Il mestiere del magistrato, tra tradizione giuridica, trasformazione tecnologica e nuove responsabilità istituzionali, sarà al centro dell’incontro promosso giovedì 21 maggio 2026, alle ore 17.30, nella Sala del Mandato dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, in via Portamedina 41 a Napoli, per ricordare Vincenzo Galgano a un anno dalla scomparsa.
L’appuntamento, dal titolo “Il mestiere del magistrato: tecniche, metodi, prospettive nell’era digitale”, nasce come momento di riflessione pubblica e civile sulla funzione della magistratura in una fase storica segnata dall’innovazione digitale, dall’intelligenza artificiale, dalla dematerializzazione degli atti e dalla crescente esigenza di coniugare efficienza, garanzie e tutela dei diritti. A promuoverlo sono l’Arciconfraternita dei Pellegrini e il Cenacolo della Cultura e delle Scienze, che a Galgano ha intitolato la sezione dedicata alla tutela dei diritti e alla protezione dei più deboli. La sede dell’incontro, la Sala del Mandato, è uno degli spazi storici dell’Arciconfraternita, realtà profondamente radicata nella vita religiosa, assistenziale e culturale della città di Napoli.
L’iniziativa si aprirà con i saluti di Giovanni Cacace, primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, e di Luigi Mileto, fondatore e tesoriere del Cenacolo della Cultura e delle Scienze. Seguiranno gli interventi di Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli; Ettore Ferrara, già presidente del Tribunale di Napoli; Antonella Ciriello, consigliere della Corte di Cassazione e capo dipartimento per l’innovazione tecnologica del Ministero della Giustizia; e Gianfranco d’Aietti, già presidente del Tribunale di Sondrio. Le conclusioni saranno affidate ad Aldo Policastro, procuratore generale del Distretto di Napoli, mentre a moderare il dibattito sarà Lucilla Gatt, professore ordinario di Diritto privato all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.
Il tema scelto per ricordare Vincenzo Galgano restituisce il senso di una figura che ha attraversato con autorevolezza stagioni decisive della giustizia italiana. Parlare oggi del mestiere del magistrato significa interrogarsi non soltanto sulle competenze tecniche richieste a chi esercita la giurisdizione o svolge funzioni requirenti, ma anche sul metodo, sull’equilibrio, sulla capacità di ascolto, sull’indipendenza e sulla responsabilità etica che accompagnano ogni decisione giudiziaria. Nell’era digitale, questi interrogativi assumono una nuova centralità: la tecnologia può accelerare i procedimenti, migliorare l’organizzazione degli uffici e rendere più accessibili i servizi, ma non può sostituire il discernimento umano, la cultura delle garanzie e il rapporto profondo tra giustizia e persona.
Il ricordo di Galgano si inserisce proprio in questa prospettiva. Magistrato di lunga e riconosciuta esperienza, fu vice procuratore generale presso la Corte di Cassazione e procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli dal 2002 al 2010. È stato anche primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, ruolo che ne testimonia il legame con una dimensione di servizio non limitata alla funzione giudiziaria, ma estesa alla comunità e alle sue fragilità. La sua scomparsa, avvenuta l’11 aprile 2025, ha suscitato cordoglio nel mondo giudiziario napoletano e nazionale.
Nel percorso professionale di Vincenzo Galgano resta particolarmente significativo anche il riferimento alla condanna di Raffaele Cutolo per l’omicidio di Giuseppe Salvia, direttore del carcere di Poggioreale, una delle pagine più drammatiche della storia criminale campana. Un episodio che richiama la stagione del contrasto alla criminalità organizzata e il ruolo della magistratura nei momenti più difficili della vita democratica del Paese.
La giornata si concluderà con un intermezzo musicale dal titolo Tota Pulchra, dedicato alla Vergine Maria, eseguito da Rosario Cantone alla voce e Marco Palumbo all’organo. Una scelta che aggiunge al momento istituzionale e giuridico una dimensione spirituale e memoriale, coerente con il luogo che ospita l’incontro e con la figura di Galgano, ricordato non solo come magistrato, ma anche come uomo delle istituzioni, della cultura e del servizio.
L’appuntamento del 21 maggio 2026 alla Sala del Mandato diventa così non soltanto una commemorazione, ma anche un’occasione per riflettere sul futuro della giustizia. In un tempo in cui la digitalizzazione modifica linguaggi, strumenti e procedure, il mestiere del magistrato continua a fondarsi su valori che restano essenziali: rigore, indipendenza, responsabilità, umanità e difesa dei diritti.
#VincenzoGalgano, #Magistratura, #GiustiziaDigitale, #Napoli, #ArciconfraternitaDeiPellegrini, #SalaDelMandato, #CenacoloDellaCulturaEDelleScienze, #Diritto, #EraDigitale, #SudNotizie

