L’ordinanza firmata il 4 novembre 2025 dal sindaco Gaetano Manfredi continua a produrre effetti nonostante il ricorso degli esercenti dei cosiddetti “baretti” del centro storico. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti respinto la richiesta di sospensiva cautelare presentata da un gruppo di operatori commerciali, confermando la piena validità delle misure volute dal Comune per regolamentare la movida tra via Domenico Capitelli, vico Quercia, via Nina Moscati, vico Cisterna dell’Olio e altre aree a forte pressione notturna.
Il decreto monocratico del TAR sottolinea che il danno denunciato dagli esercenti è di natura patrimoniale e non presenta caratteri di “estrema gravità e urgenza”. Di conseguenza, la disciplina introdotta dal Comune — chiusura alle 00.30 nei giorni feriali e alle 1.30 nel weekend, divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e analcoliche per asporto dalle 22 alle 6 — resta pienamente operativa. L’udienza collegiale è stata fissata per il 16 dicembre, ma intanto la città prosegue con il nuovo regime orario.
Come riportato dal quotidiano Il Roma, il TAR ha respinto anche il ricorso cautelare presentato dagli esercenti, confermando integralmente l’impianto dell’ordinanza. Secondo quanto riferito, l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione comunale è trovare un equilibrio tra la legittima vocazione sociale e commerciale delle strade della “movida” e il diritto dei residenti al riposo notturno. Una posizione che l’organo giudicante ha ritenuto, per ora, prevalente rispetto alle contestazioni economiche avanzate dai locali e dai bar del centro storico.
Le associazioni degli esercenti hanno espresso forte preoccupazione: temono un calo di fatturato significativo, la perdita di posti di lavoro e la possibilità che l’ordinanza rappresenti un precedente per ulteriori limitazioni. Dall’altra parte, gruppi di residenti e comitati di quartiere hanno accolto con favore la decisione del TAR, giudicandola un passo avanti verso una convivenza più equilibrata nei vicoli maggiormente interessati dal turismo e dalla vita notturna.
Il dibattito resta acceso: le parti attendono l’udienza del 16 dicembre, quando il TAR deciderà nel merito se confermare definitivamente l’ordinanza o accogliere — in tutto o in parte — le richieste degli esercenti. Al momento, però, il provvedimento resta pienamente valido e in vigore.
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