Da oggi, 21 gennaio 2026, è possibile presentare la domanda di adesione alla Rottamazione quinquies attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Entra così ufficialmente in vigore una delle misure fiscali più rilevanti e attese degli ultimi anni. Concepita come nuovo capitolo della cosiddetta “pace fiscale”, consente a milioni di contribuenti – persone fisiche, professionisti e imprese – di chiudere i conti con il Fisco attraverso una definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Il principio è semplice ma di forte impatto: pagare solo il capitale dovuto e le spese vive, con l’azzeramento totale di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione.
La misura riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. In concreto, rientrano nella rottamazione imposte non versate, IVA, IRPEF, contributi previdenziali, tributi locali e, in parte, anche le sanzioni amministrative come le multe stradali, purché iscritte a ruolo. Restano invece esclusi i debiti di natura penale, le somme derivanti da condanne della Corte dei Conti e le risorse proprie dell’Unione Europea.
Il vero elemento di discontinuità della Rottamazione quinquies rispetto alle edizioni precedenti è la maggiore flessibilità nei pagamenti. Il contribuente può scegliere se saldare l’importo dovuto in un’unica soluzione oppure dilazionarlo in un piano rateale particolarmente lungo, che in alcuni casi può arrivare fino a nove o dieci anni. Questo rende la misura appetibile anche per chi, in passato, era decaduto da altre rottamazioni proprio per l’impossibilità di sostenere rate troppo ravvicinate.
La domanda di adesione deve essere presentata esclusivamente online entro il 30 aprile 2026, attraverso il portale dell’Agenzia della Riscossione, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure tramite l’area pubblica con l’invio dei dati identificativi. Dopo la presentazione, l’Agenzia invierà entro l’estate la comunicazione ufficiale con l’importo dovuto e il calendario delle scadenze. Da quel momento, il rispetto dei pagamenti diventa decisivo: il mancato versamento anche di una sola rata comporta la decadenza dai benefici e il ripristino del debito originario.
Dal punto di vista economico e sociale, la Rottamazione quinquies si inserisce in una strategia più ampia di riduzione del magazzino dei crediti inesigibili e di normalizzazione del rapporto tra cittadini e Fisco. Per il contribuente, il vantaggio è immediato e concreto: una riduzione significativa dell’importo complessivo da versare, la sospensione delle procedure esecutive e la possibilità di tornare in regola, migliorando anche la propria posizione finanziaria e creditizia. Per lo Stato, invece, l’obiettivo è recuperare risorse che, senza strumenti di questo tipo, resterebbero bloccate per anni.
In un contesto economico ancora segnato dall’inflazione e dall’aumento dei costi, la Rottamazione quinquies 2026 si configura dunque come un’opportunità reale, ma da valutare con attenzione. Aderire conviene soprattutto a chi ha debiti stratificati nel tempo e sa di poter rispettare il piano di pagamento scelto. Non si tratta di un condono generalizzato, ma di una scelta consapevole che richiede pianificazione e realismo.
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