Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale italiana. A ufficializzare la scelta è stato il presidente della FIGC Giovanni Malagò, che ha indicato nell’allenatore marchigiano il profilo più adatto per guidare la ricostruzione azzurra. Al suo fianco ci sarà Claudio Ranieri, chiamato a ricoprire il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia. Una coppia di grande esperienza, personalità e conoscenza del calcio internazionale, alla quale viene affidato il compito di riportare stabilità e competitività all’interno della Nazionale.
Secondo quanto riportato da SportMediaset, l’annuncio è arrivato al termine del Consiglio federale del 28 luglio 2026, dopo giorni particolarmente intensi e caratterizzati da candidature, ripensamenti e cambiamenti nell’organigramma tecnico. Malagò ha spiegato di aver scelto personalmente Mancini, definendolo la soluzione migliore possibile in una fase nella quale il tempo a disposizione era sempre meno e la Federazione aveva bisogno di assumere una decisione netta. La nomina è stata condivisa con Ranieri, che ha accettato di assumere la guida tecnica e organizzativa del Club Italia.
Il ritorno di Roberto Mancini rappresenta inevitabilmente una delle notizie più significative degli ultimi anni per il calcio italiano. Il tecnico aveva già guidato la Nazionale dal 2018 al 2023, contribuendo alla rinascita di un gruppo reduce dalla mancata qualificazione ai Mondiali del 2018. Durante quella prima esperienza aveva costruito una squadra riconoscibile, coraggiosa e tecnicamente propositiva, culminando nel successo agli Europei disputati nel 2021. La vittoria continentale aveva riportato entusiasmo tra i tifosi e restituito prestigio internazionale alla maglia azzurra.
Quella storia si era però conclusa nell’estate del 2023 con un addio improvviso, seguito dall’esperienza sulla panchina dell’Arabia Saudita. Una separazione che aveva lasciato polemiche e interrogativi ma che, come riferisce l’ANSA, è stata attentamente valutata prima della nuova nomina. Malagò ha sottolineato l’importanza delle scuse presentate da Mancini, considerate un passaggio fondamentale per ricostruire il rapporto con l’ambiente azzurro e aprire un nuovo capitolo professionale.
La scelta non riguarda soltanto la panchina. La presenza di Claudio Ranieri come direttore tecnico evidenzia la volontà della Federazione di costruire una struttura più solida e autorevole. L’ex allenatore di Roma, Juventus, Inter, Napoli, Chelsea e Leicester porterà nel Club Italia la propria esperienza nella gestione dei gruppi, la capacità di affrontare situazioni complesse e una credibilità riconosciuta in tutto il mondo del calcio.
Il trionfo ottenuto da Ranieri alla guida del Leicester nella Premier League 2015-2016 resta una delle imprese più sorprendenti nella storia dello sport moderno. La sua carriera, tuttavia, non è fatta soltanto di risultati: il tecnico romano è sempre stato apprezzato per equilibrio, stile, capacità comunicativa e attenzione ai rapporti umani. Caratteristiche che potranno rivelarsi decisive nella ricostruzione dell’identità azzurra e nel coordinamento tra la Nazionale maggiore e le selezioni giovanili.
Stando alla ricostruzione proposta da SportMediaset, il nuovo assetto nasce dopo una fase particolarmente movimentata. Prima del ritorno di Mancini, la Federazione aveva raggiunto un’intesa con Andrea Pirlo, candidatura successivamente fermata dallo stesso Malagò per ragioni di opportunità. Il presidente della FIGC ha dichiarato di essersi assunto personalmente la responsabilità della decisione, facendo riferimento anche alla questione relativa al contratto che legava l’ex centrocampista a una società russa.
Il cambio di direzione ha contribuito alla separazione da Paolo Maldini e Leonardo, coinvolti inizialmente nel progetto di riorganizzazione del settore tecnico federale. Come riportato ancora da SportMediaset, Malagò ha escluso l’esistenza di uno scontro personale, descrivendo l’addio come una separazione avvenuta senza polemiche. Il presidente ha inoltre riconosciuto a entrambi un comportamento corretto, schietto e professionale durante i confronti avvenuti nei giorni precedenti alla decisione definitiva.
