La Cappella del Tesoro di San Gennaro ritrova uno dei suoi elementi più preziosi e identitari: il pavimento marmoreo realizzato da Cosimo Fanzago, restaurato integralmente per la prima volta nella sua storia. L’intervento, svelato al pubblico a Napoli il 18 giugno 2026, rappresenta un passaggio di grande valore artistico, religioso e civile, perché restituisce alla città e ai visitatori uno spazio centrale della devozione napoletana in una luce nuova, più leggibile, più armoniosa, più vicina alla sua originaria magnificenza barocca.
Il restauro è stato promosso dalla Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro in vista del cinquecentesimo anniversario della fondazione della Cappella, previsto nel 2027, ed è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Deloitte. Non si tratta soltanto di un intervento tecnico su una superficie marmorea di straordinario pregio, ma di un’operazione culturale che si inserisce in un percorso più ampio di tutela, valorizzazione e trasmissione di uno dei luoghi simbolo della storia di Napoli. La Cappella, custodita nel cuore del Duomo, non è infatti un semplice spazio monumentale: è il luogo in cui arte, fede, memoria collettiva e identità urbana si fondono in un racconto che attraversa quasi cinque secoli.
All’evento di presentazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali, a testimonianza del rilievo pubblico dell’intervento. Tra i presenti Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Barbara Balbi, funzionaria restauratrice della Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Maria Alessandra Risolo, Direttore Tecnico di R.O.M.A. Consorzio, Guido Borsani, Presidente della Fondazione Deloitte, Mariano Bruno, Deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro, e Vincenzo De Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro.
Per Guido Borsani, Presidente della Fondazione Deloitte, il progetto conferma l’impegno della Fondazione nel sostegno alla cultura e ai beni culturali, considerati ambiti prioritari di intervento. Il restauro del pavimento della Cappella di San Gennaro, ha sottolineato, rientra in un percorso portato avanti da anni sul territorio nazionale e assume un’importanza particolare per il valore del bene coinvolto. La Cappella di San Gennaro non è soltanto un luogo profondamente caro ai napoletani, ma un autentico gioiello architettonico e storico-artistico di rilievo nazionale, da preservare e valorizzare per le generazioni future.
Il significato dell’intervento è stato evidenziato anche da Mariano Bruno, Deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro, che ha inserito il restauro in una più ampia collaborazione tra la Deputazione di San Gennaro e diversi attori del Terzo settore. Una collaborazione che non riguarda soltanto il contributo economico, ma anche la diffusione, la protezione e la valorizzazione del Tesoro di San Gennaro e del culto del Santo Patrono. Il progetto giunge in prossimità di una ricorrenza storica fondamentale: il 13 gennaio 1527, quando gli Eletti della città stipularono il celebre Patto con San Gennaro, impegnandosi a edificare una cappella in suo onore affinché proteggesse Napoli dai flagelli che la minacciavano.
Il restauro ha interessato per la prima volta l’intera superficie marmorea del pavimento della Cappella. L’intervento, durato otto mesi, è stato progettato da Giuseppe Giordano, avviato sotto la sua guida e poi proseguito sotto la direzione tecnica di Alessandra Risolo e quella operativa di Melina Pagano di R.O.M.A. Consorzio. Il lavoro è stato condotto con tecniche conservative avanzate e secondo elevati standard di qualità, attraverso operazioni di pulitura, rimozione di stuccature incongrue, consolidamento della superficie marmorea, integrazioni con tarsie marmoree e protezione finale mediante cere microcristalline.
La complessità del restauro ha richiesto continui adattamenti in corso d’opera, in equilibrio tra rigore conservativo ed esigenze pratiche di cantiere. Il risultato è un pavimento restituito alla sua forza visiva e simbolica, capace di raccontare, anche attraverso la materia, secoli di storia, devozione e arte. Ogni lastra, ogni tarsia, ogni superficie recuperata contribuisce a ricomporre l’immagine complessiva di un luogo che appartiene alla città e al mondo, perché il culto di San Gennaro è da sempre un ponte tra Napoli, la sua storia e l’immaginario internazionale legato alla sua identità.
La Cappella del Tesoro di San Gennaro nasce da un patto solenne tra il popolo napoletano e il suo Santo. Il 13 gennaio 1527, sull’altare maggiore del Duomo di Napoli, gli Eletti della Città sottoscrissero con atto rogato dal notaio Vincenzo De Bossis l’impegno a costruire una cappella dedicata a San Gennaro, invocato come protettore contro peste, guerre ed eruzioni del Vesuvio. Da quel gesto nacque uno dei massimi capolavori del barocco napoletano, un luogo in cui la fede popolare si è tradotta in arte, architettura, committenza civile e memoria storica.
Tra le meraviglie custodite nella Cappella, due opere rappresentano il cuore della devozione: il busto angioino e la teca con le reliquie del Santo. Il prodigio della liquefazione del Sangue resta il segno più profondo del rapporto tra Napoli e San Gennaro, un rapporto unico, fatto di attesa, speranza, identità e appartenenza. A custodire da quasi cinquecento anni il Tesoro e le reliquie è la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, istituzione che continua a svolgere un ruolo centrale nella tutela di questo patrimonio.
Il restauro del pavimento assume quindi un valore che va oltre la dimensione artistica. È un gesto di restituzione alla comunità, un investimento sulla memoria e una scelta di responsabilità verso un bene che appartiene alla storia culturale italiana. In un momento in cui Napoli si prepara a una nuova stagione di visibilità internazionale, anche in relazione alla prossima America’s Cup, la Cappella restaurata diventa un simbolo della capacità della città di custodire il proprio passato e, al tempo stesso, di presentarlo al mondo con rinnovata consapevolezza.
La rinascita del pavimento di Cosimo Fanzago non è soltanto il recupero di una superficie monumentale, ma la riapertura di uno sguardo. Restituire splendore alla Cappella del Tesoro di San Gennaro significa rinnovare il legame tra Napoli e il suo Santo Patrono, tra arte e devozione, tra patrimonio e futuro. È un intervento che illumina uno dei tesori più importanti della città e conferma come la tutela dei beni culturali sia una forma concreta di cura della memoria collettiva.
#CappellaDelTesoroDiSanGennaro, #SanGennaro, #Napoli, #DuomoDiNapoli, #TesoroDiSanGennaro, #CosimoFanzago, #Restauro, #ArteBarocca, #BeniCulturali, #PatrimonioCulturale, #FondazioneDeloitte, #SudNotizie
Sito ufficiale Tesoro di San Gennaro: tesorosangennaro.it
Fondazione Deloitte: deloitte.com
(foto di Francesco Squeglia e Beatrice della Volpe fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





