Napoli accoglie la prima presentazione assoluta di Posidonia, il nuovo romanzo di Elisabetta Montaldo, pubblicato da Giannini Editore nella collana Romanzi dai Cinque Continenti. L’appuntamento è in programma lunedì 8 giugno, alle ore 17, alla Casa del Cinema, in via Cisterna dell’Olio 46, nel cuore della città, e si annuncia come un incontro in cui letteratura, memoria familiare, cinema muto e storia del teatro italiano si intrecciano in un racconto dal forte valore culturale.
L’evento non sarà soltanto la presentazione di un libro, ma anche l’occasione per riportare al centro dell’attenzione una figura affascinante e a lungo rimasta ai margini della memoria pubblica: Vera Vergani, grande attrice degli anni Venti, protagonista delle scene teatrali e cinematografiche italiane, nonché nonna dell’autrice. A lei Elisabetta Montaldo dedica una parte essenziale del proprio immaginario narrativo, trasformando la memoria privata in materia romanzesca e restituendo al pubblico una donna complessa, moderna, fragile e potentissima.

Dopo i saluti di Giulia Giannini per Giannini Editore, l’autrice dialogherà con la giornalista Natascia Festa, autrice della voce dedicata a Vera Vergani per il “Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia” di Treccani, diretto da Emma Giammattei. A moderare l’incontro sarà Tiuna Notarbartolo, giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante, in un confronto che promette di attraversare non solo la genesi del romanzo, ma anche il significato più ampio di un recupero culturale che riguarda il teatro, il cinema, la memoria femminile e la storia italiana del Novecento.
A rendere ancora più prezioso l’appuntamento sarà la proiezione straordinaria del film muto La paura di amare, interpretato proprio da Vera Vergani. Si tratta di un recupero di grande interesse storico: l’opera rappresenta infatti l’unica pellicola restaurabile tra gli oltre quaranta film interpretati dall’attrice. Diretta da Roberto Roberti, padre di Sergio Leone, e sceneggiata dal drammaturgo Dario Nicodemi, all’epoca legato sentimentalmente e artisticamente alla Vergani, la pellicola è stata a lungo considerata dispersa, anche a causa del deterioramento dei materiali e dei mutamenti culturali e politici legati all’avvento del fascismo.
Il ritrovamento presso la Cineteca di Città del Messico e il successivo percorso di restauro hanno permesso a La paura di amare di tornare visibile, restituendo agli studiosi e agli appassionati una testimonianza rara del cinema muto italiano. Dopo un primo restauro conservativo, sostenuto dalla Fondazione Cineteca di Bologna in occasione del festival Il Cinema Ritrovato, il film conosce ora una nuova vita grazie a un progetto promosso dalla stessa Elisabetta Montaldo, con il sostegno della Cineteca di Bologna e del Marina di Procida.
La nuova edizione del film è stata rimontata da Artemide Alfieri in una versione più agile, stringata e dinamica, pensata per restituire al pubblico contemporaneo la forza espressiva di un’opera nata in un’epoca profondamente diversa. A impreziosire questa rinascita cinematografica è la colonna sonora originale composta ed eseguita al pianoforte dal musicista Diego Pagano Coresa, che accompagna le immagini mute con una sensibilità nuova, capace di creare un ponte tra il passato e il presente.
Il romanzo Posidonia si presenta come un’opera dalla struttura narrativa inusuale, costruita attraverso le voci in prima persona dei due protagonisti, Vera e Leonardo. Entrambi sono ispirati a figure realmente esistite, ma vengono reinventati dalla scrittura di Elisabetta Montaldo in una dimensione letteraria intima e potente. Vera è una celebre attrice degli anni Venti, donna capace di guidare la propria compagnia teatrale e di contribuire al rinnovamento dello stile scenico italiano, portandolo anche oltre i confini nazionali. Leonardo è invece un comandante di mare, uomo delle grandi navi e delle “città galleggianti”, emblema di un’epoca segnata dal progresso, dai viaggi transoceanici, dall’avventura e dalla fiducia nella modernità.
È proprio il mare, elemento simbolico e narrativo centrale, a far incontrare Vera e Leonardo e a unire i loro destini. Dalla casa di Procida, Vera ripercorre la propria esistenza tra palcoscenici, oceano, successi, contraddizioni e colpe, senza rifugiarsi in una memoria consolatoria. Il romanzo diventa così una confessione lucida, talvolta spietata, in cui il passato non viene idealizzato ma interrogato, riportato alla luce attraverso il filtro della distanza, dell’amore, del rimpianto e della consapevolezza.
Lo sfondo storico di Posidonia è quello degli anni ruggenti, un tempo attraversato da tensioni sociali, migrazioni, scoperte scientifiche, rivoluzioni artistiche e trasformazioni del costume. Nel romanzo affiorano il futurismo, i grandi transatlantici, i Ballets Russes e le figure che hanno segnato l’immaginario del primo Novecento, da Guglielmo Marconi ad Arturo Toscanini, da Eleonora Duse alla giovane Anna Magnani, da Luigi Pirandello a Gabriele D’Annunzio. In questo paesaggio storico e culturale, la vicenda individuale dei protagonisti si apre a una dimensione più ampia, diventando il racconto di un’epoca in bilico tra slancio modernista e inquietudine profonda.
Elisabetta Montaldo, scrittrice, pittrice e costumista, è profondamente legata all’isola di Procida, luogo che nel romanzo assume un valore non soltanto geografico ma anche emotivo e simbolico. La sua carriera nel cinema l’ha vista firmare i costumi di numerosi film italiani e internazionali, tra cui I cento passi, La meglio gioventù e I demoni di San Pietroburgo, ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui due David di Donatello e due Ciak d’Oro. Accanto all’attività cinematografica, ha collaborato con Giuliano Montaldo a diverse opere liriche per l’Arena di Verona, lo Stadio Olimpico e la città di Tokyo, consolidando un percorso artistico trasversale tra cinema, teatro, letteratura e arti visive.
Con Posidonia, Elisabetta Montaldo compie un gesto letterario audace: non si limita a raccontare la nonna, ma prova a incarnarne la voce, a immaginarne i pensieri, a restituirne le ombre e la grandezza. Il risultato è un romanzo che intreccia biografia, invenzione narrativa e ricostruzione storica, offrendo al lettore un viaggio dentro una stagione cruciale della cultura italiana e dentro il destino di una donna che seppe vivere la scena come spazio di libertà, autonomia e trasformazione.
La presentazione napoletana di Posidonia e la proiezione di La paura di amare assumono dunque il valore di un doppio ritorno: quello di un romanzo che riapre il dialogo con il passato e quello di un film ritrovato che restituisce immagine e presenza a Vera Vergani. Alla Casa del Cinema di Napoli, letteratura e cinema si incontrano per ridare voce a una protagonista del Novecento, in un evento che parla di memoria, arte, identità femminile e patrimonio culturale da riscoprire.
Scheda libro
Titolo: Posidonia
Autrice: Elisabetta Montaldo
Editore: Giannini Editore
Collana: Romanzi dai Cinque Continenti
Pagine: 285
Prezzo: 18,00 euro
www.casacinemanapoli.it
www.gianninieditore.it/
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
