Sirene misteriose, canto, danza e suggestioni che arrivano direttamente dal mare. Sabato 5 settembre 2026 il Festival dei Barbuti di Salerno accoglie Stirpe di Sirene, la performance fiabesca scelta per inaugurare Incontri di Danza 2026, la storica rassegna curata da Antonella Iannone che torna a portare nel cuore antico della città linguaggi e contaminazioni della danza contemporanea.
Protagoniste dello spettacolo saranno Le Rondinella, Amelia e Francesca, insieme a Patrizia Di Martino, con le coreografie firmate da Elena D’Aguanno. L’appuntamento è al Teatro dei Barbuti di Salerno, nella suggestiva cornice di Largo dei Barbuti, dove danza, musica e teatro si incontreranno per dare forma a un racconto sospeso tra mito e contemporaneità.
Stirpe di Sirene conduce il pubblico in un luogo che sembra non appartenere a nessun tempo preciso, uno spazio in cui storia e leggenda finiscono per confondersi. Al centro della vicenda c’è una dinastia dimenticata, segnata da un’antica maledizione, della quale Thalia, Aeglae ed Eufrosine sono le ultime discendenti. Tre figure che portano con sé il fascino e l’inquietudine di creature sospese tra due mondi e che, attraverso una coreografia ipnotica, cercano una via possibile verso la libertà.
A offrire loro una possibilità è il canto sacro. Potrebbe essere proprio la voce, intesa come rito, richiamo e forza ancestrale, a spezzare ciò che le tiene prigioniere e a restituire alle protagoniste la possibilità di scegliere il proprio destino. Ma Stirpe di Sirene non si limita alla dimensione fiabesca e simbolica. La performance attraversa infatti registri diversi, mescolando musical emozionale, momenti di sceneggiata, varietà e comicità, fino a costruire uno spettacolo nel quale la tradizione dialoga continuamente con un linguaggio scenico contemporaneo.
Le sirene raccontate in scena sono lontane dalle figure immobili e prevedibili dell’immaginario classico. Combattono, ironizzano, seducono, si interrogano e soprattutto cercano un nuovo equilibrio con il mondo degli esseri umani. Vogliono vivere sulla terra senza rinunciare alla propria identità, mantenendo intatto quel potere misterioso che da sempre le lega all’acqua e al mare.
E il finale, volutamente giocato anche sul filo dell’ironia, ribalta l’idea stessa del sacrificio. Nessuna rinuncia definitiva, nessuna scelta tra due universi inconciliabili: queste sirene sembrano decise a prendersi tutto. La vita tra gli esseri umani, il proprio potere e, naturalmente, una imprescindibile vista mare. Un epilogo che sintetizza il carattere dello spettacolo e il suo modo originale di rileggere il mito, mescolando poesia, leggerezza e una sottile vena dissacrante.
«Attenzione: le Sirene sono tornate e non sono quelle che vi aspettate» è infatti lo spirito con cui Stirpe di Sirene si presenta al pubblico salernitano. Una dichiarazione d’intenti per una performance che usa l’immaginario mitologico come punto di partenza, ma sceglie poi di attraversarlo liberamente attraverso danza, recitazione e musica.
Fondamentale è proprio la componente sonora. Musiche e versi attingono a un universo estremamente eterogeneo, nel quale trovano spazio Nico Arezzo, Salvio Vassallo, Ernesto Murolo, Salvatore Di Giacomo, Loreena McKennitt, René Aubry e Vinicio Capossela, fino ad arrivare a quello che può essere considerato il musicista invisibile dell’intera performance: il mare. Un insieme di riferimenti capace di accompagnare la dimensione fiabesca dello spettacolo e, allo stesso tempo, di evocare Napoli, il Mediterraneo, la memoria e una tradizione musicale continuamente reinterpretata.
Stirpe di Sirene è una produzione Akerusia Danza, realtà impegnata nella creazione e nella diffusione di progetti coreografici e teatrali. L’idea nasce da Francesca Rondinella e Patrizia Di Martino, mentre la regia è affidata alla stessa Patrizia Di Martino e le coreografie a Elena D’Aguanno. La produzione descrive il lavoro come una performance fiabesca incentrata proprio su una stirpe dimenticata di sirene e sulla possibilità di trovare un nuovo equilibrio fra creature marine ed esseri umani.
Lo spettacolo apre così le serate dedicate alla danza del Barbuti Salerno Festival 2026, giunto alla sua 41ª edizione. Dal 5 al 7 settembre la rassegna Incontri, con la direzione artistica di Antonella Iannone, porta infatti la danza nuovamente protagonista nel programma della manifestazione salernitana. Il Comune di Salerno conferma Stirpe di Sirene come appuntamento inaugurale del 5 settembre e indica un costo d’ingresso di 5 euro.
Una serata, dunque, che promette di trasformare Largo dei Barbuti in uno spazio sospeso tra terra e acqua, memoria e invenzione, teatro e danza. Perché le sirene di Akerusia Danza non sembrano avere alcuna intenzione di restare confinate nel mito: il 5 settembre arriveranno a Salerno per reclamare il proprio posto tra gli esseri umani, senza dimenticare da dove vengono e senza rinunciare al richiamo del mare.
Appuntamento: sabato 5 settembre 2026, Teatro dei Barbuti – Largo dei Barbuti, Salerno. Il materiale stampa segnala l’inizio alle ore 21.00; la scheda pubblicata sul portale Salerno Cultura indica ore 21.15, per cui è consigliabile verificare l’orario definitivo prima dell’ingresso. Per informazioni e prenotazioni: campaniadanza@tiscali.it – 328 9079642. La pagina istituzionale del Comune segnala inoltre la possibilità di acquistare i biglietti attraverso PostoRiservato.
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Comune di Salerno – programma Barbuti Salerno Festival 2026:
Akerusia Danza
(foto inviata dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

