Napoli torna a interrogarsi sul proprio rapporto con il mare e lo fa con un appuntamento che unisce visione urbana, rigenerazione ambientale e prospettive di sviluppo. Sabato 21 marzo 2026, alle ore 18, nella Sala Rolandi della Lega Navale di Napoli al Molosiglio, è in programma il convegno “Napoli tra mare e città – Bagnoli riparte dal mare”, primo incontro di una rassegna pensata per riportare al centro del dibattito pubblico il valore strategico del mare per il futuro della città. L’iniziativa è ospitata dalla sezione napoletana della Lega Navale Italiana, presieduta dall’avv. Michele Sorrenti, nella sede del Molosiglio, uno dei luoghi simbolici del rapporto tra Napoli e il suo fronte marittimo.
Protagonista del primo appuntamento sarà Diomede Falconio, indicato nel programma come Dino Falconio, Sub Commissario per la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana del SIN Bagnoli-Coroglio, incarico confermato nel 2026 nell’ambito della struttura commissariale che segue uno dei dossier più delicati e decisivi per il futuro urbanistico, ambientale ed economico dell’area occidentale di Napoli. Il suo intervento si annuncia come un momento particolarmente atteso, perché offrirà ai cittadini, agli operatori e agli osservatori del territorio la possibilità di conoscere direttamente lo stato delle attività in corso, le tempistiche di attuazione e soprattutto la prospettiva concreta di trasformazione di un litorale che per decenni ha rappresentato una delle ferite aperte della città.
Il tema è di quelli destinati a incidere profondamente sull’immaginario e sulla vita reale di Napoli. Bagnoli non è soltanto un’area da recuperare, ma un banco di prova per misurare la capacità della città di riconnettersi al proprio mare attraverso una visione moderna, sostenibile e produttiva. Il convegno della Lega Navale di Napoli si inserisce proprio in questo orizzonte: non come semplice occasione informativa, ma come momento di confronto su ciò che potrà diventare uno dei più importanti progetti di rinascita urbana del Mezzogiorno. In questo scenario, il richiamo all’America’s Cup rafforza ulteriormente l’interesse attorno all’evento, anche perché Napoli è stata indicata come sede italiana della 38ª America’s Cup prevista tra la primavera e l’estate del 2027, un appuntamento internazionale che promette di accendere i riflettori mondiali sul golfo partenopeo e sul sistema mare della città.
Nel corso dell’incontro, Diomede Falconio affronterà non solo gli aspetti tecnici e operativi del processo di bonifica e rigenerazione, ma anche le ricadute occupazionali legate al recupero dell’area. Il dato richiamato dagli organizzatori, quello dei settemila potenziali posti di lavoro, offre la misura della posta in gioco: un livello occupazionale che richiamerebbe, almeno simbolicamente, quello dell’ex Italsider, ma in un contesto completamente diverso, fondato non più sull’industria pesante, bensì su un modello di sviluppo integrato, orientato ai servizi, alla valorizzazione ambientale, alla portualità, al turismo, alla nautica, agli eventi internazionali e alle nuove economie urbane. È questo il passaggio più delicato e affascinante del dibattito: comprendere se e come Bagnoli possa davvero ripartire dal mare, trasformando una lunga storia di crisi, abbandono e attese incompiute in un nuovo motore di crescita per Napoli.
Ad aprire il confronto sarà il professor Giulio Zuccaro, ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e responsabile scientifico del centro di competenza della Protezione civile nazionale Plinius. La sua introduzione aggiunge al convegno una cornice scientifica e istituzionale di particolare rilievo, in grado di collegare la riflessione sulla rigenerazione urbana ai temi della sicurezza territoriale, della pianificazione e della sostenibilità. In una città complessa come Napoli, dove il rapporto tra territorio, infrastrutture, rischio ambientale e trasformazione urbana è sempre un equilibrio delicatissimo, il recupero di Bagnoli non può essere letto soltanto come una grande operazione edilizia o paesaggistica, ma come un passaggio strategico che coinvolge visione amministrativa, cultura tecnica e responsabilità pubblica.
Questo primo incontro inaugura una rassegna di tre appuntamenti che la Lega Navale di Napoli dedica alle potenzialità delle aree marittime e costiere del territorio. Il secondo vedrà la partecipazione del professor Edoardo Cosenza, assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Comune di Napoli, chiamato a fare il punto sui lavori in corso in città e, in particolare, sul recupero del Molo San Vincenzo, altro spazio fortemente identitario e simbolico per il rapporto tra Napoli e il suo mare. Il terzo appuntamento sarà invece incentrato su “Strategie e opportunità per la valorizzazione della Marittima Italiana” e avrà come relatore il dottor Riccardo Rigillo, Capo di Gabinetto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare. La rassegna, nel suo complesso, appare dunque come un vero percorso di approfondimento sul ruolo del mare non soltanto come risorsa naturale, ma come leva economica, culturale e sociale.
A sottolineare il senso dell’iniziativa è stato il presidente Michele Sorrenti, che ha evidenziato come ospitare relatori di così alto profilo su temi di interesse cruciale significhi contribuire a sensibilizzare cittadini e decisori pubblici sull’importanza del mare come risorsa naturale, economica e culturale. Un passaggio che coglie il cuore del problema e insieme della sfida: in una regione a forte vocazione marittima come la Campania, rimettere il mare al centro dell’attenzione pubblica vuol dire investire nella conoscenza, nel dialogo tra istituzioni e comunità, nella cooperazione tra competenze differenti e nella valorizzazione di un patrimonio che non è soltanto geografico, ma profondamente identitario. Napoli, in fondo, continua a misurare il proprio destino proprio sulla capacità di tenere insieme città e mare. E Bagnoli, oggi più che mai, rappresenta il luogo dove questa sfida diventa concreta, visibile, urgente.
Il convegno del 21 marzo si presenta così come un appuntamento di grande interesse non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutti coloro che guardano al futuro di Napoli con l’idea che la rigenerazione del territorio passi anche dalla restituzione del mare ai cittadini. In questo senso, la discussione su Bagnoli supera il perimetro locale e assume un valore emblematico: racconta il tentativo di trasformare un’area simbolo della crisi industriale in un laboratorio di rinascita urbana, ambientale e occupazionale. E racconta, soprattutto, una città che prova a tornare protagonista partendo da ciò che più profondamente la definisce: il suo orizzonte marittimo.
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