Un banco di prova strategico per la futura Internet quantistica, capace di coniugare ricerca avanzata, sicurezza nazionale e sviluppo industriale: è il Quantum Internet Testbed, presentato all’Università degli Studi di Napoli Federico II come open lab unico nel suo genere in Italia e tra i pochissimi in Europa. L’infrastruttura nasce per testare, sviluppare e validare tecnologie destinate a rivoluzionare il modo in cui dati, sistemi e computer quantistici comunicheranno tra loro, aprendo scenari inediti per la cybersicurezza, il calcolo distribuito e i servizi critici.
Il laboratorio è guidato dai professori Angela Sara Cacciapuoti e Marcello Caleffi, direttori del Quantum Internet Research Group, e si configura come una piattaforma aperta al mondo accademico e alle imprese, concepita fin dall’origine per favorire il trasferimento tecnologico e la creazione di un ecosistema industriale competitivo. Al centro del Testbed c’è la possibilità di sperimentare reti quantistiche basate su entanglement e quantum repeaters, capaci di coesistere con il traffico dati classico e di supportare comunicazioni ultra-sicure attraverso soluzioni di Quantum Key Distribution (QKD) senza trusted nodes, uno degli elementi più delicati e strategici per la protezione delle infrastrutture critiche del Paese.
Durante la presentazione, il Rettore Matteo Lorito ha sottolineato come la Quantum Internet rappresenti un nuovo paradigma delle comunicazioni, destinato ad avere un impatto sistemico su industria, servizi pubblici e sicurezza. L’aspetto forse più significativo, ha evidenziato, è però quello formativo: il laboratorio opera all’interno di un’università pubblica e vede protagonisti giovani ricercatrici e ricercatori che acquisiscono competenze avanzate, oggi tra le più richieste a livello internazionale, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario tecnologico globale.
Il Quantum Internet Testbed non è solo un ambiente sperimentale per la crittografia quantistica. Come ha spiegato Angela Sara Cacciapuoti, la piattaforma consente anche di mettere in interconnessione due o più computer quantistici, aprendo la strada a nuove architetture di quantum computing distribuito. Proprio la connettività mediata dai quanti potrebbe diventare la chiave per superare gli attuali limiti di scalabilità dei computer quantistici e sfruttarne appieno il potenziale.
Realizzato grazie ai fondi del PNRR e alla collaborazione con la Fondazione RESTART, il laboratorio è stato progettato con tecnologie pronte per l’adozione industriale: apparati in formato rack, architetture pensate per ambienti operativi reali e un software di controllo proprietario sviluppato interamente a Napoli. Come ha evidenziato Marcello Caleffi, questa scelta consente l’integrazione multi-vendor e multi-operatore e riflette la natura aperta e federata della futura Internet quantistica, rafforzando al tempo stesso l’autonomia strategica nazionale ed evitando dipendenze tecnologiche da singoli fornitori.
La prorettrice Angela Zampella ha rimarcato come il Testbed non sia solo un’infrastruttura fisica, ma un catalizzatore di competenze pluridisciplinari, fondamentali per una formazione avanzata realmente trasferibile al mondo industriale. In questa prospettiva, il laboratorio diventa un ponte tra ricerca di frontiera, imprese e territorio.
La presentazione si è svolta nell’ambito del workshop “Towards a National Quantum Internet Infrastructure”, che ha visto il confronto tra università, istituzioni e grandi player industriali. In apertura sono intervenuti, tra gli altri, Fabio Villone, Fabrizio Lobasso ed Eva Spina, mentre il Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, in un videomessaggio, ha invitato a utilizzare il Quantum Internet Testbed come piattaforma nazionale di apprendimento, affinché i risultati della sperimentazione diventino standard e buone pratiche condivise. Secondo Butti, la sfida principale è costruire un linguaggio comune tra fisici, ingegneri, operatori di rete e legislatori, per dare vita a una comunità quantistica italiana capace di lavorare in una prospettiva europea.
Le tavole rotonde della giornata hanno affrontato il tema della costruzione di un ecosistema nazionale per le comunicazioni quantistiche, il passaggio dalla ricerca alle imprese e la creazione di servizi quantistici per il territorio, con il contributo di aziende leader nei settori aerospazio, telecomunicazioni, cybersecurity e deep tech. A chiudere, anche una riflessione interdisciplinare sul linguaggio e i concetti fondativi del pensiero scientifico, a conferma della natura culturale, oltre che tecnologica, della rivoluzione quantistica.
Con il Quantum Internet Testbed, Napoli e l’Università Federico II si candidano così a diventare un nodo centrale della futura infrastruttura quantistica italiana ed europea, dimostrando come innovazione, formazione e autonomia tecnologica possano procedere insieme.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
