L’Italia si prepara ad affrontare una nuova e intensa ondata di caldo africano, la quarta dell’estate 2026. Dopo una breve fase caratterizzata da temporali e da un temporaneo ridimensionamento delle temperature in alcune regioni, l’anticiclone subtropicale tornerà a estendersi dal Nord Africa verso il Mediterraneo occidentale, coinvolgendo progressivamente la Penisola con sole, afa e valori termici molto superiori alle medie del periodo.
Il cambiamento dovrebbe diventare evidente a partire da mercoledì 29 luglio, quando l’alta pressione inizierà a consolidarsi sull’Italia. Il caldo aumenterà inizialmente sulle regioni centrali e settentrionali, per poi estendersi anche al Sud. Secondo le proiezioni riportate dalle principali fonti meteorologiche, entro il fine settimana le temperature massime potrebbero raggiungere localmente i 40 o 41 gradi all’ombra.
La nuova ondata di caldo sarà alimentata da una massa d’aria molto calda proveniente dalle aree subtropicali. Il campo di alta pressione avanzerà da sud-ovest, attraversando prima la Spagna e la Francia meridionale e raggiungendo successivamente l’Italia. Una configurazione che potrebbe collocare il cuore dell’anticiclone proprio tra la Francia e il Nord Italia, determinando anomalie termiche particolarmente marcate sulle regioni centro-settentrionali.
Le temperature potrebbero risultare fino a 7-8 gradi superiori alle medie climatiche stagionali: tra le città potenzialmente più calde figurano Firenze e Terni, dove potrebbero essere raggiunti i 41 gradi. Valori intorno ai 40 gradi vengono indicati anche per Alessandria, Asti, Benevento, Cremona, Ferrara, Lodi, Mantova, Modena, Parma, Piacenza, Prato e Reggio Emilia. A Roma le massime potrebbero oscillare tra 39 e 40 gradi, mentre Milano potrebbe arrivare a 38-39 gradi, avvicinandosi ai propri record storici. Questi valori rappresentano proiezioni meteorologiche e potranno subire variazioni in base alla posizione effettiva dell’anticiclone e alle condizioni locali.
Il caldo più anomalo potrebbe quindi interessare soprattutto il Centro-Nord, anche se temperature elevate saranno possibili praticamente in tutta Italia. In Toscana e nel Lazio il termometro potrebbe già raggiungere i 37-38 gradi nelle prime giornate della fase calda, mentre in Campania e nelle zone interne del Mezzogiorno l’afa dovrebbe intensificarsi progressivamente. La Sicilia potrebbe vivere una fase iniziale più instabile, con temporali localmente intensi e possibili grandinate, prima del ritorno di condizioni più stabili e soleggiate.
Uno degli aspetti più critici sarà rappresentato dalle temperature notturne. In numerose città, soprattutto nei grandi centri urbani e nelle zone interne, le minime potrebbero restare sopra i 25 gradi. Sono le cosiddette notti tropicali, durante le quali edifici, strade e superfici asfaltate non riescono a disperdere il calore accumulato nelle ore diurne. L’elevata umidità potrebbe inoltre far percepire temperature ancora più alte rispetto a quelle effettivamente registrate.
La persistenza del caldo rischia di rendere questa fase più difficile da sopportare rispetto alle precedenti. Il territorio arriva infatti da settimane caratterizzate da temperature elevate, precipitazioni irregolari e periodi di siccità. La vegetazione, le risorse idriche, l’agricoltura e le infrastrutture potrebbero essere sottoposte a ulteriore stress, mentre aumenterà l’attenzione per il pericolo di incendi e per le conseguenze dell’afa sulla popolazione più vulnerabile.
Resta ancora da definire con precisione quanto durerà la nuova ondata di caldo africano. Le indicazioni riportate da RaiNews descrivono un’alta pressione stabile almeno fino al 7-8 agosto, senza escludere un prolungamento nei giorni successivi. Le proiezioni citate da Repubblica indicano invece una fase molto calda estesa almeno fino al 10 agosto. La differenza non rappresenta necessariamente una contraddizione: oltre una determinata distanza temporale, infatti, l’affidabilità delle previsioni diminuisce e la data di conclusione dell’ondata può cambiare con i successivi aggiornamenti dei modelli.
L’estate 2026 potrebbe dunque entrare tra le più calde mai osservate, in particolare per il Centro-Nord. Il confronto con l’estate del 2003 viene già evocato da alcuni meteorologi, ma per stabilire eventuali record sarà necessario attendere i dati definitivi dell’intera stagione. Al momento, ciò che appare più probabile è una fase lunga, con temperature eccezionalmente elevate, forte insolazione e scarso ricambio d’aria.
Nelle giornate più calde sarà importante seguire gli aggiornamenti delle autorità e i bollettini del Ministero della Salute, che classificano il livello di rischio nelle principali città attraverso bollini verdi, gialli, arancioni e rossi. Particolare attenzione dovrà essere riservata agli anziani, ai bambini, alle persone con patologie croniche e a chi lavora all’aperto, evitando per quanto possibile l’esposizione nelle ore centrali della giornata e mantenendo una corretta idratazione.
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