C’è una domanda che attraversa ormai ogni ambito della vita contemporanea, dalla ricerca alla scuola, dalla politica alla comunicazione pubblica: che cosa sta diventando la conoscenza nell’epoca dei dati, degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale? È attorno a questo interrogativo che torna a Napoli il ciclo seminariale “Pensare nell’era del dato”, giunto alla sua terza edizione e dedicato alle trasformazioni prodotte dalle infrastrutture digitali e dai nuovi ecosistemi informativi. L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio sui saperi umanistici del Cnr-Ispf con il supporto della Fondazione Banco di Napoli, si svolgerà da marzo a giugno 2026 con tre incontri aperti al pubblico nella Biblioteca del Cnr-Ispf, in via Porta di Massa 1, a Napoli.
L’appuntamento inaugurale è fissato per martedì 17 marzo 2026 e porterà al centro del confronto il tema “Scienza aperta, infrastrutture e guerra alla conoscenza”. Seguiranno poi il seminario del 13 aprile, dedicato a “Digitale, dati e conoscenza nell’era della sicurezza”, e quello conclusivo del 4 giugno, intitolato “L’influenza sociale nell’era digitale”. Tre date che non compongono soltanto un calendario di incontri, ma disegnano un vero percorso di riflessione su alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: l’accesso al sapere nell’età delle grandi piattaforme, il rapporto tra dati, sicurezza e governance algoritmica, e l’impatto cognitivo e sociale dei sistemi digitali nella formazione delle opinioni pubbliche.
Il valore dell’iniziativa sta proprio nel suo approccio interdisciplinare. A confrontarsi saranno filosofi, storici della scienza, filosofi del diritto, sociologi, neuroscienziati e studiosi dei media digitali, chiamati a leggere insieme un cambiamento che non è semplicemente tecnico, ma culturale, politico e perfino antropologico. La trasformazione in corso, infatti, non riguarda soltanto gli strumenti con cui produciamo e diffondiamo informazioni: investe le condizioni stesse attraverso cui il sapere viene costruito, interpretato, trasmesso e legittimato nello spazio pubblico. È questo il cuore del progetto: capire come cambiano i concetti di autonomia, apprendimento, partecipazione democratica e capacità critica in un mondo sempre più filtrato da piattaforme globali, modelli predittivi e logiche di estrazione dei dati.
A sottolineare la portata di questo passaggio è Leonardo Pica Ciamarra, dirigente di ricerca presso il Cnr-Ispf, che richiama l’attenzione su un mutamento storico capace di ridefinire non solo la sfera tecnologica, ma anche il modo in cui il sapere viene prodotto e condiviso. Negli ultimi anni, l’ingresso dei sistemi di intelligenza artificiale generativa ha accelerato processi già in atto: la concentrazione del potere informativo nelle grandi corporation internazionali, l’opacità dei dati utilizzati per addestrare i modelli, l’espansione delle tecnologie algoritmiche nei campi della sicurezza e della comunicazione pubblica. Secondo questa prospettiva, non si tratta più soltanto di analizzare strumenti nuovi, ma di comprendere un diverso orizzonte di potere, capace di incidere sull’accesso ai dati, sull’immaginario collettivo e persino sulle possibilità decisionali delle persone.
In questo senso, Pensare nell’era del dato si presenta come molto più di una rassegna accademica. Diventa uno spazio di confronto pubblico in cui i saperi umanistici ritrovano una funzione decisiva: quella di interrogare criticamente l’ambiente digitale in cui siamo immersi, facendo emergere le implicazioni etiche, cognitive e politiche spesso oscurate dalla rapidità dell’innovazione. È una sfida particolarmente attuale in una fase storica in cui l’intelligenza artificiale viene spesso raccontata solo come fattore di efficienza o di competitività, mentre sempre più evidente appare la necessità di discuterne i presupposti culturali, le ricadute sociali e le conseguenze sul piano democratico.
L’iniziativa si inserisce inoltre nel solco del progetto BiDH – Biblioteche e iniziative per le Digital Humanities, cofinanziato dalla Fondazione Banco di Napoli, e del progetto MAGIA – Moral Agency between Imitation and Autonomy, legato al programma PRIN 2022. Proprio nell’ambito di questo percorso, nel 2025 era stata realizzata a Napoli la prima postazione pubblica per la creazione di opere umanistiche digitali, un segnale concreto della volontà di connettere ricerca, innovazione e accesso diffuso ai nuovi strumenti della conoscenza.
Significative, in questa prospettiva, anche le parole del presidente della Fondazione Banco di Napoli, Orazio Abbamonte, che lega la missione della Fondazione alla valorizzazione del patrimonio culturale e allo sviluppo sociale del territorio, individuando in seminari come questo un punto d’incontro naturale tra ricerca e intelligenza artificiale, considerate come strumenti di innovazione al servizio della cultura. È un passaggio importante, perché chiarisce come la riflessione sulle tecnologie non debba restare confinata agli addetti ai lavori, ma debba entrare pienamente nel dibattito pubblico, soprattutto in una città come Napoli, dove la tradizione culturale e il bisogno di nuove infrastrutture di conoscenza possono dialogare in modo fecondo.
Il terzo ciclo seminariale assume così un valore che va oltre la singola programmazione. In un’epoca in cui le piattaforme influenzano le percezioni sociali, gli algoritmi orientano l’accesso ai contenuti e i sistemi di IA intervengono sempre più nei processi decisionali, interrogarsi sul sapere significa interrogarsi sulla qualità della cittadinanza democratica. Napoli, con questo percorso promosso dal Cnr-Ispf, si propone ancora una volta come luogo di elaborazione critica, capace di mettere in relazione innovazione tecnologica e pensiero umanistico, ricerca scientifica e responsabilità pubblica. E proprio qui sta l’aspetto più rilevante di Pensare nell’era del dato: ricordare che la vera posta in gioco non è solo comprendere le tecnologie, ma capire quale idea di società, di libertà e di conoscenza vogliamo costruire nel mondo digitale che stiamo già abitando.
#PensareNellEraDelDato #Napoli #CNR #CNRISPF #IntelligenzaArtificiale #DigitalHumanities #ConoscenzaDigitale #Algoritmi #Dati #CulturaDigitale #FondazioneBancoDiNapoli #Seminari #Ricerca #DemocraziaDigitale #sudnotizie

