Giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 16.00 il Museo e Real Bosco di Capodimonte ospita un appuntamento di particolare rilievo culturale e simbolico: Il bisturi dello sguardo. Nicola Samorì alla prova di Capodimonte, incontro dedicato alla mostra Classical Collapse dell’artista Nicola Samorì, con la cura di Stefano Causa, l’introduzione del Direttore Eike Schmidt e la presenza dello stesso artista. L’evento si svolge nella rinnovata Sala Causa, spazio tra i più affascinanti del museo napoletano, riaperto dopo i lavori e nuovamente restituito alla città come luogo di confronto critico tra passato e presente.
La mostra Classical Collapse, prorogata fino al 10 marzo 2026, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi e concettualmente densi del percorso di Nicola Samorì, pittore originario di Forlì noto per il suo dialogo radicale con la tradizione figurativa occidentale. Le sue opere non citano semplicemente i maestri antichi: li attraversano, li feriscono, li scarnificano. Volti, corpi e superfici pittoriche vengono incisi, abrasi, deformati, come se la pittura fosse sottoposta a un intervento chirurgico capace di rivelarne la struttura profonda e, insieme, la fragilità.
Il cuore concettuale del progetto risiede proprio in questa tensione tra attrazione e distruzione, tra omaggio e sabotaggio. Samorì guarda alla storia dell’arte come a un organismo vivente, da esplorare con un “bisturi dello sguardo” che incide l’immagine per metterne a nudo il tempo, la materia e il trauma. A Capodimonte questo processo assume un’intensità particolare: le opere contemporanee dell’artista sono poste in dialogo diretto con alcuni dei grandi maestri del colore conservati nelle collezioni museali, generando un cortocircuito visivo e concettuale che può risultare, come sottolinea Stefano Causa, “vivificante e, per molti, scioccante”.
Classical Collapse non è però una mostra isolata, ma un progetto unitario articolato in due sedi: oltre a Napoli, è ospitato anche presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Curata da Demetrio Paparoni, Alberto Rocca ed Eike Schmidt, l’operazione è stata concepita fin dall’inizio come un ponte ideale tra Nord e Sud, tra istituzioni diverse e tra epoche lontane, ma profondamente interconnesse. In questo dialogo geografico e simbolico, Samorì affronta l’eredità visiva occidentale come un campo di scavo continuo, invitando il pubblico a interrogarsi non solo su cosa vediamo, ma su come guardiamo.
L’incontro del 22 gennaio diventa così un’occasione preziosa per entrare nel laboratorio concettuale dell’artista e comprendere, attraverso la mediazione critica di Stefano Causa, le ragioni profonde di un lavoro che mette in crisi l’idea stessa di bellezza, integrità e conservazione. La presenza di Nicola Samorì consente inoltre un confronto diretto con una delle voci più riconoscibili dell’arte contemporanea italiana, capace di tenere insieme rigore tecnico, profondità storica e radicalità espressiva.
La partecipazione all’incontro è libera fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria via email. La mostra è inclusa nel biglietto del museo, con possibilità di ingresso dedicato, e resta visitabile dal lunedì al sabato negli orari di apertura della Sala Causa. In un tempo in cui il rapporto con la tradizione rischia spesso di ridursi a citazione superficiale o a consumo estetico, Classical Collapse si impone come un’esperienza forte, che chiede allo spettatore di accettare la ferita come forma di conoscenza e la rovina come possibilità di senso.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



