Un riconoscimento al valore della tradizione imprenditoriale, alla salvaguardia delle attività ultracentenarie e alla capacità di tramandare, di generazione in generazione, un patrimonio di competenze, cultura e identità. Il Comune di Napoli ha conferito una targa ufficiale a Ugo Cilento, presidente dell’associazione I Centenari – Aziende Storiche Familiari Italiane, per il suo costante impegno nella valorizzazione delle imprese storiche e familiari, considerate una risorsa fondamentale per il tessuto economico, sociale e culturale della città e dell’intero Paese.
La consegna del riconoscimento è avvenuta il 14 ottobre 2026, nella prestigiosa cornice del Senato della Repubblica, durante il convegno Storie d’Italia: Il ruolo delle istituzioni locali nella salvaguardia del patrimonio d’impresa e dell’identità urbana, promosso su iniziativa della senatrice Valeria Valente. L’appuntamento, ospitato nella Sala Caduti di Nassirya, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul futuro delle aziende familiari e ultracentenarie italiane e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela di quelle realtà produttive che costituiscono una parte essenziale della memoria collettiva e dell’identità dei territori.

A consegnare personalmente la targa a Ugo Cilento è stato il sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, che ha voluto sottolineare il significato di un riconoscimento destinato non soltanto a un imprenditore, ma anche a un modello di impresa capace di coniugare tradizione, continuità familiare, qualità manifatturiera e visione del futuro.
L’iniziativa ha riportato al centro dell’attenzione un tema particolarmente significativo per Napoli, città nella quale le botteghe artigiane, le aziende commerciali e le attività tramandate attraverso le generazioni costituiscono da secoli una componente fondamentale del patrimonio cittadino. Realtà che non rappresentano soltanto luoghi di produzione e di scambio economico, ma autentici custodi di conoscenze, relazioni umane, tecniche artigianali e tradizioni che contribuiscono a rendere riconoscibile l’identità napoletana anche oltre i confini nazionali.
Il riconoscimento a Ugo Cilento assume un valore ancora più significativo considerando la storia della sua famiglia, protagonista dell’imprenditoria napoletana dal 1780. L’azienda M. Cilento e F.llo, oggi guidata dallo stesso imprenditore, rappresentante dell’ottava generazione, costituisce uno degli esempi più longevi della tradizione sartoriale partenopea. Nata nel settore del commercio tessile, l’attività ha saputo attraversare i cambiamenti economici e sociali conservando un’identità fondata sull’eleganza, sulla qualità dei materiali, sulla lavorazione artigianale e sulla trasmissione delle competenze.
Un percorso che rispecchia pienamente la missione dell’associazione I Centenari, impegnata nella promozione delle aziende storiche familiari italiane. L’organizzazione nasce dalla volontà di mettere in rete esperienze imprenditoriali accomunate da una lunga tradizione, favorendo il confronto tra generazioni e valorizzando quelle imprese che hanno saputo conservare le proprie radici senza rinunciare all’innovazione.
L’associazione affonda le proprie origini in un progetto avviato nei primi anni Duemila da Pina Amarelli e Martino Cilento, con l’obiettivo di dare voce alle eccellenze imprenditoriali capaci di attraversare i secoli. Una visione che considera la longevità aziendale non come un semplice dato anagrafico, ma come il risultato di una capacità costante di adattamento, responsabilità e innovazione.
Proprio su questo aspetto si è concentrato l’intervento di Ugo Cilento durante il convegno al Senato. Il presidente de I Centenari ha richiamato l’attenzione sul valore immateriale delle imprese storiche, sottolineando come la loro importanza non possa essere misurata esclusivamente attraverso gli indicatori economici tradizionali.
«Nella gestione delle imprese familiari e storiche – afferma – bisogna superare la logica stringente dei soli bilanci finanziari. Il vero valore di queste attività risiede nel loro bilancio sociale e culturale: un patrimonio fatto di relazioni, reputazione, eccellenza manifatturiera e legame indissolubile con la comunità locale e con la storia familiare dell’impresa, fattori che nessun metodo contabile tradizionale può quantificare, ma che ne decretano la longevità nei secoli».
Parole che pongono l’accento su una dimensione dell’attività imprenditoriale spesso difficile da rappresentare attraverso numeri e statistiche. Un’azienda storica, infatti, non custodisce soltanto un marchio o una struttura produttiva, ma conserva esperienze, competenze e rapporti con il territorio maturati nel corso di decenni o addirittura di secoli.
La capacità di mantenere vivo questo patrimonio costituisce uno degli elementi fondamentali della continuità generazionale. Ogni passaggio di testimone tra una generazione e la successiva comporta la responsabilità di preservare un’identità imprenditoriale, ma anche la necessità di interpretare nuove esigenze, affrontare le trasformazioni del mercato e individuare opportunità di sviluppo.
