Alle prime luci dell’alba di domenica 7 dicembre 2025, l’area dei Campi Flegrei è tornata a tremare. Una scossa di terremoto di magnitudo 2.3, con epicentro localizzato in Via Solfatara, a Pozzuoli, è stata registrata intorno alle 6 del mattino dall’INGV–Osservatorio Vesuviano. L’evento, pur lieve, è stato percepito in modo netto dai residenti, in particolare nei quartieri di Pozzuoli alta, Arco Felice, Rione Toiano e fino alle zone prossime ad Agnano. Molti cittadini hanno riferito di aver avvertito un boato immediatamente precedente alla scossa, un fenomeno ricorrente nelle zone soggette al bradisismo, dovuto alla fratturazione delle rocce superficiali e alla dinamica dei gas presenti nel sottosuolo.
L’ipocentro, registrato a una profondità compresa fra 2.8 e 3 chilometri, conferma la natura tipicamente superficiale dei terremoti che accompagnano il sollevamento del suolo flegreo. L’evento non ha prodotto danni, né conseguenze sulla sicurezza, ma inserisce un ulteriore tassello nella sequenza sismica che, nel solo 2025, ha già superato gli 8.300 terremoti, un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. Il dato, evidenziato dagli ultimi report diffusi dall’Osservatorio Vesuviano, mostra un trend crescente che non indica un’eruzione imminente, ma testimonia un’evoluzione dinamica del sistema vulcanico, che merita attenzione e monitoraggio costante.
Il fenomeno del bradisismo, noto agli abitanti di Pozzuoli e dell’intera area flegrea, continua dunque a manifestarsi con cicli di sollevamento e microsismicità diffusa. Come ricordano gli esperti, questi movimenti non vanno interpretati in maniera allarmistica, ma compresi all’interno della fisiologia di un’area vulcanica attiva. Le istituzioni e i centri di monitoraggio invitano alla prudenza e alla corretta informazione, evitando la diffusione di notizie non verificate, spesso amplificate dai social nelle ore immediatamente successive alle scosse.
La scossa di oggi, pur di lieve entità, riporta al centro dell’attenzione la fragilità del territorio e l’importanza della preparazione della popolazione. Le testimonianze arrivate dalle zone coinvolte rimarcano un tema sempre più sentito dai residenti: la necessità di convivere con una condizione geologica complessa e in continua trasformazione, che richiede piani aggiornati di protezione civile, sistemi di comunicazione efficaci e una costante consapevolezza del rischio.
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