In Campania i prezzi dei carburanti mostrano un andamento stabile ma ancora su livelli elevati rispetto allo scorso anno. Le ultime rilevazioni indicano una benzina self compresa tra 1,715 e 1,719 euro al litro, mentre il gasolio si mantiene intorno a 1,673 euro al litro, un dato che conferma come la differenza tra i due carburanti continui a ridursi rispetto al passato. Il GPL rimane il più conveniente e anche il più stabile, oscillando intorno a 0,639 euro al litro, una cifra che riflette l’assenza di pressioni fiscali significative e una minore esposizione alle dinamiche internazionali del greggio. Questi valori rispecchiano una situazione che, pur non caratterizzata da rialzi improvvisi, non lascia intravedere margini di forte ribasso nel breve periodo.
Le ragioni alla base dell’andamento dei prezzi nella regione sono molteplici. Da un lato influisce la struttura fiscale italiana, nella quale accise e IVA rappresentano una parte molto consistente del costo finale del carburante. Per la benzina e il gasolio queste componenti pesano quasi quanto la materia prima, e ogni variazione delle politiche fiscali incide immediatamente sui prezzi alla pompa. Dall’altro lato c’è il mercato internazionale del petrolio, ancora segnato da instabilità dovute a tensioni geopolitiche e oscillazioni del cambio euro/dollaro. Ogni variazione nelle quotazioni del Brent o nei margini di raffinazione si riflette prontamente nelle medie regionali, includendo la Campania.
È proprio osservando questi segnali che diventa possibile immaginare come i prezzi potrebbero muoversi a partire da gennaio 2026. Le simulazioni più prudenti indicano che, in assenza di shock geopolitici o fiscali, la benzina potrebbe stabilizzarsi tra 1,75 e 1,80 euro al litro, mentre il gasolio potrebbe attestarsi tra 1,70 e 1,75 euro al litro, mantenendo una dinamica simile a quella attuale, benché soggetta a possibili rialzi. Il GPL, invece, dovrebbe continuare a rimanere su livelli più contenuti, intorno ai 0,64–0,67 euro al litro, salvo imprevisti legati ai costi industriali.
L’ipotesi più preoccupante riguarda invece gli scenari in cui intervengano aumenti delle accise o tensioni energetiche in area OPEC. Un ritocco fiscale, anche minimo, o un rialzo improvviso del prezzo del petrolio potrebbe spingere la benzina oltre 1,85 euro al litro e il gasolio oltre 1,80 euro al litro, con ripercussioni sulla mobilità privata e soprattutto sulla logistica e sul trasporto commerciale, già provati dal riallineamento fiscale avvenuto negli ultimi due anni. Il GPL, pur meno soggetto a questi fenomeni, potrebbe comunque subire aumenti marginali legati all’incremento dei prezzi industriali e alla domanda stagionale.
La percezione generale è che il 2026 inizierà con un quadro non dissimile da quello attuale. Senza un intervento sulle accise o una discesa significativa del costo del petrolio, i prezzi potrebbero restare su livelli alti, con oscillazioni più che altro stagionali. Le famiglie campane si trovano quindi a monitorare con maggiore attenzione la scelta dei distributori, privilegiando spesso le pompe “no logo” e gli orari più convenienti, mentre le flotte aziendali stanno iniziando a valutare conversioni verso GPL o soluzioni ibride per contenere i costi.
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