È proprio nell’equilibrio tra memoria e innovazione che si manifesta la forza delle imprese familiari ultracentenarie. La loro presenza contribuisce a mantenere riconoscibili i centri urbani, a salvaguardare le professionalità artigiane e a conservare un legame diretto tra attività economiche e comunità locali.
Particolarmente significativo è stato anche l’intervento del sindaco Gaetano Manfredi, che nel consegnare il riconoscimento ufficiale del Comune di Napoli ha evidenziato il ruolo svolto da Ugo Cilento nella difesa e nella promozione del patrimonio imprenditoriale cittadino.
«Napoli è da sempre al fianco delle sue attività storiche e familiari. Consegniamo questa targa a Cilento per il suo costante impegno a tutela di un patrimonio vivo che custodisce la storia della città e contribuisce a costruirne il futuro. Gli siamo grati per l’esempio che offre con la sua azienda, dove la continuità generazionale si fa difesa del lavoro e garanzia di radici forti. Grazie per aver dimostrato, in Italia e nel mondo, che la napoletanità è un valore senza tempo».
La dichiarazione del primo cittadino restituisce il significato più ampio dell’iniziativa, evidenziando come la tutela delle attività storiche possa rappresentare un investimento sul futuro delle città. La salvaguardia delle imprese tradizionali, infatti, non riguarda esclusivamente la conservazione del passato, ma interessa direttamente la qualità del tessuto economico urbano, la difesa delle professionalità e la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio produttivo ancora vitale.
In questo contesto, Napoli rappresenta un osservatorio particolarmente significativo. La città conserva un rapporto profondo con le proprie attività artigianali e commerciali, molte delle quali hanno contribuito nel tempo a costruire l’immagine della manifattura napoletana nel mondo. Dalla sartoria alla produzione di accessori, dalle lavorazioni artistiche alle diverse espressioni dell’artigianato tradizionale, le imprese storiche continuano a testimoniare una cultura del lavoro fondata sulla competenza, sulla creatività e sulla qualità.
Il dibattito ospitato al Senato ha consentito di affrontare queste tematiche anche dal punto di vista istituzionale, richiamando l’attenzione sulla necessità di individuare politiche capaci di sostenere le imprese longeve e preservare la vocazione produttiva dei centri storici.
Accanto alla senatrice Valeria Valente e al sindaco Gaetano Manfredi, hanno partecipato all’incontro i senatori Gianluca Cantalamessa e Luigi Nave, insieme al direttore generale della SVIMEZ, Luca Bianchi. La presenza di rappresentanti delle istituzioni e del mondo della ricerca economica ha conferito all’iniziativa una dimensione nazionale, evidenziando l’importanza di un confronto sulle prospettive delle aziende storiche e sul loro contributo allo sviluppo dei territori.
La riflessione coinvolge direttamente anche il futuro dei centri urbani italiani, nei quali la progressiva trasformazione delle attività commerciali rischia di modificare profondamente il rapporto tra economia, memoria e identità locale. In questo scenario, le imprese storiche possono svolgere una funzione determinante, contribuendo a mantenere vivo il carattere dei luoghi e a preservare un patrimonio di relazioni e competenze difficilmente sostituibile.
Il valore di queste aziende emerge anche nella loro capacità di rappresentare un punto di incontro tra generazioni. Chi eredita un’attività familiare non riceve soltanto un’impresa, ma assume la responsabilità di custodire una storia, preservare un patrimonio di conoscenze e interpretare un’identità costruita nel tempo.
Una responsabilità che richiede sensibilità, capacità imprenditoriale e attenzione ai cambiamenti, perché la continuità non può esaurirsi nella semplice conservazione di ciò che è stato. Al contrario, deve trasformarsi in una prospettiva dinamica, nella quale le radici culturali diventano uno strumento per affrontare le sfide del presente.
La targa conferita a Ugo Cilento dal Comune di Napoli rappresenta quindi un riconoscimento al percorso di un imprenditore e, allo stesso tempo, un segnale di attenzione verso un intero settore dell’economia italiana che merita tutela e valorizzazione.
Attraverso il suo impegno alla guida de I Centenari, Cilento contribuisce a promuovere una concezione dell’impresa nella quale il successo economico si accompagna alla responsabilità sociale, alla conservazione della memoria e alla capacità di generare valore per la collettività.
Il messaggio emerso dall’incontro al Senato è quello di considerare le imprese familiari ultracentenarie non come testimonianze immobili di un passato glorioso, ma come realtà ancora capaci di produrre sviluppo, occupazione, cultura e identità.
Per Napoli, il riconoscimento a Ugo Cilento diventa così anche un’occasione per riaffermare il valore della propria tradizione manifatturiera e imprenditoriale, dimostrando come la storia di un’azienda possa intrecciarsi profondamente con quella di una città.
Perché custodire un’impresa storica significa preservare molto più di un’attività economica: significa difendere una parte della memoria collettiva, tramandare un sapere e mantenere vivo quel legame tra persone, lavoro e territorio che costituisce una delle ricchezze più autentiche del patrimonio italiano.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
