Martedì 10 febbraio 2026 alle ore 19.00, il Teatro Nuovo di Napoli ospita un nuovo appuntamento di Storie dell’Arte, il ciclo dedicato all’arte contemporanea curato da Eduardo Cicelyn, con un incontro che intercetta in pieno una delle discussioni più vive del nostro tempo: il rapporto tra crisi globale, linguaggi visivi e trasformazioni del gusto. Protagonisti della serata saranno Gennaro Carillo e Sergio Fermariello, chiamati a dialogare attorno a un tema provocatorio e attualissimo, Virus, pandemia e cattivo gusto: dalla moda degli Nft all’orgia populista dei murales.
L’evento nasce da una domanda radicale: cosa è diventata l’arte dopo la frattura pandemica? Tra il 2020 e il 2021, la prevalenza del Covid ha contribuito a consolidare il successo – rapido e in parte effimero – degli NFT, forme di “arte senza corpo” che esistono in un ambiente esclusivamente digitale. Nello stesso tempo, nelle città italiane e internazionali, la street art ha assunto una dimensione sempre più monumentale, spesso celebrativa, legata a personaggi popolari, fatti collettivi o narrazioni identitarie. In questo doppio movimento, tra immaterialità e gigantismo urbano, la questione estetica si intreccia a quella sociale: da un lato l’opera che sfugge, non si tocca, circola in rete; dall’altro l’immagine che occupa lo spazio pubblico, impone una presenza e diventa segnale politico, emotivo, perfino plebiscitario.
È qui che il titolo dell’incontro trova il suo punto più forte, perché mette in tensione due estremi che sembrano opposti ma in realtà dialogano: la volatilità finanziaria e simbolica degli NFT e la spettacolarizzazione popolare dei murales contemporanei. Il rischio, suggerito dal dibattito, è che l’arte perda complessità critica per trasformarsi in consumo immediato, in linguaggio di consenso, in reazione epidermica a un presente dominato da paura, velocità e polarizzazione. Ma c’è anche una possibilità diversa: che da questa frizione nasca un nuovo romanzo popolare dell’arte, capace di parlare a pubblici più ampi senza rinunciare alla profondità. È il motivo per cui l’appuntamento del Teatro Nuovo si annuncia come un momento centrale per chi segue l’evoluzione dell’arte contemporanea in Italia, soprattutto nel passaggio tra cultura digitale, spazio urbano e immaginario post-pandemico.
La sede è in Via Montecalvario 16, nel cuore di Napoli; l’ingresso è unico a 5 euro, con inizio alle 19.00. Un costo accessibile che conferma la vocazione divulgativa del ciclo Storie dell’Arte e la volontà di tenere aperto, anche in teatro, un confronto critico su come cambia il gusto collettivo. In un tempo in cui l’immagine tende a sostituire il pensiero e la viralità rischia di valere più del contenuto, incontri come questo provano a rallentare lo sguardo e a rimettere al centro le domande scomode: stiamo assistendo a un nuovo inizio per l’arte o alla sua fine imminente?
Per informazioni e prenotazioni: botteghino Teatro Nuovo Napoli (tel. 0814976267, email botteghino@teatronuovonapoli.it). Ufficio stampa: Raimondo Adamo (tel. 08119540562, mob. +39 3487569222, email ufficiostampa@teatronuovonapoli.it).
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(foto da Ufficio stampa rassegna ‘Rileggere i classici’)
