta quindi riesaminando l’intera dinamica propulsiva per trovare un equilibrio tra velocità, consumi e prestazioni. L’elettrificazione, però, è ancora allo studio: occorre definire anche come garantire il governo dello yacht e la disponibilità di energia a bordo. Solo se le verifiche daranno i risultati attesi Joyette potrà navigare a emissioni zero durante l’uso del motore.
Il possibile incontro tra un’imbarcazione del 1907 e la propulsione elettrica è uno degli aspetti più singolari del recupero. Da un lato c’è il lavoro dei maestri d’ascia, chiamati a restituire solidità a uno scafo storico; dall’altro c’è una ricerca tecnica che potrebbe offrire una nuova soluzione per la navigazione delle barche d’epoca. La prossima tappa concreta sarà vedere Joyette nella posizione che avrà in mare. Poi il restauro e lo studio degli impianti dovranno accompagnarla fino all’obiettivo della primavera 2027.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



