Il Rapporto Pendolaria 2025 di Legambiente, presentato a dicembre, fotografa una situazione critica per il trasporto pubblico locale in Italia, confermando difficoltà strutturali che incidono ogni giorno sulla vita di milioni di pendolari. La ventesima edizione del dossier, punto di riferimento nel dibattito nazionale sulla mobilità, mette in evidenza un sistema che arretra rispetto agli obiettivi europei di sostenibilità, accessibilità e riduzione delle emissioni.
Il dato che emerge con maggiore chiarezza riguarda il sottofinanziamento cronico del settore. Secondo Legambiente, il Fondo Nazionale Trasporti, al netto dell’inflazione, vale oggi circa il 38% in meno rispetto al 2009. Una contrazione che si traduce in meno corse, minori frequenze, manutenzione insufficiente e un progressivo invecchiamento del materiale rotabile. In molte realtà urbane e metropolitane, soprattutto nel Mezzogiorno, il trasporto pubblico non riesce più a garantire continuità e affidabilità, rendendo l’auto privata l’unica alternativa praticabile.
Nel quadro nazionale, il report segnala ancora una volta il caso della Circumvesuviana, indicata come la peggiore linea ferroviaria d’Italia. La rete che collega Napoli con l’area vesuviana e la Penisola Sorrentina viene definita una vera e propria “maglia nera” del trasporto locale. Negli ultimi dieci anni ha perso circa 13 milioni di passeggeri, un dato che testimonia il progressivo allontanamento degli utenti da un servizio percepito come inaffidabile. Ritardi cronici, soppressioni frequenti, convogli obsoleti spesso privi di climatizzazione e stazioni non presidiate rappresentano criticità strutturali ormai consolidate.
Il rapporto sottolinea come la crisi della Circumvesuviana non sia un’anomalia isolata, ma il simbolo di una tendenza diffusa che riguarda numerose linee regionali italiane. Anche in altre aree del Paese, dal Lazio alla Sicilia, passando per alcune tratte lombarde e piemontesi, si registrano problemi analoghi: treni vecchi, investimenti discontinui e una programmazione che fatica a rispondere ai bisogni reali di chi utilizza il servizio ogni giorno per lavoro o studio.
Pendolaria 2025 lega in modo esplicito il tema del trasporto pubblico alla transizione ecologica. Senza un sistema collettivo efficiente, moderno e competitivo rispetto all’auto privata, la riduzione delle emissioni resta un obiettivo irraggiungibile. Legambiente evidenzia la contraddizione tra le strategie dichiarate sulla mobilità sostenibile e le scelte di investimento, spesso orientate verso grandi opere infrastrutturali a scapito del potenziamento del trasporto pubblico ordinario.
Il dossier richiama infine il valore sociale del trasporto pubblico, definendolo un servizio essenziale e un diritto di cittadinanza. Il peggioramento delle condizioni di viaggio incide non solo sull’ambiente, ma anche sull’equità sociale, penalizzando soprattutto studenti, lavoratori e fasce di popolazione che non dispongono di alternative. Il messaggio conclusivo del rapporto è chiaro: senza risorse stabili, rinnovo dei mezzi e una strategia nazionale coerente, il divario tra domanda di mobilità e qualità del servizio è destinato ad ampliarsi.
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