Tra i nomi presi in considerazione per la panchina era emerso anche quello di Antonio Conte, allenatore dalla storia e dal curriculum importanti. Il presidente federale ha confermato di avere un ottimo rapporto con lui, ma ha spiegato che le condizioni attuali richiedevano valutazioni differenti rispetto al passato. La scelta è quindi ricaduta su Mancini, che avrebbe manifestato una significativa disponibilità anche dal punto di vista economico, accettando di confrontarsi con le possibilità e con il budget della Federazione.
Anche Ranieri, secondo quanto riferito dall’ANSA, avrebbe mostrato grande sensibilità nella discussione degli aspetti contrattuali. I dettagli economici dell’accordo non sono stati resi pubblici, ma la disponibilità dimostrata dai due tecnici viene considerata un segnale di responsabilità e di forte motivazione nei confronti del progetto azzurro. La presentazione ufficiale di Roberto Mancini e Claudio Ranieri è stata fissata per il 29 luglio alle ore 18.
La collaborazione tra i due dovrebbe prevedere una chiara divisione dei compiti. Mancini sarà responsabile della gestione tecnica della Nazionale maggiore, delle convocazioni, del lavoro sul campo e delle scelte tattiche. Ranieri avrà invece un ruolo più ampio, occupandosi della supervisione dell’intero sistema delle rappresentative italiane e contribuendo alla programmazione del Club Italia.
La Federazione intende inoltre completare l’organigramma con una terza figura dirigenziale. In base a quanto riferito dall’ANSA, Malagò ha anticipato che entro la fine della settimana potrebbe essere annunciato un responsabile delle squadre nazionali con funzioni simili a quelle ricoperte in passato da Gigi Riva. Il nuovo dirigente dovrebbe seguire anche il coordinamento delle selezioni giovanili, lavorando accanto a Maurizio Viscidi, destinato a rimanere all’interno della struttura federale.
Tra le ipotesi circolate per il ruolo di team manager figura anche il possibile ritorno di Gabriele Oriali, già al fianco di Mancini durante il precedente ciclo azzurro. La sua esperienza e la conoscenza dell’ambiente potrebbero aiutare la Nazionale a ritrovare rapidamente organizzazione, unità e riferimenti interni. Al momento, tuttavia, la nomina non risulta ancora ufficializzata.
Il ritorno di Mancini dividerà probabilmente l’opinione pubblica. Da una parte c’è il ricordo della vittoria europea, del lungo periodo di imbattibilità e di una Nazionale capace di riconquistare il pubblico attraverso il gioco. Dall’altra rimangono le difficoltà successive, la mancata qualificazione ai Mondiali del 2022 e le modalità dell’addio del 2023. Il nuovo incarico rappresenta quindi per il tecnico una possibilità di riscatto, ma anche una responsabilità particolarmente impegnativa.
La presenza di Ranieri potrebbe garantire equilibrio e protezione al progetto, alleggerendo il commissario tecnico da alcune responsabilità organizzative e favorendo una visione più ampia dello sviluppo del calcio italiano. Il compito della nuova coppia non sarà limitato alla ricerca dei risultati immediati: servirà costruire un sistema capace di individuare e accompagnare i giovani talenti, creare continuità tra le diverse Nazionali e restituire alla maglia azzurra un’identità riconoscibile.
Il nuovo corso dell’Italia parte dunque da due figure profondamente legate alla tradizione calcistica nazionale, ma dotate anche di una lunga esperienza internazionale. Roberto Mancini dovrà dimostrare di poter riaprire una storia che sembrava definitivamente conclusa, mentre Claudio Ranieri sarà chiamato a mettere competenza, autorevolezza e capacità di mediazione al servizio dell’intero movimento.
La decisione della FIGC segna una svolta chiara: affidarsi all’esperienza per uscire da un periodo di instabilità e costruire una Nazionale nuovamente competitiva. Il campo stabilirà se il ritorno di Mancini e l’ingresso di Ranieri rappresenteranno davvero l’inizio della rinascita. Per il momento, l’Italia riparte da due allenatori che conoscono il peso della maglia azzurra, le pressioni del grande calcio e la necessità di riconquistare la fiducia dei tifosi.
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