Il Maggio della Musica conferma la sua vocazione più recente, quella di intrecciare parola, suono e racconto, portando a Villa Pignatelli un appuntamento che unisce letteratura, teatro e musica in una forma essenziale e intensa. Domani alle ore 20.00, nella sede napoletana del Museo Diego Aragona Pignatelli Cortés, debutta a Napoli Il fuoco che ti porti dentro, spettacolo tratto dall’omonimo libro di Antonio Franchini, vincitore del Premio Napoli 2024 per la narrativa. Protagonista della serata sarà Peppe Servillo, accompagnato alla chitarra da Cristiano Califano, in una proposta scenica che lo stesso interprete definisce “teatro di narrazione” e che trova nella semplicità dell’allestimento la propria forza più autentica. Alla serata sarà presente anche Antonio Franchini, autore del romanzo da cui nasce questa originale trasposizione.
Al centro dello spettacolo c’è una storia familiare e insieme civile, privata e collettiva, costruita attorno alla figura di Angela Izzo, donna dal carattere estremo, contraddittorio, ingombrante, capace di incarnare, secondo la materia narrativa di Franchini, molte delle ombre dell’Italia contemporanea: il qualunquismo, il razzismo, il classismo, l’egoismo, il rancore, la mezza cultura peggiore dell’ignoranza. Il fuoco che ti porti dentro diventa così un’indagine sulle passioni, sugli odi, sulle deformazioni del carattere e sulle ferite del rapporto madre-figlio. La forma si avvicina alla commedia, ma il contenuto appartiene alla tragedia: un equilibrio difficile, affidato alla voce, al corpo e all’intelligenza interpretativa di Peppe Servillo, capace di muoversi tra italiano e napoletano con naturalezza, autorevolezza e senso teatrale.
La scena, volutamente spoglia, lascia spazio alla parola. Il racconto si sviluppa attraverso le diverse età della vita di Angela Izzo, dall’infanzia alla giovinezza, dalla maturità al declino, e soprattutto attraverso il rapporto con il figlio, nodo emotivo e narrativo dell’opera. È proprio questa trasformazione parallela dei personaggi ad aver colpito Servillo, che individua nell’evoluzione inattesa della protagonista e del figlio uno degli elementi più affascinanti del libro. Il risultato è un viaggio teatrale nel quale l’eccesso, l’ironia, la durezza e la malinconia convivono senza annullarsi, restituendo allo spettatore una figura femminile disturbante e memorabile, mai ridotta a semplice caricatura.
A sostenere questa architettura narrativa interviene la musica di Cristiano Califano, chitarrista, compositore e arrangiatore, che accompagna Servillo con una presenza discreta ma decisiva. Le note della chitarra non funzionano come semplice sottofondo, ma come punteggiatura emotiva del racconto, una seconda voce che dialoga con la recitazione e ne amplifica le sfumature. Nel corso dello spettacolo emergono anche brani citati nel libro, tra cui M’aggia cura’, Zappatore e Lazzarella, più recitati che cantati, secondo una modalità che conferma la natura ibrida del progetto: non concerto, non lettura tradizionale, non teatro musicale in senso stretto, ma un racconto con musica in cui ogni elemento concorre alla costruzione di una memoria viva.
La presenza di Peppe Servillo aggiunge ulteriore rilievo all’appuntamento. Cantante, autore e attore, Servillo ha attraversato con coerenza mondi diversi, dalla musica d’autore al cinema, dal teatro di prosa al reading musicale. Con gli Avion Travel, di cui è stato voce e frontman, ha vinto il Festival di Sanremo nel 2000 con Sentimento; al cinema ha lavorato con registi come Mimmo Calopresti, Fabrizio Bentivoglio, John Turturro, Manetti Bros. e Claudio Santamaria; in teatro ha condiviso il palcoscenico con il fratello Toni Servillo in lavori come Sconcerto, Le voci di dentro di Eduardo De Filippo e La parola canta. Il suo percorso artistico, sempre sospeso tra parola e musica, rende particolarmente naturale l’approdo a un progetto come Il fuoco che ti porti dentro, dove il canto diventa quasi recitazione e la recitazione conserva una profonda musicalità.
Anche Cristiano Califano porta nello spettacolo una biografia artistica ricca e trasversale. Diplomato in chitarra classica al Conservatorio di Avellino, suona chitarra battente, acustica, elettrica e bouzouki, e ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Massimo Ranieri, Eugenio Bennato, Carlo Faiello, Patrizio Trampetti, Marcello Colasurdo e molti altri. In Il fuoco che ti porti dentro firma anche il brano strumentale Vedersi in un sogno, che contribuisce a dare allo spettacolo un tono sospeso, elegante, capace di accompagnare senza sovrastare la densità della narrazione.
L’appuntamento di Villa Pignatelli si inserisce nella stagione del Maggio della Musica, rassegna che continua a valorizzare luoghi storici della città di Napoli attraverso proposte capaci di dialogare con pubblici diversi. Dopo questo secondo appuntamento, il programma proseguirà giovedì 7 maggio, sempre alle ore 20.00, con MARIM-BACH, protagonista Simone Rubino alle percussioni, su musiche di Monteverdi, Sartorio, Vivaldi e J.S. Bach. Ma la serata con Peppe Servillo, Cristiano Califano e Antonio Franchini rappresenta uno dei momenti più significativi della rassegna: un incontro tra letteratura contemporanea, canzone napoletana, teatro civile e memoria personale, nel segno di una Napoli che continua a riconoscersi nella forza della parola detta, cantata, evocata.
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(foto si Stefano Cioffi fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
